HOME | CHITARRA | DIDATTICA | ONSTAGE | RECnMIX | RITMI | PEOPLE | NEWS         EVENTI | STORE | ANNUNCI | AGENDA
Date delle mie brame!
di [user #875] - pubblicato il

go00742 scrive: Sono ormai anni che mi scontro (non ho altre parole) per così dire con alcuni gestori di locali per riuscire a raccimolare qualche data! Non che siamo dei "Dream Theater" scesi in terra ma grazie ad un po' amici che ci seguono sempre e tanta voglia facciamo la nostra umile figura e un po' di sano casino...

Premessa: siamo in 5 e facciamo rock a 360° con cover italiane e straniere dagli anni '80 ad oggi, tutto in chiave movimentata con un buon sound! Non abbiamo ruoli definiti nella band se non quella legata agli strumenti e quindi ognuno di noi mette le proprie competenze o presunti tali per la band, quindi sono andato come si dice in gergo a prendermi l'ennesima data in un locale. Ecco il resoconto...

Dopo 15 minuti di ricerca parcheggio, entro e chiedo: "Con chi posso parlare per avere una data?"

Premessa: locale deserto forse una decina di persone ...gestore e camerieri compresi.

Un signorino alla cassa: "Gestisco io queste cose ma ti dico già che sono pieno, ho circa 100 demo da ascoltare e sono indietro con la programmazione... non se ne fà nulla" (Il MURO di Berlino era meno duro!)

Bene gli dico ..."Io non ho il demo con me, voglio solo una serata" Gestore: "Mi devi portare il materiale e poi siamo già a dicembre quindi sai"

Rispondo: "E allora? dopo dicembre c'è gennaio, febbraio ...se vuoi ti predìco cosa c'è dopo febbraio".

Ribatte: "Portami il MATERIALE"

MATERIALE? E rispondo: "Cosa... vernice, ferro, attrezzi edili, ponteggi?"

RIDE e mi dice: "No no, portami la demo e il CV!"

Rispondo: "Il CV? Guarda che non cerco lavoro, voglio solo SUONARE ma se io ti portassi il tutto tu tanto sei già a dicembre, pieno di gruppi e quindi non mi faresti suonare!"

Allorchè stretta di mano e grazie con SALUTI.

E' vero, so che solleverò tanti "mah" e tanti dubbi sul fatto che avrei dovuto avere il DEMO (ne siamo provvisti!) ma non per svogliatezza, negligenza o non voglia di spendere i soldi che non me ne sono portato uno, ma semplicemente perchè questi poveri DEMO vengono sbattuti in un angolo in colonna con altri cd e assolutamente inascoltati.

Mi è già capitato con la richiesta addirittura di un secondo DEMO rimasto anch'egli inascoltato!

E' capitato altre volte di dover tornare fino a 3 volte nel locale per riuscire a suonare, fortuna che il locale era solo a 30 km!. Altre invece con DEMO consegnato la volta precedente, mi sono sentito dire: "Ah si, tu eri al tavolo 4, quindi paghi una birra etc..." spiegando che ero appena entrato per sapere se il DEMO aveva conquistato la fiducia del gestore.

Non è una protesta o una condanna dei gestori anzi, molti sono gentili e sanno che organizzare LIVE nei propri locali può portare non solo i soldi della serata ma anche un certa fama come locale dove ascoltare musica e non il solito dj con 2 braccia "Comau" a mettere dischi!

Sarebbe bello sapere le esperienze di tutti noi che con tali personaggi bene o male hanno a che fare, resoconti di serate, cachet mal pagati o semplicemente 2 risate sulle improbabili risposte che ci vengono date quando cerchiamo di organizzare qualcosa di buono.

PS: Per chi non lo sapesse "Comau" è la società che costruisce robot e braccia meccaniche per catene di montaggio!

