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Arturia V Collection 6
Arturia V Collection 6
di [user #45705] - pubblicato il

Arturia aggiorna la sua collezione di Virtual Instrument con 6 nuovi prodotti, ideali per chi cerca nuova ispirazione per le proprie produzioni. RECnMIX ha avuto modo di provarla in anteprima per voi.

La V Collection 6 comprende ben 22 strumenti virtuali e, oltre agli ormai classici Moog Modular V, Prophet V e Jup-8 V, introduce i nuovi DX7 V, CMI V, Buchla Easel V, Clavinet V, Piano V2 e Analog Lab 3, andiamo a vederli da vicino.

DX7 V

Lo Yamaha DX7 non ha bisogno di molte presentazioni, è la macchina che all’inizio degli anni ’80 ha segnato una svolta nel mondo dei sintetizzatori, grazie alla nuova tecnologia digitale FM e ai suoi innovativi suoni, difficilmente riproducibili con i synth analogici del tempo. Il DX7 introduceva anche la prima porta MIDI di serie e grazie anche al costo contenuto, diventò un “must have” per l’epoca, tanto che possiamo trovarlo praticamente in tutte le produzioni pop di quegli anni. La produzione del DX7 terminò nel 1989, ma Yamaha continuò ad usare la tecnologia FM all’interno delle sue macchine, come la groovebox DX200 e l’espander FS1R.

Arturia V Collection 6

DX7 V è il sogno per tutti i tastieristi ancora innamorati del suono dell’iconico synth Yamaha, infatti ne ricalca completamente le caratteristiche, tanto che può leggere anche le patch originali, aggiungendo interessanti funzioni, come l’arpeggiatole e il sequencer interno, la matrice di modulazione completa, la sezione effetti con 4 slot e 11 algoritmi, l’implementazione MIDI di tutti i parametri, la possibilità di modellare 2 diversi tipi di convertitori in uscita e molto altro.

Sicuramente consigliato a chi si occupa di sonorità e produzioni retro, con suoni che rimandano agli anni ’80 e alle tipiche colonne sonore delle produzioni del tempo. DX7 V è in grado di produrre timbri puliti e potenti e grazie alla efficace matrice di modulazione può essere impegnato nella produzione di nuove sonorità ottime per qualsiasi produzione elettronica. Sono compresi 4 banchi di suoni originali, che faranno la felicità degli amanti dell’epoca e fanno capire quanto il nuovo synth di Arturia è in grado di emulare fedelmente il sound dell’originale DX7, più centinaia di nuovi preset adatti a qualsiasi genere.

CMI V

CMI V emula un’altra iconica macchina degli anni ’80, il Fairlight CMI IIx, sintetizzatore, campionatore e prima audio workstation della storia, che insieme al Synclavier (emulato anche questo da Arturia, che trovate anche nella V Collection 6) hanno cambiato il modo di produrre e concepire la musica. Il Fairlight CMI è stato utilizzato da moltissimi artisti del calibro di Herbie Hancock, Prince, Jean Michel Jarre, Depeche Mode e molti altri, purtroppo inarrivabile a molti a causa del suo prezzo proibitivo.

Arturia V Collection 6

CMI V aggiunge all’originale tutta la comodità dei virtual instrument, grazie all’interfaccia grafica chiara e semplice, portando il numero degli slot interni a 10, eliminando le limitazioni del campionatore, implementando un mixer interno con 14 effetti e un controllo MIDI completo.

La versione che abbiamo in prova conta solo una trentina di preset, ma già da questi possiamo renderci conto del sound e della potenza di CMI V, adatto a tutti i sound designer e alle produzioni moderne, a chi è in cerca di sonorità inedite o voglia rinfrescare le sue produzioni con un sound ricercato e particolare.

Buchla Easel V

Don Buchla, insieme a Robert Moog, è considerato padre della sintesi analogica e dei nuovi strumenti musicali prodotti negli anni ’60 e ’70. Il Buchla Easel, altrimenti chiamato The Electric Music Box, fu prodotto negli anni ’70 e, come il più famoso Minimoog, comprendeva in uno stesso “frame” tutti i moduli per creare una catena di sintesi completa.

Arturia V Collection 6

Come lo strumento originale, anche nel Buchla Easel V possiamo utilizzare cavi “virtuali” per pachare e combinare i vari moduli tra di loro. La polifonia è stata estesa a 4 voci e come su tutti gli altri strumenti Arturia, tutti i parametri sono controllabili via MIDI. È stato aggiunto poi un sequencer polifonico a 32 step, 5 inviluppi personalizzabili e assegnabili a vari parametri, e una matrice di modulazione inusuale chiamata “Gravity”, che ci mette a disposizione uno spazio virtuale dove possiamo posizionare diversi elementi (muri, buchi neri, ecc) per deviare la “traiettoria" della curva di modulazione.