concerti
Altro da leggere
Pubblicità
Il Gallo in ospedale: Andrea Torresani...
Peppino D'Agostino: pubblico italiano troppo...
Carl Verheyen: strumentazione e spettacolo...
La Carl Verheyen Band arriva in Italia...
Pubblicità
Commenti
Re: Date delle mie Brame!
di warm_blue utente non più registrato - commento del 05/12/2007 ore 10:5
Dal basso della mia piccola esperienza (2-3 anni di esibizioni live in locali medio-piccoli e piazze) quel che posso dire è che proporsi senza fornire materiale di prova equivale, nella maggior parte dei casi, ad andare incontro a un rifiuto. >>> ..ma semplicemente perchè questi poveri DEMO vengono sbattuti in un angolo in colonna con altri cd e assolutamente inascoltati.Nel 99,9% dei casi succede così, ma dopotutto, quello che forniamo non è forse un demo "a perdere" per farsi conoscere? Certo, se deve fungere da soprammobile nel magazzino del locale non ne vale la pena, ma arrivare a presentarsi e chiedere di suonare senza demo "perchè sennò non li ascoltano" è un passo un po' eccessivo, secondo me. E' comunque necessario valutare la persona con cui ti rapporti e carcare di capire se è uno che può essere interessato a vedere cosa sai fare e come lo sai fare (sempre ovviamente per non scontentare la clientela) oppure vuol solo riempire il locale e vuole che porti un numero minimo di persone senza badare a chi si mette in serata; vien da sè che non a entrambi i tipi di gestori verrà spontaneo consegnare subito il demo.Per quanto mi riguarda, con il nostro gruppo (cover RHCP, Pearl Jam e Soundgarden oltre a pezzi nostri) avevamo sempre accompagnato il demo alla richiesta di poter suonare oltre al fatto di avere anche qualche conoscenza nel giro del locale. E' poi ovvio che di fronte ai vari tentennamenti (come quello descritto da te) del gestore che, appena gli chiedi se fanno suonare gruppi, si trincera subito di fronte al "tutto pieno" senza neanche sapere cosa e come suoni serve un pochino di buonsenso e capire che è meglio guardare altrove.Ciao, Filippo _wb
Rispondi
Sinceramente..
di BadMirror [user #3290] - commento del 05/12/2007 ore 10:5
Prima di tutto ti capisco ed è vero che per avere una serata spesso tocca fare i salti mortali. E' vero che molti gestori di locali "se la tirano" e seguono le mode del momento. Insomma non starò a ridire le solite cose che purtroppo sappiamo tutti, io sto pensando oramai sempre di più all'estero.Ma a parte questo, nella situazione in specifico che hai descritto non vedo sinceramente cosa tu abbia da recriminare. Ti sei presentato lì senza un demo o una brochure di presentazione, cosa pretendi? Vuoi essere trattato da professionista? Comportati da professionista! La parola "il materiale" non ha nulla di strano, si usa tutti i giorni all'interno del mondo musicale e sta a indicare il pacchetto "demo-bio-rassegna stampa-etc....". Che poi il demo non te lo ascoltano etc..etc.. è un altro problema, ma se per questo tu parti prevenuto e te ne freghi, bè allora smetti di suonare perchè è un mondo duro e senza sudare non si va avanti. Io se fossi un gestore di locale i deo li ascolterei eccome, ma pretenderei un prodotto (pardon la parolaccia) di qualità che poi sarei felice di ricompensare onestamente. E' ora che chi si sbatte per suonare bene e spende tanti (ma proprio tanti!) soldi per la propria promozione abbia il giusto riconoscimento che merita. Il fatto che a Dicembre abbiano già i calendari abbastanza pieni è normalissimo, soprattutto se è un locale importante. E' probabile che una serata verso fine Gennaio/Febbraio però ci scappi, ma senza essere ascoltati, scusa, ma chi vi credete di essere, un gestore dovrebbe fidarsi sulla parola?Ripeto, sono d'accordo con te e ti sono accanto nella lotta contro certi s****i che rappresentano la morte della musica live nel nostro paese, ma in un caso come quello che hai raccontato io non me la sento di dare ragione a te.Ciao.Ripeto,
Rispondi
Re:Sinceramente..
di go00742 [user #875] - commento del 05/12/2007 ore 11:1
Io non voglio avere ragione, non ho bisogno di essere rincuorato per così dire o essere consolato, è solo una testimonianza dei problemi che si possono incontrare. A parte che ormai nei locali sembrano tutti critici d'arte, detto questo però se mi fossi presentato con 50 persone alle spalle un pc e 4 basi midi sono sicuro che mi avrebbe fatto "suonare" sul momento! Ripeto non è un piagnisteo per dire "non mi danno la data," se leggi al fondo l'articolo voglio raccogliere una sorta di testimonianze da parte di tutti e capire se è un problema solo mio che come tu mi dici non mi sbatto abbastanza, non faccio pubblicità etc... oppure se è un'andazzo generale. Inoltre ti posso garantire che molte band suonano senza avere uno straccio di demo e con sufficienti cachè!
Rispondi
Re:Sinceramente..
di BadMirror [user #3290] - commento del 05/12/2007 ore 12:3
Si e su questo siamo d'accordo, però hai portato un esempio, una tua esperienza, che a mio modo di vedere è totalmente dalla parte del gestore. Se poi mi dici che se certo che quel gestore il demo te l'avrebbe buttato nell'angolo ti posso dire che è una situazione che molti di noi hanno già vissuto. Ma il demo glielo devi portare, punto. Io da gestore del locale lo pretenderei.Proprio perchè neanche io voglio fare piagnistei mi risparmio di dire le mie brutte esperienze, tanto come al solito si parla tanto e poi? Invece di pretendere di essere trattati da professionisti (se lo siamo, non tutti hanno le idee chiare su questo punto....) sulla fiducia cominciamo a comportarci da tali. Io te lo dico chiaramente, anni fa facevo cover e il mio punto di vista era, tristemente, diverso. Adesso fosse per me farei suonare al 90% gente seria, che ha esperienza, che ha speso energie e soldi per creare un prodotto finito (soprattutto se è un disco) e che si presenta con una buona organizzione alle spalle. Il mio ragionamento da gestore di locali non sarebbe quello del "quelli che mi portano più gente", perchè il movimento lo devo creare io se voglio fare e non "sfruttare" la musica live, però a quel punto voglio gente con le palle.Ciao ;-).
Rispondi
Re:Sinceramente..
di Robyz [user #66] - commento del 07/12/2007 ore 17:1
D'accordo sul voler creare un bestiario delle scenette dei musicisti coi localisti, da mettere assieme a quello coi dialoghi fra fonici e musicisti, fra musicisti e musicisti durante un provino, fra discotecari e musicisti, fra DJ e musicisti... minchia, saremo noi che ce l'abbiamo a morte con tutto il mondo? Volendo però commentare il tuo caso specifico, assolutamente IMHO, io trovo che ti sia presentato nel modo sbagliato, eri srpovvisto del materiale ed hai risposto in modo strafottente e oltretutto nemmeno particolarmente simpatico, se io fossi stato il gestore sarei stato il primo a stringervi la mano ed indicarvi la porta per non darvi nemmeno la soddisfazione di andarvene facendo i "signori", innanzitutto perchè siete ospiti in casa di qualcuno e per questo dovreste come minimo avere rispetto, in secondo luogo state chiedendo qualcosa (non è lui che è venuto a cercarvi) per cui, casomai, sarà lui a condurre il gioco, ultimo apsetto, non meno importante, non è questione di ascoltare o meno un demo, molto spesso bastano poche cose per capire se quello che ho davanti è un gruppo valido, a partire dalla cura con cui uno presenta il materiale che se curato indica il fatto che uno lo ha fatto con impegno e presumibilmente suonerà con un atteggiamento simile... l'abito, signori miei, fa il monaco, non per l'aspetto ma perchè da immagine di come tu affronti le cose... oltretutto i demo odierni sono facilmente taroccabili e ci si mette poco a farli suonare bene, sapersi invece presentare, dare un'immagine professionale, guardacaso è ancora oggi più difficile e probabilmente il gestore questo lo sa molto meglio di quanto non immagini. Robyz
Rispondi
Re:Sinceramente..
di Alexander25 [user #607] - commento del 05/12/2007 ore 11:3
Ciao Bad, rispondo a te che avevo scritto un mostro di commento simile al tuo, ma mi si è fottuto il browser, grrr.Il ragionamento è? Che ti lamenti a fare? Mettiti nei panni del localaro un attimo. Sono anni che scrivo su Accordo ed una volta al mese spunta sta diatriba, che ovviamente scade sul già detto e non porta a nulla. Non esiste un metodo per recuperare serate che sia universalmente riconosciuto, a priori se conosci il proprietario o ti sei fatto un nome, allora suoni, sì, ma al max 2 volte a stagione(se va bene) altrimenti ciccia. Il fatto è che se ti metti dalla parte del localaro e ti arrivano 6 milioni di demo da tutte le band che suonano, come fai umanamente a sentirli tutti? Altro problema: faccio suonare quelli che sicuramente fanno un genere che tira, dance, revival e tribute di band che sicuro mi fanno il pieno: U2, Queen, Pink Floyd, Vasco. Ma alla fine anche di quelle ce ne sono mille. Ti parlo di Roma 80 band degli U2, altrettante dei Floyd, che faccio? mi sento 700 demo degli U2? Ma è pazzesco! Allora come faccio a fidarmi di te che mi arrivi tomo tomo cacchio cacchio e mi dici: faccio, spacco voglio suonare... E' un cane che si morde la coda. Poi ci sono sempre gli stronzi, purtroppo, ma in proporzione, ci sono molti più musicisti che localari, quindi più stronzi dalla nostra che dalla loro! ;)
Rispondi
musica live...è dura anche per chi già suona!
di juan13 [user #9468] - commento del 05/12/2007 ore 11:2
...per rispondere alla tua piccola protesta devo dire che anche io sono perfettamente in linea con le altre risposte. se vado a suonare in un locale come MINIMO porto un demo, una presentazione del gruppo e una lista delle cover che facciamo oltre ai pezzi nostri. presentarsi senza niente oltre a non essere per niente professionale non dà possibilità al feestore di valutare la tua possibile esibizione......e se voi foste 4 super dilettanti che appena appena strimpellano.....come fa il gestore a saperlo?come è già stato detto spesso il demo non viene nemmeno ascoltato, ma tu almeno ci hai provato.io suono in un gruppo da 7 anni (www.plcrock.com per chi volesse fare un giretto), abbiamo pubblicato un album in vendita anche nei negozi qui a Begamo e girato un video, interviste in radio, affissioni per strada recensioni positivissime.....eppure si fa sempre fatica a trovare date. e per farti capire noi ci presentiamo ai locali con: .demo .nostro album .brochure con collegamenti ai siti internet e myspace .lista cover in repertorio .manifesti professionali spesso non basta!tra le cose più strambe capitate per la ricerca di date nei 7 ANNI di live: -locale che mette puntualmente il nostro demo sullo stereo, e lo sente tutto il locale, ma che non ci ha mai fatto suonare. -locale che dopo 10 tentativi tutt'ora ci lascia all'asciutto. -locale con cui dopo vari tentativi non ci ha dato nemmeno la possibilità di parlare con qualcuno per avere la possibilità di suonare.....incredibile!per aggiungere altri argomenti di discussione basterebbe dire cover band, o soprattutto cover band id Vasco o Ligabue. ormai siamo invasi! noi abbiamo un repertorio mooolto flessibile, in alcuni locali facciamo 20 cover e 3 pezzi nostri, e con cover dei led zeppelin, queen, U2...insomma roba molto famosa o storica, in altri locali, i veri locali in cui la gente va ad ascoltare musica, facciamo 16 pezzi nostri e 6-7 cover. nonostante questa possibilità di scelta da parte del locale, una certa credibilità nostra....se noi sei una cover band puoi andare AFFANCULO..scusate lo sfogo. e la cosa triste è che non dobbiamo nemmeno avercela troppo con i gestori dei locali....ma con la cultura musicale del nostro paese....inesistente. la gente preferisce sentire le cosa già sentite per tutta una vita che scoprire musica nuova, il 5% circa dei miei amici compra dei cd...se non li scarica, la maggior parte delle persone che conosco penso non abbia comprato un cd nelgi ultimi 10 anni e non ascolta mai musica.....quindi puoi capire che anche per i getori die locali la cosa non è semplice... ci sarebbe da parlare per un libro.....ma mi fermo!
Rispondi
Re:musica live...è dura anche per chi già suona!
di ipermonde [user #3016] - commento del 05/12/2007 ore 12:1
..però sarebbe un libro interessante... la vita dura di una rock band sconosciuta! :)in ogni caso hai detto bene: "....e noi sei una cover band puoi andare AFFANCULO..scusate lo sfogo. e la cosa triste è che non dobbiamo nemmeno avercela troppo con i gestori dei locali....ma con la cultura musicale del nostro paese....inesistente." sante parole
Rispondi
Re:musica live...è dura anche per chi già suona!
di BadMirror [user #3290] - commento del 05/12/2007 ore 12:3
Prendo il tuo commento come esempio per concludere il mio discorso sopra. Sono queste le vere ingiustizie, altro che l'esempio dell'articolo. Al contrario di quanto pensano molti in Italia ci sono moltissime band che credono e investono davvero su quello che fanno (in tutti i campi, come qualli che hai citato e in molti altri), sono queste realtà che meriterebbero molto più spazio..
Rispondi
Re:musica live...è dura anche per chi già suona!
di Lissack [user #11488] - commento del 05/12/2007 ore 13:5
Premetto che con la mia band facciamo brani inediti e solo qualche cover. Credevo che "questa situazione" fosse presente solo nella mia città (Messina), a quanto pare è proprio tutta la penisola a risentire degli stessi problemi. Tutto ciò mi rattrista veramente. Sono stato l'anno scorso a Londra a trovare un amico che studia lì, è stato bellissimo vedere le bacheche dell'università colme di volantini fotocopiati di band che si sarebbero esibite durante la settimana nei vari locali, tutti gruppi che presentavono un loro reperorio che mandavano avanti una scena. Ovviamente, sono andato a vedere alcuni gruppi, e bhè.... le cover esistevano, ma due o 3 durante tutta l'esibizione, con il pubblico molto attento all'esibizione, al groove del gruppo e via dicendo. Il sistema di pagamento era molto democratico, se vuoi mangiare e seguirti la band pagerai una o due sterline in più per la band. Ti può andare bene, ti puà andare male, qualcosa la racimoli e il gestore non ti fa paranoie su quanta gente porti e via dicendo. Ecco perchè poi veniamo sommersi da gruppi stranieri, bravi si, ma che spesso potrebbero solo apprendere da una qualsiasi band italiana che si fa il mazzo così nella sua cantina, sperando solo di potersi sfogare difronte a qualcuno... triste ragazzi. Nonostante ciò, siamo tutti qui in preda alla nostra malattia, perchè la musica E' una malattia... e chi ci possiamo fare....
Rispondi
il mio parere.
di ericplace [user #10761] - commento del 05/12/2007 ore 14:1
Io faccio parte di una band che suona cover rock anni 70, e i problemi sono esattamente gli stessi: racimolare una decina di date all'anno è piuttosto difficile, anzi, in aluni casi facciamo piu' fatica di chi fa pezzi originali, che almeno ha un minimo di circuito. Credo però che sia un problema piu' di pubblico che di gestori, conosco gestori di locali che fanno suonare gruppi che non sopportano perchè E' L'UNICO MODO PER NON FAR FALLIRE IL LOCALE, alla fine, stringi stringi, chi gestisce un locale deve guardare quello. A fine mese l'affitto e le bollette li paga comunque. Anche perchè c'è un concetto di fondo che sento emergere nei vostri post, come se uno fosse obbligato a farvi suonare o ad ascoltarvi perchè scrivete canzoni, vi sbattete ecc. La musica in quanto arte, è finalizzata a emozionare la gente che l'ascolta, se non la emoziona la gente non viene a sentirla, se non viene a sentirla i locali chiudono. Se per i clienti di un locale son piu' emozionanti le cover dance 70 piuttosto che un gruppo indie (parola molto di moda tra i musicisti di oggi) quel locale è giusto prenda le cover dance. E' un momento di crisi per la musica live. Non possiamo che prenderne atto e cercare di capire cosa fare per superarlo, senza, per favore farci la guerra tra musicisti cover e musicisti originali. Sempre musicisti siamo, abbiamo la stessa passione, e io, per esempio mi reputo ascoltabile come chitarrista, ma indecente come compositore, preferisco suonare delle belle canzoni di altri che dele canzoni orride mie, ma non è questo il punto. Il punto è che tu musicista offri uno spettacolo, se piace bene, se non piace è un problema tuo. (ovviamente il discorso non è così semplice, ma il concetto di base ritengo sia questo, c'è gente che solo tramite myspace ha avuti contatti importanti, il loro lavoro è piaciuto, son stati bravi. punto)
Rispondi
Re:il mio parere.
di BadMirror [user #3290] - commento del 05/12/2007 ore 14:3
Ciao Eric, non si tratta di guerra, ma di punti di vista che sono sconosciuti a chi ha sempre fatto solo cover. Per quanto mi riguarda possono anche esistere gruppi cover, ma non mettono nulla in gioco, nè la musica, nè loro stessi come musicisti, nè a livello di portafoglio (scusa il lato venale, ma si parla di migliaia di euro, non dei 10 spesi per la benzina...). Io ho suonato anni in gruppi cover e mi sono divertito e non rinnego nulla. Ma guardo in faccia alle cose e non siamo sullo stesso livello mi spiace, non intendo di qualità, ma di impegno nella musica.Chi promuove la propria musica, bravo o non bravo che sia, comincia ad affrontare ostacoli millenni di prima di pensare a quello del locale, quello è solo uno degli ultimi ed è una bazzecola in confronto al resto.Quindi lasciamo perdere il discorso di gruppi originali contro coveristi, perchè ti assicuro che di cose a cui pensare chi sta lottando per un proprio disco ne ha molti e di ben più importanti.Ciao.
Rispondi
Re:il mio parere.
di juan13 [user #9468] - commento del 05/12/2007 ore 15:5
d'accordissimo. cmq secondo me il problema di oggi è che suonando 20 cover storiche rock, e 3 pezzi tuoi in alcuni locali non ti volgiono perchè: -non sei una cover band di Vasco o Ligabue -non sei una cover band di U2, Pink Floyd, Led Zeppelin, Rolling Stones...Doors...Robbie Williamssssssssss....etc.io conosco gente che ha fatto due dischi, due video, suona in tutta italia e anche all'estero.....ma per guadagnarsi la pagnotta di contorno alla sua main band suona anche in altre cover band!
Rispondi
Re:il mio parere.
di rockit [user #11557] - commento del 05/12/2007 ore 17:1
Scusa ma, se il tuo intervento iniziale lo condividevo in pieno, qui le cose non mi tornano.>>ma non mettono nulla in gioco, nè la musica, nè loro stessi come musicisti, nè a livello di portafoglio (scusa il lato venale, ma si parla di migliaia di euro, non dei 10 spesi per la benzina...)Mi pare che, anche suonando cover, ti metti in gioco sia come musicista (il confronto con gli altri e' spietato, il tiro del gruppo e la "bravura", passami il termine, la presenza scenica sono cose che si valutano e esprimono in pieno anche con un repertorio di cover), che economicamente, perche' le serate non te le regalano e devi girare di continuo per locali, la sala prove e gli strumenti (e parlo anch'io di migliaia di euro) non te li regalano, le necessita' di promozione ci sono eccome (sito, manifesti, registrazione di un demo, ecc., senza le quali nessuno ti caga, almeno si pagassero la stampa dei manifesti...).>>di cose a cui pensare chi sta lottando per un proprio disco ne ha molti e di ben più importanti. Guarda, forse sono io che ho esperienze un po' limitate, ma ancora il tutto non mi torna. Forse se mi spieghi un po' meglio cosa intendi, magari capisco di piu' il tuo punto di vista. Ciao L.
Rispondi
Re:il mio parere.
di BadMirror [user #3290] - commento del 05/12/2007 ore 17:3
No mi spiace, mettersi in gioco non è la stessa cosa sui due fronti.Fronte artistico: scaletta di almeno 15 pezzi tuoi più aggiungere pezzi (la cover band raspa nel jukebox, noi li dobbiamo inventare il che presuppone un processo di creazione da zero, arte o non arte che uno la voglia chiamare. Consiglio di provare per avere un'idea....). Inutile dire che per fare una scaletta intera di pezzi propri ed essere applauditi non basta suonare bene, magari bastasse. Gli arrangiamenti dei pezzi sono tuoi, se suona male non passi da cattivo strumentista, passi da orrendo musicista e si ricorderanno di te, la "serata no" pesa molto di più... La presenza scenica idem, se fai cover (ancora più se fai tribute) ce l'hai già cucita addosso, se fai roba tua te la devi creare (anche se purtroppo molti la rubano comunque alle mode o alle influenze varie).Fronte economico: non c'è gara, io parlo di persone che tirano su un disco vero, non c'è proprio gara fidati. Altrimenti prova. Le spese che hai citato tu sono solo la base in questi casi. Investire migliaia di euro in una passione in cui credi senza avere sicurezze, poi insieme c'è la vita reale, questo significa mettersi in gioco davvero, rischiare. Ho suonato nelle cover band, mi spiace ma della tua vita non rischi nulla. ;-)Ciao
Rispondi
Re:il mio parere.
di rockit [user #11557] - commento del 05/12/2007 ore 17:5
Sul punto di vista del coinvolgimento ti capisco benissimo, anche se sinceramente ho sempre trovato un pelino "spocchioso" il ritenersi "superiori" (non sono termini tuoi, ma purtroppo si sentono spesso) solo per il proprio coinvolgimento sul piano compositivo. Personalmente trovo molta piu' espressione in molti esecutori che in larga parte delle band con musica propria, spesso trita e ritrita.Sul punto di vista economico, avendo provato entrambe le situazioni, differenze vere le vedo solo andando su un prodotto discografico "di mercato", ovvero da passaggio in radio o vendita in negozio, fase che considero comunque successiva all'avere un repertorio (anche registrato in una demo/ep di qualita'), e un giro di esibizioni live consolidato.Ma forse, almeno questo mi par di capire dal modo in cui ti esprimi, tu sei gia' ad un livello piu' alto, di maggiore maturita', di selezione della propria proposta e di produzione compiuta, situazione che (come dico in un post sotto) secondo me ha problematiche e caratteri (qui sono d'accordo, anche di livello economico) diversi da quella della "prima fase di emersione", che pero' e' (e resta, non sempre per proprie mancanze) quella che secondo me interessa ancora molti.
Rispondi
Re:il mio parere.
di BadMirror [user #3290] - commento del 05/12/2007 ore 18:1
Vedi, il punto non è il ritenersi superiori o meno, atteggiamento insopportabile qualunque cosa uno faccia, ma l'impegno creativo. Comunque uno la metta nel creare musica propria l'impegno è cento volte maggiore. Poi si può parlare di più o meno meritevoli certo, come in ogni categoria, il punto sta proprio nel dare la possibilità di suonare e quindi di parlarne e giudicare. Ci sono un sacco di band con pezzi propri che hanno ancora tanta strada da fare e forse non spiccano di originalità, ma anche la cover band più brava del mondo fa musica già fatta, non puoi parlarmi di trito e ritrito.Anche il modo in cui mi esprimo io non dà più o meno senso a quello che dico, l'obiettivo di chiunque fa musica propria è arrivare al disco, quello vero, quello mixato, masterizzato, con booklet e bollino siae sopra. A che punto siano del cammino non conta, perchè è lì il primo obiettivo. E dico il primo perchè è solo il primo passo, quello di avere qualcosa di concreto in mano. Poi bisogna farlo fruttare, che è la cosa più difficile e non è facile tirare avanti la propria vita di tutti i giorni cercando di farlo. L'obiettivo di chi fa cover è risolto nel momento in cui suona live, si diverte, fa divertire e incassa il giusto guadagno. Ma non è un obiettivo che ti cambia la vita o su cui puoi rischiarla.Per altre vie ho modo di sentire tanti cd di gruppi emergenti, da demo a dischi di alto livello, che cercano solo una chance. Per molti di loro mi sale la rabbia perchè meriterebbero molto di più e molti rischi in meno e sono costretti a farsi il cosiddetto per averne l'1% di quello che gli spetta.Non è questione di punti vista, ma di scelte e di obiettivi e di incazzature molto più grandi che perdere una serata.Il discorso che hai fatto sotto sulla figura di professionista/dilettante è molto interessante ed è uno dei casini nel nostro paese, figurati che prima io stesso non me ne rendevo conto.Ciao ;-).