Il suono di Buchla Easel V è molto particolare e sicuramente è più indicato alla sperimentazione, alle texture e a tappeti sonori caratteristici, più che alla riproduzione di timbriche classiche. Farà sicuramente la felicità dei Sound Designer e di tutti coloro che cercano qualcosa di particolare da introdurre nelle loro produzioni. Da non dimenticare la qualità della riproduzione del timbro analogico di Arturia, che anche qui da il suo meglio.

Piano V2

Arturia aggiorna il suo pianoforte virtuale alla versione 2 e il numero di emulazioni passa da 9 a 12, divisi in classici piani a coda e verticali, compresi alcuni modelli inusuali in vetro e metallo!
Per ogni modello possiamo decidere la tensione delle corde e cambiare i parametri dei martelletti, intervenire sulla velocity e sul posizionamento dei microfoni. È compreso un riverbero a convoluzione con 14 differenti stanze e hardware campionato, uno stereo Delay,  un eq 5 bande e un compressore.

Arturia V Collection 6Arturia V Collection 6

Il suono di Arturia Piano V2 è molto ricco e riproduce molto bene il timbro dei vari pianoforti emulati, ideale sia che stiate lavorando su una colonna sonora che in una produzione Pop. Non pesa moltissimo sulla CPU quindi potete aprire una o più istanze senza paura di rallentare il vostro lavoro. La possibilità di intervenire sui molti parametri e l’ottimo riverbero a convoluzione lo rendono ideale alla sperimentazione, ma anche partendo dai numerosi preset potete sicuramente trovare quello che fa al caso vostro.

Clavinet V

L’ Hohner Clavinet è un pianoforte elettrico creato negli anni ’60 e commercializzato fino ai primi ’80, usatissimo nel Funk, nel Soul, nel Rock e nel Pop, reso famoso da brani come Superstition di Stevie Wonder  e You Make Loving Fun dei Fleetwood Mac. Il Clavinet riprende il principio ci funzionamento del Clavichord, fratellino del Clavicembalo, dove delle corde metalliche vengono percosse da un martelletto in gomma e il suono viene catturato da uno o più pickup per poi essere amplificato.

Arturia V Collection 6

Clavinet V riproduce e amplia le caratteristiche del Clavinet D6, con 2 selettori di pickup a 2 posizioni, 4 switch per i toni, dumper/mute slider, più dei parametri per cambiare il profilo armonico riprodotto e alterare altri parametri come la risonanza delle corde, la durezza del martelletto, ecc. È possibile inserire 5 effetti diversi tra cui un Wha-Wha controllato dalla modulation whell della tastiera, più un amplificatore virtuale con controlli di tono, tremolo, reverb e possibilità di spostare il microfono virtuale in asse o fuori asse con il cono.

È lo strumento ideale per chi cerca questo tipo di sonorità, grazie all’ottima riproduzione del timbro originale di Arturia. L’implementazione MIDI completa e mappabile a piacimento rendono l’interfacciamento con l’esterno molto semplice e lo fanno diventare uno strumento potente da usare anche in situazioni live.

Analog Lab 3

Per chi non lo conoscesse, Analog Lab racchiude in se diversi preset (6214 in questa versione!) di tutta la collezione software di Arturia, su cui possiamo intervenire solo su alcuni parametri. Se invece possedete anche lo strumento emulato in questa versione potete intervenire su ogni singolo parametro. È un ottimo acquisto anche da solo per chi vuole un arsenale di suoni che vanno dal synth modulare al pianoforte elettrico vintage, senza bisogno di addentrarsi in menù di programmazione complessi. Se poi avete anche una master Keyboard di Arturia, come la nostra piccolina MiniLab, il software si interfaccia direttamente con tutti i controlli della tastiera e potete pilotare i vari parametri direttamente da li. Molto comodo!

Arturia V Collection 6

V Collection 6

Gli strumenti emulati da Arturia cominciano a diventare molti, oltre agli strumenti in prova in questo articolo, all’interno della suite possiamo trovare anche l’ ARP2600 V, il CS-80 V, il Jup-8 V, il Mini V, il Modular V, il SEM V, il Prophet V, il Matrix-12 V, lo Stage-73 V, il Synclavier V e il B-3 V.