Rispondi
Re:il mio parere.
di ericplace [user #10761] - commento del 06/12/2007 ore 10:5
senza volere fare polemica, ma dipende anche uno come fa le cover o come fa la musica propria, se le cover le prendi e cerchi di metterci del tuo ti metti comunque in gioco, joe cocker non scrive canzoni ma è un grande interprete ad esempio, i bluesman del passato si limitavano quasi esclusivamente alle cover ma ogni interpretazione era diversa, e tra gli autori ne sento tanti che si limitano a clonare uno stile, ma al di la di questo, in maniera molto semplicistica, se chi suona piace, suona, se non piace no, il resto è retorica. Questa cosa puo' piacere o no, ma è così, poi a me fa rabbia sentire dei gruppi che non san mettere in fila due note (cosa che capita spesso nel circuito della mia zona) che ad ogni serata son seguiti da centinaia di persone, mi incazzo e dico "ma potrei essere io, suonerei meglio"(e non è presunzione, ma oggettività) poi però mi dico "alla fine, se lui piace di piu' vuol dire che ha qualcosa in piu' di me e che io devo imparare" (magari si sa solo vendere meglio, ma è fondamentale anche quello) alla fine il pubblico è sovrano e decide che ci piaccia o no.se gestissi un locale farei le medesime scelte. e rispondendo a un commento di sotto, non è così facile fare durante la settimana concerti diciamo di "sperimentazione" e mantenersi col fine settimana piu' modaiolo, ho visto tanti locali iniziare a farlo e chiudere dopo pochi mesi, ogni volta che fai un concerto hai spese fisse che se non ti tornano non è che non guadagni, ci perdi.e i filantropi sono davvero pochi. intendiamoci, nonn è che mi piaccia, ma è così, sad but true!
Rispondi
Re:il mio parere.
di BadMirror [user #3290] - commento del 06/12/2007 ore 11:0
E allora arrendiamoci e non suoniamo più ;-)Il discorso della bravura sinceramente per me non ha senso, di sicuro è molto più facile rifare il solo di Highway star che inventarselo.Di più non dico perchè penso di aver già fatto anche troppi post in quest'articolo, ognuno deciderà secondo la propria coscienza musicale, come è sempre stato.;-).
Rispondi
Re:il mio parere.
di ericplace [user #10761] - commento del 06/12/2007 ore 12:0
L'assolo di higway star uno puo' riscriverselo, la bravura non è solo tecnica, la musica è piena di sfumature, non è tutto bianco o nero, non è che se fai cover non hai fantasia e sei un mero esecutore, io ad esempio mi trovo bene a rifare gli arrangiamenti ma non so scrivere testi convincenti o brani musicali che non mi sanno di già sentito, che dovrei fare? appendere la chitarra al chiodo?preferisco prendere pezzi che mi piacciono, suonarli come mi piacciono (talvolta completamente stravolti, altre volte piu' fedeli) se mi verrà di scrivere canzoni lo farò ma non mi sento un musicista di serie b per questo. e la constatazione del mio post precedente non mi porta a dire arrendiamoci e non suoniamo piu', ma prendiamo atto che suoniamo, oltre che per noi stessi, anche perr qualcuno, e quel qualcuno non è per forza obbligato a farsi piacere quello che facciamo, poi liberissimi di fare la musica che comunque ci piace o meno, ma non prendiamocela col sistema, con la società col pubblico ecc... io ho scelto di suonare i pezzi che amo e che mi piaccioni, consapevole che suonassi in una tribute band di vasco avrei 2 serate a settimana e così ne ho dieci l'anno.quando vorrò suonare 2 volte a settimana mi cercherò una tribute band di vasco. o un'orchestra di liscio. ma non mi sento piu' musicista di un orchestrale di liscio, anzi a lui va tutto il mio rispetto per lo sbatti che si fa tutti i giorni per campare di musica. comunque si, si è scritto già troppo. ciao. enrico.
Rispondi
Re:il mio parere.
di Cecce utente non più registrato - commento del 06/12/2007 ore 17:2
Continua pure ad arrangiare, sei un musicista eccome, nessuno si sognerebbe di dire ad un jazzista che non è un musicista eppure la maggior parte di loro riinterpretano gli standard.Continua a suonare quello che ti piace, meglio 2 giorni l'anno suonati con piacere che 150 passati con il muso. Ciao
Rispondi
Re:il mio parere.
di rockit [user #11557] - commento del 06/12/2007 ore 12:3
Si', adesso ti capisco. Condivido pienamente quello che dici, credo che la nostra differenza di vedute sia alla fine dovuta alla diversa esperienza che abbiamo, nulla di piu'.Quanto dici sulla presenza di realta' molto interessanti, purtroppo ignorate, e' una triste verita', che purtroppo si lega anche ad una "ristrettezza" in parte forzata sia del circuito live (almeno dalle mie parti, nella provincia di Treviso, sono spesso bar o piccoli locali che tengono in piedi un giro di concerti, con le ovvie ristrettezze di mezzi e di compensi, di fronte alla quale l'alternativa e' purtroppo sempre piu' spesso la sospensione della programmazione live o la sostituzione con dj set), sia del mercato discografico.Credo che, appunto, una prima soluzione passi da una definizione e semplificazione burocratica dell'attivita' musicale, credo che per le ristrettezze della realta' in cui ci troviamo una normativa esclusivamente orientata ai professionisti medio/grandi (e a locali di dimensioni adeguate) sia purtroppo un freno all'attivita' musicale, con il risultato paradossale che ci rimettono poi quanti sono musicisti di professione ma non hanno un nome famoso, e sono schiacciati tra i grandi nomi e le band di ragazzi o appassionati.Ciao!:-)Lorenzo
Rispondi
Esperienza diretta
di brunoritchie [user #11773] - commento del 05/12/2007 ore 14:2
Il materiale promozionale (locandine, avvisi su internet, demo) aiutano molto,ma non sempre sono risolutivi. Le locandine ormai non le legge quasi nessuno. I proprietari dei locali non hanno sicuramente il tempo di ascoltarsi i demo. Talvolta non dispongono nemmeno della competenza tecnica per giudicare obiettivamente. Vanno per lo più a sensazione e privilegiano esclusivamente le argomentazioni commerciali: più amici porti alla serata e meglio; se il gruppo è favorevolmente conosciuto sulla piazza, sicuramente verrà molta più gente ad ascoltarlo. C'est l'argent qui fait la guerre ... mondo cambronne!
Rispondi
Re:Esperienza diretta
di RubberSoul [user #5895] - commento del 05/12/2007 ore 14:4
La colpa è della (mancanza di) cultura musicale del nostro paese (quindi del pubblico?), ma anche dei musicisti, e spiego perchè.Dato per scontato che non l'ha ordinato il dottore di fare il musicista (o, ancora peggio, di avere l'hobby della musica come dopolavoro), l'inflazione di detti dopolavoristi è il vero problema. Negli anni 60 quando suonavi ti venivano pagati ANCHE I CONTRIBUTI, serviva l'agibilità e si richiedeva un minimo di decenza professionale. Dagli anni 70 in pioi tutto questo è andato a farsi benedire, con la scusa dell'emergenza discoteche. Il fatto che si restringesse lo spazio per la musica live ha dato la scusa ai gestori per pagare solo in nero, e per dimezzare i compensi. A questo si è unita dagli anni 80 la piaga delle scuole di musica, chwe sfornano centinaia di suonatori ben addestrati tecnicamente ma dalla dubbia motivazione. Come diceva l'amico sopra, all'estero il fine di una band è di suonare materiale proprio, e cosi' era anche da noi negli anni 60/70. Ho gestitom per tutti gli anni 90 uno studio di registrazione/sala prove a Roma, e dovevo sempre far presente ai miei clienti che speravo di non dover morire (tra 100 anni) sentendo suonare sempre covers dei Doors o di vasco Rossi. Inoltre tutta questa massa di band sono disponibili a suonare per quasi NULLA, spostando ulteriormente verso il basso i compensi anche dei professionisti. Che vengono a questo punto espulsi dal mercato dei club, perchè non possono permettersi di suonare per meno di un tanto, visto che non hanno un'altro stipendio che copra loro le spese sostenute per suonare: IL LORO STIPENDIO DOVREBBE ESSERE QUELLO!!!! Non ce l'ho ne' coi gruppi di cover (ma coi gestori che li prendono si), ho iniziato anche io con le cover, e ho continuato a farne fino alla veneranda eta' di 18 anni. E non ce l'ho neanche con le band emergenti, tutti devono farsi le ossa. Solo che una volta si suonava molto nelle scuole, in parrocchia e nelle feste di quartiere. I locali cittadini erano riservati a chi offriva un progetto personale. Capisco che i tempi cambiano, ma il fatto che cambino in peggio non consola (e non giustifica).Per la cronaca, dopo 7 tour europei e uno negli USA sto tentando di riprendere l'attività qui in Italia, e sono alle prese con le stesse vostre difficoltà, visto anche che la razza delle Agenzie qui è estinta o non si è mai evoluta. Alla prossima vita........ forse faremo tutti i guidatori di Go-Kart.....
Rispondi
Re:Esperienza diretta
di ran [user #7880] - commento del 05/12/2007 ore 15:4
Non lo so forse stai parlando dell'attività musicale in un'altra galassia se dici che il reddito del professionista dovrebbe provenire anche dal suonare in localetti con un budget talmente limitato che l'alternativa è solo tra 1)proporre un gruppo di dopolavoristi che SONO COSTRETTI ad accontentarsi del "quasi nulla" o 2)non fare affatto musica dal vivo cosa che in ogni caso non farebbe guadagnare nulla al professionista. Visto che dici che non l'ha ordinato il dottore di avere l'hobby della musica, ti posso confermare che non l'ha ordinato il dottore di fare della musica la propria professione. Se non si riesce a sfondare e campare senza il bisogno della paghetta del club di quart'ordine è meglio un bel concorso statale e così entrare in questa grande e vituperata famiglia dei dopolavoristi rompiballe.
Rispondi
Re:Esperienza diretta
di RubberSoul [user #5895] - commento del 06/12/2007 ore 18:5
Un po' meno aggressività fa bene al dialogo, grazie.
Rispondi
Re:Esperienza diretta
di rockit [user #11557] - commento del 05/12/2007 ore 17:2
Condivido in larga parte quello che dici, tuttavia credo, per quella che e' la mia esperienza, che in giro ci sia una grossa "bipartizione" della scena musicale.Da un lato i "grossi nomi", artisti gia' famosi che possono contare su un giro di date, un sistema di promozione ecc. ben rodato, che (penso) non ha grossi problemi a tirare avanti, ne' a livello di serate ne' di compensi.Poi c'e' il giro dei "piccoli", in cui i budget dei locali sono ridotti perche' c'e' poca gente, magari son persi per la provincia, e in cui i "dopolavoristi" convivono con professionisti seri, che pero' non sono "di nome", nel senso che magari non hanno visibilita' nazionale e non suonano con nomi grossi. Qui il discorso si fa complicato, perche' il basso budget fa si' che la competizione sia spietata, e se da un lato sarebbe giusto garantire un cachet dignitoso al professionista, e' anche vero che spesso il dopolavorista che voglia regolarizzare ad esempio i versamenti ENPALS lotta con l'inerzia dei gestori e una normativa fiscale inestricabile.... che tra l'altro ostacola anche chi suona alla festa della parrocchia per farsi le ossa, perche' anche per quella sarebbe previsto il pagamento dei contributi...Ancora, pensiamo veramente che un gruppo che voglia proporsi dal vivo (siano cover o peggio musica propria) debba per forza fare della musica la propria unica attivita'? Non dimentichiamoci che le bollette vanno pagate, e con le speranze di successo si pagano molto poco, spesso chi suona NON puo' permettersi di non avere un'attivita' lavorativa primaria differente, se no a fine mese non ci arriva.Insomma, credo che il problema sia in fondo una mancanza della definizione di una figura professionale del musicista E contestualmente l'inquadramento del dilettante, necessario al pari del riconoscimento della figura professionale per consentire appunto l'esibizione in parrocchia o al concorso per band emergenti al pub dietro l'angolo senza che si debba diventare matti. Riconoscimento sia culturale che normativo, con anche l'imposizione di diritti e doveri del gestore, ovvero il riconoscimento della "location" del concerto come parte in causa nell'evento, cosa ancora troppo trascurata.L.
Rispondi
Re:Esperienza diretta
di CHARLIE [user #1047] - commento del 06/12/2007 ore 09:4
Insomma, il sunto sarebbe che se tu non riesci a suonare nei locali è colpa mia, che faccio le cover?Ovvero, se uno che vuole fare il calciatore di professione gioca nella promozione e non in serie A o B è colpa dell'impiegato che (nel dopolavoro) è capace di giocare nell'interregionale?Boh!*
Rispondi
Re:Esperienza diretta
di RubberSoul [user #5895] - commento del 06/12/2007 ore 19:3
Io non VOGLIO fare il calciatore di serie A, L'HO FATTO e lo faccio da anni!!! Solo cha ho suonato a lungo all'estero, dove la situazione (USA a parte) è ben diversa. Li' anche il professionista suona nei club, vedessi dove suonavano in Germani certi nostri GROSSI NOMI degli anni 90........... E nei centri sociali. Che non sono le schifezze che abbiamo noi, con un pubblico che spende per ingozzarsi di birre, ma si incavola se si mette un biglietto (oops.... sottoscrizione) di pochissimi euro, perchè la musica NON SI PAGA (questa l'ho già sentita da noi nel 1972 circa....). In Germania ho suonato in un circuito di Centri Sociali ben professionali, che pagavano cachet decenti in quanto, essendo affidabili, avevano finanziamenti pubblici. Probabile che con la crisi attuale questo sia cambiato, ma sicuramente qualcosa resta. E nella programmazione c'erano quasi solo professionisti o band comunque professionali. Insomma il club è il punto di arrivo, non quello di partenza. E, una volta per tutte, mi sa che avete un'idea abbastanza vaga della professione di musicista. Conosco musicisti a livello internazionale (con cui ho lavorato) che nei momenti di difficoltà, altro che suonare nei club.... Imbianchini, cuochi o anche autisti. Per poi, cambiato il vento, partire in tour con Carla Bley, Jack Bruce o altri.La torta è molto piccola, e qui non si tratta di spartirsi le briciole con chi ha già un'altro mestiere: si tratta che chi ha un'altro mestiere ha già fatto piazza pulita del piatto! Miei amici insegnanti e musicisti di un certo livello mi dicevano già anni fa che suonano piu' spesso i loro allievi, che possono farlo anche gratis, di loro. Che inoltre non hanno il tempo di fare giri tutte le sere dopo una giornata di lezioni, turni e prove.Da cui per concludere, torniamo al problema della mancanza della figura dell'agente, qui ce l'hanno solo quelli che già sono arrivati. I pèrofessionisti di un certo livello ma di scarso impatto commerciale non hanno figure di riferimento, mentre invece i miei amici in altre nazioni SI. Sono stato la settimana scorsa al MEI di Faenza, e lo spettacolo era disarmante. Decine di musicisti o aspiranti tali tutti col loro bravo Demo da gettare nelle ceste di pseudoetichette che non li ascolteranno mai perchè non hanno i mezzi per produrre altri artisti oltre quello intorno a cui sono nate. Forse c'è bisogno di un'epidemia che faccia piazza pulita di questa mostruosità, che chiudano tutti i locali con musica Live e che nel tempo libero la gente giochi a pallacorda invece che fare o ascoltare musica. Cosi' chi è veramente motivato e creativo, nonostante tutto inventerà qualche forma di espressione musicale veramente nuova, e intorno ad essa sorgeranno nuovi circuiti e metodi di fruizione. MA (diceva Guccini) NOI NON CI SAREMO..........
Rispondi
Re:Esperienza diretta
di CHARLIE [user #1047] - commento del 07/12/2007 ore 13:3
Conosco musicisti a livello internazionale (con cui ho lavorato) che nei momenti di difficoltà, altro che suonare nei club.... Imbianchini, cuochi o anche autisti. Immagino come s'incazzeranno, nell'occasione, imbianchini, cuochi e autisti professionisti! Gggiessù, che mi tocca leggere. *
Rispondi
Re:Esperienza diretta
di RubberSoul [user #5895] - commento del 07/12/2007 ore 17:0
Insomma, chi vuole essere sordo sia, di capir non v'è certezza... Buona vita, io ne ho già vissuta abbastanza, cavoli vostri se proseguirete nella carriera musicale!!!!
Rispondi
Re:Esperienza diretta
di CHARLIE [user #1047] - commento del 07/12/2007 ore 17:5
E' che ti ostini a vedere le cose solo dal tuo punto di vista e non analizzi la situazione.Offri il tuo prodotto ad un mercato che, in questo momento, non può o non vuole recepirlo. Se io so fare le saldature spaziali in oro zecchino, che orbitano in autonomia, e le voglio proporre in un paese ... diciamo del centro Africa, dove al massimo hanno bisogno delllo stagnino che ripara il pentolone dello stregone della tribù, non posso incazzarmi con lo stagnino (che magari fa anche l'agricoltore, il cacciatore, il mecccanico and so on) perché il mio lavoro non viene né richiesto né apprezzato.Servono altre metafore?Facile sparare sugli altri.p.s.: io ho deciso nell'87 di non fare il musicista professionista. I miei compagni di allora hanno continuato ed ora sono professionisti o semi-professionisti. Io, che sono il coveristadopolavorista (orribile dictu), faccio concorrenza solo ai secondi. I primi non li vedo nemmeno da lontano.*
Rispondi
Re:Esperienza diretta
di RubberSoul [user #5895] - commento del 08/12/2007 ore 01:5
Quando ho iniziato a suonare ( fanno quarant'anni o giu' di li') le saldature spaziali autorbitanti in oro zecchino avevano un mercato di nicchia anche in Italia. E qualche anno dopo il mercato era diventato molto vasto. Per questo molti di noi hanno scelto questa carriera a tempo pieno. Discoteche, radio private e cover band a costo zero (per semplificare, ma c'è anche la famiglia Bush, non ridere) hanno cambiato completamente la scena, e chi aveva iniziato con determinati presupposti si è trovato intrappolato in un meccanismo che non prevedeva. Come se chi si è impiegato in banca a 20 anni (magari dopo studi di economia) si ritrovasse a 40 con la riforma del credito che assegna agli istituti bancari il compito di soddisfare sessualmente le Gazzelle, con stipendi ridotti a un terzo e il licenziamento senza giusta causa. Cosa ne diresti tu?
Rispondi
Re:Esperienza diretta
di CHARLIE [user #1047] - commento del 08/12/2007 ore 09:1
Io dico che il problema non sono le cover band a costo 0, ma gli altri (discoteche, minor potere d'acquisto, miopia dei gestori, etc. etc. etc.).p.s. 2: io non sono a costo 0*
Rispondi
Re:Esperienza diretta
di Robyz [user #66] - commento del 08/12/2007 ore 17:3
Io credo che non ci sia il problema in se ma semplicemente l'evoluzione di un sistema che non da più i presupposti per fare musica come la si faceva prima... quando nella tua zona ritorneranno le ondate di karaokisti o quelli che suonano con computer e basi ma con qualità meno squallida di prima, anche i dopolavoristi si troveranno ad essere espulsi dal ciruito dei locali... ma anche allora non sarà un problema, o meglio sarà un problema per chi non sarà stato in grado di adattarsi, per gli altri sarà l'inevitabile evoluzione delle cose (peggio o meglio dipende solo da cosa ci perdi e cosa ci guadagni ;-).PS secondo me state dicendo cose molto simili ma non vi state capendo troppo bene ;-) Robyz
Rispondi
Re:Esperienza diretta
di CHARLIE [user #1047] - commento del 09/12/2007 ore 09:2
Sai Rob, per me è un problema di mercato, oggettivo e articolato (quindi con varie componenti, troppe forse). Quello che non capisco è l'attacco che si fa ad una determinata categoria di persone.Quando parli di adattabilità centri in maniera perfetta il problema: le cose cambiano, cambiano per vari fattori ed il cambiamento non è controllabile; possiamo solo adattarci. A me capita di suonare in un posto dove suonano Braido, Burns e D'Agostino, Scott Henderson, Kotzen (e molti altri) e non mi pare si possa dire (senza raccontare una barzelletta) che tolga loro spazio. Se il gestore ha la possibilità di ingaggiare loro io non ho chanche di suonare. Poi, quando c'è il buco disponibile, suoniamo noi e altri della nostra "levatura". Poi suono in un altra serie di locali in cui i "pro" non metterebbero piede; ed infine ci sono locali nei quali non vado a suonare io perché ci suonano le band di ragazzini. Come pure ci sono posti nei quali non potrò mai suonare perché ci vanno solo i grandi. Ovvero il mercato è stratificato; povero ma stratificato, soprattutto povero e da qui nascono i problemi per i pro.Poi ci sono anche gli altri problemi cui hai accennato: karaoke, dj di latino americano, gente che suona su basi pietose. Ma questi li combatti con le proposte alternative e, se riesce, di qualità. Quando 6 anni fa ripresi e suonare e formai un gruppo di 5/6 persone per suonare rock completamente live, magari un po' sgangherato ma senza alcuna base, mi davano del pazzo. La verità è che si formò un codazzo crescente di persone che veniva a sentire ogni nostra serata e il nostro cachet finì col raddoppiare dalla prima all'ultima serata. Sarebbe cresciuto ancora, però, effettivamente, gestire una base è più facile che gestire 6 persone. Sarà per questo che molti le usano. Io mi rifiuto.OK, sono andato OT sull'onda dei ricordi. Comunque anche gli ABandOn cominciano ad avere i fan che chiedono ai locali di farli suonare. :~)*
Rispondi
Re:Esperienza diretta
di Robyz [user #66] - commento del 09/12/2007 ore 12:3
"Sai Rob, per me è un problema di mercato, oggettivo e articolato (quindi con varie componenti, troppe forse). Quello che non capisco è l'attacco che si fa ad una determinata categoria di persone."non voglio fare il difensore d'ufficio però rileggendo il primo commento mi sembra di capire "non me la prendo coi gruppetti (ma con i gestori dei locali si)" che mi sembra abbastanza chiaro che non ci si sta scagliando contro la categoria... ad ogni modo, la verità purtroppo è che anche la tua presenza, come la mia, come quella di tanti altri appassionati, in qualche modo sconvolge o annienta il mercato, mi è sembrato onesto ammetterlo anche se con i dovuti "se" e "ma"... non voglio dire o dare colpe, come ho detto per me è banalmente una situazione che cambia, però converrai con me che se oggi accettiamo questa situazione (e magari ieri ci incazzavamo quando erano i karaokisti a pestarci i piedi e magari un domani torneranno i duetti con basi però capaci di offrire più qualità di noi e contemporaneamente anche più versatilità e maggiore Q/P che ci spazzeranno via) mentre poi ci lamentiamo della delocalizzazione nei paesi esteri, della precarietà legalizzata, di quelli che vogliono liberalizzare le licenze di notai, avvocati, tassisti, farmacie ecc, cadiamo quantomeno in contraddizione... prova soltanto ad andare in giro con la tua auto a dare "passaggi a pagamento" e vediamo se la categoria non organizza un bel festino sulle tue chiappe. Il problema è che i musicisti contano come il due di picche come del resto lo sono i giovani neolaureati e tutte quelle categorie professionali che puntualmente se la pigliano nel retro appena si muove qualcosa, resta solo da capire se vogliamo "eticamente" accettare il mercato come unico giudice delle nostre sfighe (ed a quel punto però che valga per tutti e non solo per gli sfigati!) oppure se è il caso di cominciare a pensare che forse hanno più diritto a sfamarsi i professionisti che non togliersi uno sfizio gli appassionati e visto che posto per entrambi non ce n'è che si cominci a costruire e creare spazi nuovi. Sul fatto che il mercato sia stratificato non sono d'accordo, mi sembra invece che lo spazio sia uno solo che raccoglie tutte le categorie, tralasciando magari i locali bettola dove non ci andrebbe un pro (ma nemmeno