Arturia V Collection 6 non è una raccolta di software ideale solo ai tastieristi, ma può fare la differenza per chi si occupa di produzione e vuole aggiungere ai suoi colori dei suoni e degli strumenti che hanno fatto la storia della musica. La qualità e la veridicità dei timbri emulati è a nostro parere ottima e tra le migliori sul mercato. Potete andare direttamente sul sito di Arturia, ascoltare le prove audio e scoprire cosa possono fare per voi questi piccoli gioiellini digitali.
 
arturia v collection 6
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Commenti
di Claes [user #29011] - commento del 05/12/2017 ore 17:42:01
È una collezione davvero impressionante - grazie! Una varietà del genere è quello che ci vuole per una chitarra MIDI. È preferibile che si abbia almeno un pochettino di dimestichezza con la terminologia synth! Forse è per questo che i tastieristi non usano pedalini - devono imparare la terminologia chitarristica. Passate il link al vostro tastierista - non avrà problemi con questo arsenale di suoni. Commenti visto dalla chitarra:
Buchla: mai visto in studio! A guardare i controlli mi sembra perfetto per assoli o effetti speciali stranissimi. Spero vi sia anche un bottone Mono. Per fortuna ci sono presets da cui partire. Altrimenti...
Fairlight: un hit per i pochi eletti... uno studio di registrazione in primis e solo i maggiori se lo potevano permettere. Era pubblicità costosa ma altamente efficiente - tutti i musicisti agognavano averne uno in studio sulle loro produzioni. Fa "scena" ma non è da live. Ha un sound tipicamente elettronico però molto piacevole. Penso andrebbe bene per accordi.
Jupiter 8: per molti versi e ritornelli, è il sommo - IMHO, almeno. La tastiera si può splittare in due con suoni programmati in maniera diversa ed ha l'effetto Arpeggio poi diventato d'obbligo. Tutto sommato, con un sound beneducato e gradevole, è giusto quello che ci vuole per tappeti di accordi. Niente è emulato (per fortuna)!
Il vantaggio della collezione è ovviamente il MIDI, i patches e controlli extra che non c'erano sui modelli originali.
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di Andy Cappellato [user #45705] - commento del 06/12/2017 ore 10:23:56
Ciao Claes,
concordo con tutto, soprattutto il Fairlight, e secondo me da riscoprire con la possibilità di importare nuovi suoni! Il Buchla è mono fondamentalmente, come l'riginale, se vuoi poi puoi arrivare fino a 4 voci di polifonia.
Rispondi
di e.n.r.i. [user #46044] - commento del 05/12/2017 ore 18:19:31
Grazie Andy (e Claes!) per questa panoramica. Per chi è abituato a corde e plettro questi synth sono una foresta vergine da esplorare a colpi di machete.
Che voi sappiate, ci sono simulazioni virtuali di organi a ruote foniche (non so se si può scrivere Hammond...) credibili?
Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 06/12/2017 ore 10:27:52
Il sound da marchio di fabbrica è in realtà il sound delle ruote del Leslie. Quando si passa da lento a veloce c'è una accelerazione progressiva - ma meno di un secondo, anche per l'inverso. Non è come pestare un pedalino. Avete mai sentito un Hammond SENZA Leslie??? Inusabile! Di simulazioni ce ne sono moltissime e non saprei proprio quale segnalarti come "la migliore". Ma come la vuoi usare: con tastiera o chitarra con MIDI?

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di e.n.r.i. [user #46044] - commento del 06/12/2017 ore 12:32:15
Ho una master keyboard che uso direttamente in Cubase. Quando l'ho presa l'idea era di aggiungere un suono più morbido (o meno percussivo) rispetto alle chitarre. Poi ho scoperto che è stimolante giocare con i suoni che si possono generare, e che è molto divertente usare le due mani su una tastiera con i tasti bianchi e neri. Insomma: è più facile che escano idee per nuove canzoni piuttosto che un tappeto di archi dopo 7 chitarre sovraincise.
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di Claes [user #29011] - commento del 06/12/2017 ore 14:49:22
Master keyboard + Cubase + Hammond - il B-3 che segnala Andy qui sotto ha le funzioni richieste a parte... il peso! Il sound Hammond si integra bene con suoni taglienti. Deep Purple docet!
Avvertenza! Ben presto avrai la GAS tastiera. Avevo abbandonato il pianoforte per la chitarra, poi sono arrivati i synths. Insomma, combinare le cose. Non è detto che un tastierista capisca una filosofia chitarristica o viceversa.
Rispondi
di Andy Cappellato [user #45705] - commento del 06/12/2017 ore 10:29:38
Ciao e.n.r.i.,
si, diciamo che c'è molto da divertirsi e sperimentare!
In questo pacchetto puoi trovare anche il B-3 V, emulazione dell'Hammond B3 e non solo. Prova a dare un'occhio al sito per vedere se fa al caso tuo:
vai al link
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di e.n.r.i. [user #46044] - commento del 06/12/2017 ore 12:44:27
Grazie, ho visto il sito Arturia e anche altri. In effetti le opzioni non mancano. L'unico intoppo è che ho un mac vecchio con sistema operativo 10.6 e ormai chiedono tutti il 10.10. Contunuo la ricerca...
Rispondi
di Andy Cappellato [user #45705] - commento del 07/12/2017 ore 10:37:02
Capisco il problema e.n.r.i., in questo caso potresti provare a cercare tra le numerose librerie per NI Kontakt se c'è qualcosa che fa al caso tuo.
Rispondi
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