io ci andrei che pro non sono), nel giro ufficiale si scontrano tutte le categorie, da amatore in tanti anni ho suonato in ogni genere di posto, dal localino, al locale medio e quello grande, quello dove non ha suonato mai nessuno che non fosse una realtà locale e quello dove hanno suonato anche grandi nomi internazionali, ho suonato nelle piazze, appannaggio fino a qualche anno fa dei soli gruppi portati dalle agenzie, nei palchi come headliner ecc. Ogni volta, al posto mio sarebbe potuto salire un pro, non significa che ho tolto il lavoro ad uno di loro ma è evidente che mi sono confrontato sullo stesso bacino d'utenza e magari qualche volta ho suonato perchè ho offerto condizioni di prezzo migliori (come a volte non ho suonato perchè qualcuno ha fatto il prezzo migliore del mio), non ritengo sia una colpa ma non posso nemmeno dire che la mia presenza non abbia conseguenze per altri (oltre a quelli a cui scasso i maroni con la mia mediocrità artistica ;-)"Poi ci sono anche gli altri problemi cui hai accennato: karaoke, dj di latino americano, gente che suona su basi pietose. Ma questi li combatti con le proposte alternative e, se riesce, di qualità."questa è la risposta che mi sono dato anche io 6-8 anni fa quando ci siamo trovati scalzati da questa gente, dopo nemmeno tanto la strategia ha pagato solo perchè l'offerta era molto economica ma la qualità era altrettanto scarsa, ma non è difficile immaginare un momento in cui la tecnologia (già oggi è possibilissimo) offrirà suoni e performance elevatissimi, migliori di quelli che possono offrire un gruppo senza impianto adeguato (cosa che in un localino è la regola), non più la batteria midi striminzita che suona di plastica ma un sound potente e ricco, un sistema affidabile... poi prendi un cantante davvero bravo, magari uno di quelli che prima suonava in un gruppo vero ma si è rotto i coglioni di essere pagato una miseria, ed il gioco è fatto! Come per magia finiscono sterminati gran parte dei gruppi che ora vanno per la maggiore, magari potranno resistere quelli come te e me che suonano quel tipo di rock sanguigno e genuino che fonda la sua stessa essenza proprio nel fatto che DEVI suonarla alla vecchia maniera, ma gli altri? Ripeto, per quel che mi riguarda non condanno nessuno, il mercato decide e nelle mie possibilità accetto ciò che non riesco a cambiare, faccio il precario nella vita ed accetto pure quello e mi incazzo come una iena quando vedo i tassisti che paralizzano una città per mantenere un privilegio che altre categorie di lavoratori (io per primo) si sognano. Robyz
Rispondi
Re:Esperienza diretta
di CHARLIE [user #1047] - commento del 09/12/2007 ore 13:0
Quando arriverà quella tecnologia (tra poco) io che canto e suono la chitarra non dovrò più proccuparmi di trovare un dannato batterista che suoni Police... ;~)Scherzi a parte, gli argomenti toccati sl volo in questo thread avrebbero bisogno di più approfondimento. Ad averci il tempo a disposizione...Abbracci.*
Rispondi
Re:Esperienza diretta
di Robyz [user #66] - commento del 07/12/2007 ore 17:0
Sono completamente d'accordo con te nella tua analisi, purtroppo al di la del giusto o sbagliato, questo è il mercato attuale e se non ci si ingegna ed impegna oltre a lamentarci non si andrà da nessuna parte. Io faccio parte della schiera di dopolavoristi, sono fra quelli che si è sempre dato da fare per offrire uno spettacolo ben fatto, i pezzi ben suonati e qualcosa per cui il pubblico non dovesse averne a male, questo fa di me, almeno nelle intenzioni un professionista, ho sempre rifiutato di suonare gratis perchè conscio che un mio sfizio di suonare ha strascichi molto negativi sul mercato e mi sono sempre incazzato contro i gruppettini di primo pelo che si vendevano per niente pur di suonare (e fare casino), ma la sostanza è che ieri il mestiere di musicista era visto e vissuto in un certo modo, oggi non più, se vuoi campare devi trovare altre strade perchè vivere suonando nei locali semplicemente non è più possibile. Se negli States o in Germania esistono ancora questi presupposti buon per loro, ma credo che sia una situazione destinata ad evolvere anche li e come spesso dimostra la vita, mettere barriere, protezionismi per salvaguardare una situazione che non si sostiene da sola è solo spraco di energie per rimandare ciò che è inevitabile. Oggi ci incazziamo perchè il lavoro si sposta sui mercati asiatici in quanto costa meno, è triste ma è così e non esiste modo di evitarlo (oppure facciamo una bella guerra mondiale così resettiamo tutto e ripartiamo tutti da zero), l'unica possibilità è adattarsi e trovare un modo nuovo, molte aziende lo stanno facendo, altre no, molti operai stanno cercando di convertirsi valorizzando la professionalità in qualcosa che sia economicamente valido, altri pestano i piedi, organizzano scioperi e sprecano le poche energie che hanno per cercare di impedire il cambiamento... è una legge di natura, forse l'unica che vale sempre e comunque, è triste e ingiusto ma purtroppo funziona così: se ti adegui al cambiamento sopravvivi, se non ci riesci, non vuoi, ti ostini, non ne sei capace sei finito. La musica come la conoscevano i nostri genitori e qualcuno di noi, fino a 10 anni fa, non esiste più... prima ce ne renderemo conto e prima potremo cominciare ad adattarci con buona pace di chi si perderà per strada inevitabilmente. Scusate la retorica ovvia Robyz
Rispondi
Re:Esperienza diretta
di RubberSoul [user #5895] - commento del 08/12/2007 ore 01:4
E io sono d'accordo con te, "lo vedi che la cosa è reciproca?? (Verdone...)"E' ridicolo cercare di rivivere tempi che non ci appartengono. Almeno lasciateli vivere a coloro ai quali sono appartenuti!!Le band cosi' come le conosciamo sono antistoriche e antieconomiche.Raccontava Pete Tawnshend degli Who, figlio di un musicista Jazz, che suo padre gli diceva che il futuro era nei gruppi come il suo: le big band tradizionali di 11 o piu' elementi avevano fatto il loro tempo, erano costose da spostare e da collocare sui palchi sempre piu' piccoli. Mi sembra che si stia ripetendo la stessa situazione. Per questo non capisco gente piu' giovane di 20-25 anni che si ostina a percorrere un iter che non è piu' realistico: il demo, il club etc... I dischi non si vendono piu', il live e' appannaggio solo di cover band (che non costino molto) e comunque musica nuova è difficile trovarla... Capisco di piu' i musicisti della mia generazione (primi anni 50) che con qualche decennio di attività sulle spalle vogliono morire su un palco con una Les Paul e non con un Laptop. Pero' la tendenza credo sia questa. La band rock (e troviamo finalmente un'altro nome, se non proprio non si riesce a trovare un'altra musica!!) è oramai improponibile, mancano i tre presupposti che hanno fatto nascere il genere: Il pubblico (ce n'è sempre meno, voglio dire di numero..noi eravamo i BABY BOOMERS), il contesto sociale benestante (quindi soldi per dischi e concerti) ma con insoddisfazione giovanile (quella resta) e la novità di tutta la storia. Allora a cosa è dovuto questo esercito di aspiranti musicisti? Voglia di evadere dalla triste realtà odierna cercando di replicare le vite di chi li ha preceduti nell'età dell'oro anni 60/70/80? Io negli anni 60 non ho cercato di mettere su un complessino Dixieland, ho messo su un complesso beat per suonare le mie canzoni (certo, anche i Beatles)... come si usava allora. E allora, come dicevo in un'altra risposta, ci vuole la scomparsa della mia generazione e almeno delle due successive per far piazza pulita e far si che qualcuno inventi una nuova musica, nuove forme di espressione e nuovi circuiti per veicolarla.
Rispondi
Re:Esperienza diretta
di Robyz [user #66] - commento del 08/12/2007 ore 11:4
"Allora a cosa è dovuto questo esercito di aspiranti musicisti? Voglia di evadere dalla triste realtà odierna cercando di replicare le vite di chi li ha preceduti nell'età dell'oro anni 60/70/80?"Forse hai centrato il punto, viviamo in una società estremamente complessa, siamo un popolo decadente, i valori sono sempre meno, sostituiti da un bombardamento mediatico che mira al consumismo ed alla facile fruizione di ogni aspetto della vita... insomma, i motivi li conosciamo tutti ed è ridondante ripeterli anche oggi; ad ogni modo l'evasione dalla realtà diventa un bisogno irrinunciabile per tanti che non si sentono "parte" di questo immenso sistema che ingloba e comprime, ma purtroppo questo sistema ha già inglobato e metabolizzato anche il circuito della musica live e home, basti vedere quanto è facile e immediato oggi sentirsi musicista, usare i migliori strumenti, non solo per suonare ma per produrre, per studiare, 20 anni fa un Blackmore era visto come un dio e uno che sapeva suonare (ma al tempo la sapeva suonare sul serio e non solo eseguire meramente le note) il solo di highway star era straordinario, oggi tutto è facile e veloce, "impara a suonare la chitarra in 45 minuti" è il liet motiv che riassume in modo tremendamente efficace ciò che è suonare oggi. Ho, in un commento precedente, criticato la persona che non si è presentata col "materiale" per il gestore del locale, ma oggi mi soffermo a riflettere sul fatto che siamo talmente inquadrati e inseriti in questo meccanismo da considerare la cosa normale, come un lavoro, con i suoi riti, le sue formalità, l'investimento, il suo fatturato e di conseguenza il bilancio finale... addirittura ci mettiamo nei panni del gestore che "anche lui deve campare", per carità giustissimo e assolutamente corrispondente al vero, ma contemporaneamente testimonianza ulteriore del fatto che siamo dentro il meccanismo, siamo parte di esso. Mi prendo il tempo per ripensare a queste idee confuse, credo che valga la pena rifletterci maggiormente, per ora scusate se sono stato confuso e disordinato nell'esporre. Robyz
Rispondi
Re:Esperienza diretta
di Mancunion [user #3854] - commento del 08/12/2007 ore 18:1
Scusami tanto, ma allora tutti quelli che oggi prendono in mano una chitarra cosa devono fare? Anche io sono di Roma, ho una discreta esperienza in fatto di live, ho girato un po' il mondo, ho vissuto - e tuttora vivo all'estero- ma non capisco il senso delle tue parole. O meglio, ne colgo la frustrazione... ma? Vivere di musica e' dura, e a quanto dice mio padre (classe '48) che suonava in un gruppo beat nei '60 le cose non erano molto diverse allora. Anzi. Non sono daccordo che le scuole di musica siano una piaga: la musica puo' essere una semplice passione, non sempre una chiamata divina. Onestamente, quando suonavo nei pub del litorale, non mi sono mai lontanamente posto il problema di rubare il pane o rovinare il mercato di un pro. Primo perche' in molti dei posti dove io ho suonato, tu non ci avresti manco messo piede, secondo perche' sarebbe impensabile pensare di vivere alzando si e no 25 euro (facevano 50mila lire) a serata. E non perche' noi eravamo economici, ma perche' piu' di tanto il locale non poteva pagare... Allora? Allora io credo, che invece di lamentarsi, se uno vuol far parte dell'elite se lo deve anche meritare... come? e che ne so', io faccio l'account controller di giorno e la rock star di notte :)
Rispondi
Re:Esperienza diretta
di RubberSoul [user #5895] - commento del 09/12/2007 ore 08:2
L'ho fatto per 10 anni, poi una volta decollata l'attività musicale, tra registrazioni, TV, tour etc ho dovuto fare una scelta e mollare il posto salvavita. Arrivato a certi livelli devi fare il musicista a tempo pieno, non c'è scelta (anche perchè poi se chiedi sempre ferie e aspettative ti cacciano loro). E li cominciano i guai, perchè non è che lavori sempre al massimo (lo dicono anche miei amici pagatissimi accompagnatori di una star nostrana, nei mesi in cui il capo è fermo è la fame; allora visto che di turni se ne fanno ormai pochi, lezioni e club, anche a 80 euro).Mio fratello è medico. Se trovasse in giro studenti di medicina che praticano la professione penso si innervosirebbe un poco. Anzi, adesso ci sono diplomati con la laurea breve (3 anni, sono tecnici o infermieri) che si credono medici e qualche prestazione abusiva certamente la danno.....
Rispondi
Re:Esperienza diretta
di Mancunion [user #3854] - commento del 09/12/2007 ore 13:5
Non vorrei essere polemico, figuriamoci... ma anche allora tu per 10 anni hai rotto i coglioni ai pro ;-) Non credo che al mondo poi ci siano dottori per hobby, musicisti - per fortuna - si. Io vivo in Inghilterra e lavoro in Ungheria. In Inghilterra, ma tu lo saprai meglio di me, c'e' talmente tanta voglia di musica live che un musicista puo' camparci anche suonando in una tribute band. C'e' il circuito dei clubs, quello delle universita' (i who hanno registrato il live piu' bello della storia del rock proprio all'universita' di Leeds; io ho visto i Muse prima che diventassero megastar a quella di Manchester), ci sono i pubs... La gente compra dischi, va ai concerti. E' ovvio che sarebbe meglio che anche in Italia fosse cosi', ma non lo e'... pero' non te la puoi prendere con i weekend warriors, con le scuole di musica e le cover bands che suonano gratis. Semplicemente la recettivita' del mercato e' al limite e il prodotto che offri - in termine di business- non e' competitivo. Ma non perche' di bassa qualita'; al contrario proprio perche' il tuo potenziale pubblico non e' in grado di distingure te da un sedicenne che ha appena imparato should i stay or should i go...Tieni durosaluti, Manc
Rispondi
Re:Esperienza diretta
di RubberSoul [user #5895] - commento del 10/12/2007 ore 10:4
Il pubblico inglese, pur con i suoi difettacci, mi manca.... negli anni 90 ho suonato spesso in Inghilterra (va bene, e Scozia, e Galles, non facciamoli arrabbiare) Indimenticabile l'Astoria di Londra, ancora mi vengono i brividi al pensare di averci suonato e registrato un Live (ma il Dingwalls dove lo metti?).No, quando ho cominciato io i circuiti erano del tutto separati, non davamo fastidio a chi era già avviato. Accedevi ai posti dei "grandi" solo dopo una accurata gavetta nei teatri parrocchiali e nelle feste scolastiche. Al limite ti davano un martedi pomeriggio in qualche club accomodante. Poi una serata di giovedi, e se andava bene magari facevi il salto di qualità.A Roma ricordo il Folkstudio (dove suonavo acustico quando la mia band era ferma per motivi di militare o simili). Aveva uno spazio per gli esordienti la domenica pomeriggio (Folkstudio Giovani, ne sono usciti Venditti, De Gregori e R.Gaetano). Se passavi quel severo esame, ti richiamavano due domeniche dopo. Se la cosa andava avanti magari ti davano una serata in condominio con un'altra giovane promessa. Fino poi ad averne tutta tua. E molti erano già sui 23-25 (allora sembrava un'età già avanzata) e avevano già esperienza nei circuiti di quartiere. Sembra tanto demenziale che ci siano una selezione ed un apprendistato? Da quando nei primi anni 70 sono avvenuti gli sconquassi del "LA MUSICA E' DI TUTTI E NON SI PAGA" e il conseguente "LA MUSICA E' DI TUTTI E NON SERVE SAPER SUONARE PER AVER DIRITTO A FARLO" il mondo musicale è andato a capofitto, come creatività e anche come profitti. E ha anche dato una buona scusa a quei ladroni baciapile dei discografici per dare una stretta alla produzione (via l'odiato rock, che pure vendeva) e richiudersi nel melodico piu' o meno mascherato (lo so per certo, potrei fare anche nomi, visti i miei trascorsi e le mie conoscenze all'interno del mondo discografico; ho rifiutato un Sanremo per questo).Se non si è stati ben addentro al meccanismo (e soprattutto non mi si conosce) il mio potrebbe essere facilmente preso come uno sfogo pieno di rancore e invidia :-))))))))))) Cosa ridicola, visto che nel mio curriculum artistico c'è già tutto quello che ognuno di noi potrebbe sognare, e OLTRE.... Invece è solo presa d'atto di un meccanismo perverso che ha ucciso il fare musica. E ne faranno le spese soprattutto i giovani, che con questa falsa democrazia del "largo a tutti" hanno invece meno chances di un futuro come musicisti.... Ma il mondo è bello perchè è AVARIATO, diceva Flaiano.P.S. quanto segue non riguarda te, che sei una persona civilissima. Ma per favore, nel rispondere e controbattere, tenete presente che qui ci viene anche gente che ha un bagaglio di esperienze qualitativamente diverso dal vostro (mi sembra di cattivo gusto che qui si sfoggino curriculum e trofei, ma è ovvio che Braido puo' parlare di alcune cose con piu' competenza del pur bravissimo chitarrista che esce raramente dalla sala prove). Il bello di questi Forum è proprio il mescolarsi di esperienze diverse QUANTITATIVAMENTE (per motivi anagrafici) e QUALITATIVAMENTE. Basta sapere sempre qual'è il proprio posto nella catena alimentare........
Rispondi
la demo non basta comunque!
di ANTOLO [user #10287] - commento del 05/12/2007 ore 14:3
Ciao! posso essere d'accordo con te, ma solo in parte...è ovvio che la demo devi averla appresso in ogni circostanza, nonostante ciò posso dirti che non basta. A mio avviso i requisiti per suonare molto e con una buona risposta sono questi: 1)avere una distribuzione (vedi produzione) 2)frequentare i locali dove si suona "veramente" e non quelli dove la musica è un optional per arrotondare (l'incasso del gestore). 3)evitare di essere una cover band (perchè si sa ne esistono a milioni e suonano solo in estate nelle piazze senza intascare un euro). ANTOLO
Rispondi
La solita solfa
di samba86 [user #13385] - commento del 06/12/2007 ore 00:5
Direi che sfortunatamente viviamo in un paese in cui non esiste la cultura del "nuovo", la gente ascolta Ligabue che da 15 anni continua a rifare la stessa canzone, pensate la reazione che avrebbe un soggetto del genere, ad ascoltare un pezzo rock (viulenza) di una band sconosciuta. Sfortunatamente il comportamento della "gente" è un po' come quello di noi chitarristi, che andiamo a cercare le sonorità di quel pedalino anni '70. Ci sono sempre gli stessi presentatori in Tv, sempre gli stessi politici... Facciamoci caso. La cultura del nuovo non piace neanche ai localini, che non sono praticamente MAI muniti del classico "impianto voci" per far esibire le band. Quindi si presuppone siano restii nel concedere spazio a qualcuno. Non mi sembra di spararla grossa ma, sarebbe così indecente far suonare in settimana band pseudo-emergenti? Darebbe sicuramente "lustro" al locale, farebbe piacere ai molti musicisti (non siamo pochi)che vivono in zona(sia per suonare che per andare a vedere), e poi porterebbe qualche soldino in più a quei locali MORTI durante la settimana. Se non si fanno cover ,credo, che i locali non debbano poi tanti soldi alla SIAE. C'è da dire che l'altro problema che limita parecchi locali sia proprio l'insonorizzazione della struttura e il disturbo che si reca al vicinato.
Rispondi
In Italia è così
di Cecce utente non più registrato - commento del 06/12/2007 ore 02:0
Non c'è cultura musicale, se dassero alla musica la metà del tempo che dedicano al calcio sarebbe una gran cosa, tolto mtv che non si può vedere con tutto questo r&b, il resto è calcio e reality show...Fortuna che su CULT (sky) il 13 dicembre comincia LIVE FROM ABBEY ROAD...la musica in italia non attacca più, sarà colpa dei musicisti???o è colpa del calcio?
Rispondi
Comprare a scatola chiusa??No..
di tesoroboy [user #3666] - commento del 06/12/2007 ore 22:3
Si i gestori dei locali forse sarann stronzi..però io divido i locali in locali di serie A) e serie b).Se Hai un buon prodotto solo i gestori dei locali di serie b tendono a sfruttarti con le solite menate della gente che non và...del seguito della 50 euro a serata a testa etc..Esperienza personale: Eravam alla prima data da cercare fuori in un locale e andiam in un locale di Barletta,ci presentiamo e mi dice il titolare che a dicembre aveva le date impegnate..gli dò il demo..lo inserisce nel riproduttore in filodiffusione e ascolta la canzone pensieroso..ad un certo punto una ragazza esce e canticchia la canzone del demo(Vertigo U2...Io li odio gli U2 ma fanno la loro porca figura!!)poi si avvicina al gestore e fà..Bella che versione Live è??Lui prende il suo breviario e ci dice il 22 Dicembre siete liberi?? Ne è passato di tempo da allora e sicuramente siam maturati..ma ora abbiam 2 impresari conosciuti a delle serate sul campo che ci fann suonare dignitosamente in locali dignitosi x un totale di almeno 50 serate l' anno... Saranno anche stronzi alcuni ma con altri gestori si diventa amici.In quel locale suoniamo Martedì 18/12. www.wildcar.it
Rispondi
Per Riassumere e non polemizzare
di RicoBlues [user #148] - commento del 07/12/2007 ore 09:5
1. il 2007 è stato il peggior anno per la musica dal vivo 2. calo progressivo della cultura musicale (dal 1980 in poi) 3. consumismo sfrenato che consolida cose trite e ritrite 4. le cover band se fanno arrangiamenti intelligenti propri sono meritevoli come una band che crea pezzi propri 5. le tribute band sono un'indecenza (imho) figlia della non cultura-nostalgica italiana 6. fortunatamente sono aumentate le scuole e così riesco ad arrotondare con l'insegnamento, le scuole sono anche un veicolo per infondere cultura musicale, dipende da noi musicisti questo 7. per cinque anni ho portato avanti un progetto Blues e ancora prima di iniziare avevamo sito internet, locandine, mini-demo e tutto quello che serviva per la riuscita di una serataSoluzione? difficile a trovarsi. la cultura musicale in Italia è allo sbando, dobbiamo essere noi musicisti a creare delle alternative e proporci in modo migliore. Anche negli altri paesi ci sono tanti musicisti e non è un problema, perchè c'è cultura musicale tra la gente. Noi siamo vittime dei reality e del calcio. Ok, ma le cose si possono cambiare. Ci vuole tempo e costanza. Se studiamo per anni uno strumento, dobbiamo parallelamente "studiare" come presentarci anche alla società in generale. I gestori hanno difficoltà enormi a fare musica dal vivo. Io stesso ho gestito un'associazione Blues (creata per musicisti e musicolfili) con festival annesso e le maggiori difficoltà e resistenze le ho trovate tra i musicisti. Forte eh? Ora aiuto un locale nella mia città (Ferrara) nella programmazione musicale. Un locale da 100/150 persone come capienza, fate i conti per dire solo faccio musica live il gestore deve sborsare tra Siae ed Enpals (per un gruppo di quattro elementi) circa 200 euro, poi c'è l'ingaggio della band ad esempio dai 200 ai 400 euro x quattro persone più la cena. Media di incasso 2 birre x 150 persone = 1500 euro lorde, pagaci il personale, luce e costi. Solo la passione regge lo sforzo. Lui (ed io) i demo li ascoltiamo, ma sono tanti ... e spesso la band dal vivo non è minimamente paragonabile.Ciao, RicoBlues.
Rispondi
Re:Per Riassumere e non polemizzare
di ufo utente non più registrato - commento del 07/12/2007 ore 10:5
1) 2) 3) 5) Concordo4) no, non esiste, scrivere un pezzo, arrangiarlo e far sì che suoni non è la stessa cosa che fare l`arrangiamento tamarro alla cover ed eseguirla facendo il truzzo sul palco, magari con una bella parrucca in testa:) Basta con le cover band, non hanno senso...6) le scuole infondono cultura musicale ma non a 360 gradi, a parte rock anni `70 funky e blues non vedo grosse apertureP.S. a son ad Frara anca mì, ti sei dimenticato della "mafia" che una certa agenzia di spettacoli ed uno studio di registrazione hanno costituito: o passi da lì o fuori non ci suoni, senza poi parlare dell`ARCI...Saluti!
Rispondi
Re:Per Riassumere e non polemizzare
di RicoBlues [user #148] - commento del 07/12/2007 ore 12:3
Ciao Ufo,intanto ti invito alla jammona per il mio compleanno all'HotRoad questa sera.per il punto 4, non mi sono spiegato bene, ma parlavo di arrangiamento intelligente e quindi un certo impegno.Concordo con la tua visione del punto 6, in effetti si da quanto gli allievi/clienti chiedono e pochi inseriscono anche cose diverse. Non parliamo dell'ambiente chiuso del jazz (a Fràra). Se in Italia siamo messi male a Ferrara è peggio (in tutto).Ciao, RicoBlues.
Rispondi
Re:Per Riassumere e non polemizzare
di tesoroboy [user #3666] - commento del 07/12/2007 ore 13:3
Ciao Rico,per me vige la regola dimmi a quanto suoni e ti dirò chi sei.O band inedita o coverband con arrangiamento ogiginale o sputato rispetto all originale o tribute band alla fine è il mercato che ti pesa.e Se ad un chitarrista piace il genere da matrimonio bhè son problemi suoi e comunque guadagnerebbe anche 300 euro a serata.Il mercato si è appiattito anche perchè si è innalzato il livello medio dei musicisti e un locale preferisce mettere il gruppettino con strumentazione decente che ti fà la bella serata invece dei tipi quasi professionisti con tanto d' esperienza e di cappello a 400.Bisogna lottare e ritagliarsi la propria fetta di Mercato.Esatto perchè stiam parlando proprio del Mercato Musicale. P.s imho. :) www.wildcar.it
Rispondi
Re:Per Riassumere e non polemizzare
di RicoBlues [user #148] - commento del 07/12/2007 ore 14:2
Mercato, certo, anche se svilente, ma si è sempre suonato per soldi, per un letto o un pasto. Molti grandi del passato, dal medioevo sino al romanticismo e sino ai grandi della musica contemporanea hanno avuto ricchi e nobili che li mantenevano, se non era così suonavano in taverne e feste di piazza, in fondo come si fa ora.Non concordo che cachét e qualità si accompagnano. Piuttosto possiamo parlare di prodotto vendibile suonato/presentato bene. Dici il vero quando affermi che il livello dei musicisti si è innalzato, scuole ed internet hanno isolato i musicisti approssimativi. Dovremmo ridefinire bene la parola professionisti che troppo spesso viene usata per indicare chi vive della professione e non per chi la pratica con qualità e serietà. Si deve avere comunque un "prodotto" da vendere su questo mercato musicale.Ciao, RicoBlues.
Rispondi
Re:Per Riassumere e non polemizzare
di tesoroboy [user #3666] - commento del 07/12/2007 ore 15:2
Eheh!!Rico infatti ho scritto quasi professionisti che x mè vuol significar una seconda attività.e come prodotto vendibile/presentato bene.Hai il 1000% dei miei consensi quando parli di sito,myspace materiali e demo anche se il demo da molti gestori viene vista come una cosa gonfiata e non veritiera. La mancanza di tempo (lavoro 8 ore al giorno) spesso aguzza l' ingegno e i nostri demo son ricavati dai live dove si sente che la gente si diverte e grida (ci credo!sul tormentone del momento avrebbe gridato anche mia nonna su Celentano!)e in più traspare l' energia che si sprigiona registrando in presa diretta "all toghether now!!". Resta il fatto che non porto un demo da almeno 2 anni in giro ma rimando i gestori sul sito e scelgon loro se vedere foto video demo ovviamente selezionati alla meno peggio. Ma ora mi chiedevo se impiego più energie nel suonare o studiando e realizzando strategie commerciali... Vado ad abbracciare la fender và che ho bisogno di coccole.. :) www.wildcar.it
Rispondi
Re:Per Riassumere e non polemizzare
di RicoBlues [user #148] - commento del 07/12/2007 ore 18:4
Io la mia Fenderosa, l'ho coccolata sino ad ora! Poi ho coccolato la moglie e adesso mi preparo per la Jam di compleanno. E' una buona giornata oggi e aver chiaccherato con gli amici di Accordo la rende sicuramente ottima.Buona Musica a tutti e per tutta la vita. Ciao, RicoBlues.
Rispondi
Re:Meglio tardi che mai
di tesoroboy [user #3666] - commento del 09/12/2007 ore 09:3
Un super off topic Rico per farti gli auguri di buon compleanno. Giancarlo.www.wildcar.it
Rispondi
Re:Meglio tardi che mai
di RicoBlues [user #148] - commento del 09/12/2007 ore 11:5
Grazie di cuore!RicoBlues.
Rispondi
In effetti...mah!
di Krippo [user #752] - commento del 08/12/2007 ore 09:4
Solleverò forse le proteste di qualcuno e me ne scuso, non è mia intenzione innescare polemiche, ma.... Appunto, MAH! Ti presenti da perfetto sconosciuto in un locale a Dicembre (se suoni da tempo dovresti saperlo che in questo mese puoi al massimo sperare di fare da "tappabuchi" per la defezione dell' ultimo minuto), non porti con te nemmeno uno straccio di demo, rispondi con inutile sarcasmo alle a mio avviso normalissime motivazioni del gestore e per finire tronchi la conversazione e te ne vai stizzito! Beh, cosa pretendevi? Per me ti hanno trattato anche troppo bene! Professionalità? Educazione? Umiltà? Ti suggeriscono qualcosa queste parole? Non ti voglio offendere (e se l'ho fatto me ne scuso), ma indurti ad un po' di sana autocritica, si!
Rispondi
Re:In effetti...mah!
di go00742 [user #875] - commento del 10/12/2007 ore 11:3
Ciao Krippo, grazie mille per il post ben accette le critiche, anzi spunto per non ripetere errori e migliorare, ma vedi la data io non la cercavo per la settimana successiva o fra 2 giorni bensì per febbraio/marzo il mio sarcasmo è stato dovuto al fatto che a parte il muro iniziale trovatomi davanti mi son sentito trattare proprio come ad un colloquio di lavoro, come dire come se per suonare ci volesse un cartellone dietro con le frecce indicanti ARTIST! Non è stata nemmeno la sufficienza con cui sono stato trattato ma bensì come se davanti avessi avuto il massimo esperto musicale, uno che sà cosa sia la musica e che capisce al primo colpo se vali qualcosa o meglio se la tua musica valga qualcosa...insomma giudicato e condannato in primo grado con rito abbreviato solo perchè reo di non avere un CV o un DEMO!Avrei preferito che mi dicesse guarda non prendo più band sono pieno mi spiace ripassa tra 3 mesi!STOP finito, ma non puoi dirmi a priori non venire e poi dai portami il DEMO il CV...tanto la data non me l'avrebbe data comunque difatti capito che perdevo tempo ho salutato educatamente e sono uscito.
Rispondi
Re:In effetti...mah!
di Krippo [user #752] - commento del 10/12/2007 ore 19:2
Mhh, in effetti messa così l' ottica è un po' diversa. Spiega allora in maniera un po' più approfondita la prossima volta, così "quelli come me" non avranno modo di travisare! In bocca al lupo per la band e buon Natale!
Rispondi
Così si fa
di Volpe50 [user #2657] - commento del 09/12/2007 ore 10:4
Bravo bene bis sei un vero duro , continua a girare locali vedrai che prima o poi uno ti prenderà, e se così non fosse , io al posto tuo gli butterei una molotov ...
Rispondi
Che schifo che è
di Ulysses.B [user #11335] - commento del 09/12/2007 ore 17:3
Cari amici da quello che ho visto e che ho vissuto da quello che ho letto qui, non mi resta altro che sgomento, perchè se è vero che ci sono i proprietari ok la maggior parte non sono assolutamente interessati, in oltre viviamo in un momento in cui la gente (la massa che frequenta i locali) non è poi cosi interessata se c'è un gruppo o meno....voglio dire che il sistema tutto ha la colpa di aver avviato questo meccanismo perverso e assurdo per la gente prima e per noi band dopo. In poche parole non c'è più quel tessuto sociale deglia anni 90 o 80, quando la gente andava e come se nei locali c'era musica live, oramai invece con la politica dei vary signori che stanno al potere che con programmi alla MAria de Filippi hanno totalmente rincoglionito la massa, allora ecco che l'attrazione è l dj we qualche muscolo qua e la, cosa che fa un gran favore ai gestori dei locali, che con qualche cento euro hanno un Dj. Per non parla poi di tutte quelle band cha fanno serate per una mangiata di pane ammazzando quindi l'intero mercato gia disperato della band. Io mi sono stufato di tutta sta roba, non ne voglio sapere di cercare serate ne tanto meno di avere una cover band, mi impegno nei miei progetti, e mando tutto al diavolo, perchè questa non è gavetta ma calvario.
Rispondi
Re:Che schifo che è
di nick68 utente non più registrato - commento del 10/12/2007 ore 10:2
Sì hai ragione, ormai la musica live nei locali in Italia é alla canna del gas (non parlo dei "nomi" affermati, ma della massa).Mi sbaglierò, ma é rimasto solo il web per promuoversi, con tutti i suoi pro e contro.Non ci sarà più il contatto diretto con il pubblico dall'alto di un qualsiasi palco, ma solo l'eventuale apprezzamento con i mezzi che internet ti offre. Se pensate bene é quello che sta succedendo alla nostra società... sempre meno contatti "umani", sempre più "virtuali".Probabilmente ho detto tante caXXate in poche righe, ma io la vedo così..
Rispondi
I gestori hanno stufato
di Dogma81 [user #5438] - commento del 12/12/2007 ore 08:1
Secondo me hai fatto benissimo a non portare la demo!!!1)Come hai detto tu rimane il CD buttato li in un angolo a prendere polvere2)Chi lo ascolta il 99% delle volte non capisce un cazzo (altrimenti non si spiega che nei locali dove richiedono la demo vadano sempre a suonare dei gruppi pietosi), e secondo voi si mette li a fare l'analisi dei pezzi uno ad uno, valutanto l'aspetto tecnico, gli arrangiamenti ecc.??3)I gestori non meritano niente, quasi sempre sono degi imbroglioni che cercano di fregarti pure i 3 euro della birra si attaccano pure a 5 centesimi... Per uno cosi non vale la pena sprecare il cd4)Quando aprono un nuovo locale non c'è uno che pensa a un maledettissimo palco! poi vogliono fare musica dal vivo (sperando di non dover pagare i musicisti), unendo 4 tavolini per formare un palchetto!Questi sono alcuni dei principali motivi per cui ho smesso quasi completamente di suonare nei localiMe perchè quel tipo non l'hai pestato di botte... uno che gli chiedi di suonare e ti chiede il CV merita solo sberle!.. bella la storia del comau :D
Rispondi
Molto divertenti !!
di Kata_ts [user #2290] - commento del 12/12/2007 ore 09:1
ahaha ragazzi ragazzi ! Che riposte a questo 3d - mi sono divertito tantissimo. Posso solo suggerirvi, se volete suonare LIVE e fare dei BEI concerti, di cambiare 'prospettiva', vedere quello che NON vedete ! La cosa migliore che potete fare per voi stessi e la vostra musica è quella di ORGANIZZARE il vostro concerto, la vostra serata con i VOSTRI Euro. Pagando il teatro o la sala dove suonare, noleggiare l'impianto voci, la luci, e tutto il necessario per fare il concerto. Alla fine di tutto vi sarete divertiti tre volte tanto, avrete suonato la vostra musica (altro che cover e cover !! ;8((( ) e chi sarà venuto a ad ascoltarvi avrà ricevuto le giuste vibrazioni e voi avrete dato loro il massimo di quello che potete dare ;O)Ciao a tutti
Rispondi
Re:Molto divertenti !!
di dwarfnebula [user #9865] - commento del 12/12/2007 ore 14:2
Questo ultimo commento è quello che sottoscrivo in pieno! Anch'io e la mia band abbiamo cambiato "prospettiva"! Basta gestori supponenti ed arroganti, basta "quanta gente portate?", basta "Non ho incassato niente! avete portato pochi amici! Non vi posso pagare", basta suonare Vagabondo , Albachiara e Urlando contro il Cielo"! Avrete mille soddisfazioni in più nel'organizzare il vostro concerto, suonare la vostra musica, senza dovere nieete a nessuno se non a voi stessi..
Rispondi
Commenta
Loggati per commentare





I più letti della settimana
Ecco perché finirai per acquistare il solito overdrive
Marshall Origin 20H: prime impressioni
RedSeven: sbirciamo dietro la griglia del nuovo hi-gain italiano
Alvarez Delta: una 00 come si deve
Solar aggiorna il catalogo per destrorsi e mancini
I più commentati
Ecco perché finirai per acquistare il solito overdrive
Marshall Origin 20H: prime impressioni
Cort fonde due miti vintage nella Sunset TC
Solar aggiorna il catalogo per destrorsi e mancini
Sincero e scatenato
I vostri articoli
Marshall Origin 20H: prime impressioni
Zoom Guitar Lab 3.0: arriva l'editor
Di Pinto Galaxie IV: brillantini, modding e switch sbagliati
Customizzazione di un VHT Special 6 Ultra
Cosa determina davvero il suono di un pickup
Licenza Creative Commons - Chi siamo - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964