Lei ama l’indie-rock; io non so che fare durante le ferie agostiane. Lei mi parla di questo evento e in agosto ritorna a casa, per cui colgo l’occasione per coniugare una breve vacanza a qualche bella giornata di musica. Prenoto il biglietto dell’aereo un paio di mesi prima spendendo una cifra ridicola (benedicendo le compagnie low-cost) e il biglietto per il festival, purtroppo solamente per la giornata di giovedì, poiché gli altri giorni erano già sold-out.
Il festival è in un parco molto grande e accogliente, ci si accede per alcuni sentieri che la pioggia dei giorni precedenti ha reso fangosi. Per fortuna oggi c’è un bel sole nordico che riscalda senza opprimere.

All’ingresso un nutrito stuolo di ragazzi sorridenti accolgono i convenuti, controllano i documenti di coloro che recano il foglio A4 che testimonia la prenotazione del biglietto, e in seguito stringono loro al polso un braccialetto di plastica che funge da pass. Prima lieta sorpresa: ai genitori che arrivano con i loro piccoli - e non sono pochi poiché in Norvegia si diventa genitori piuttosto giovani - vengono consegnate delle cuffie antirumore rosa, su cui c’è scritto “kids”, da mettere, appunto, sulle orecchie dei pargoli.
Arrivo al festival accompagnato da Katja e due sue amiche: Stine e Maria. Per loro OYA è una sorta di rito da rinnovare tutti gli anni, che credo sottolinei la fine della breve estate nordica. Al festival poi, conoscerò anche altri amici della mia collega. Rocchettari italici che andate ai festival con i vostri amici brutti sporchi e puzzoni, crepate di invidia...

Più che un festival rock sembra un villaggio vacanze: Bancomat, vari bagni pubblici, una dozzina di stand (tra cui quattro o cinque birrerie e ristoranti con tavoli e sedie), caffetteria, tre negozi di merchandise, altri due che erogano birra a fiumi (i norvegesi, e le norvegesi, bevono, accidenti se bevono…). C’è pure uno stand per i visitatori stranieri, anche se mi è sembrato piuttosto inutile, soprattutto perché in Norvegia chiunque parla inglese per cui è semplice ottenere da chicchessia qualsiasi informazione.
Comunque i posti più affollati sono sicuramente i bagni, congiuntamente al fatto che ‘sti nordici trangugiano birre da mezzo litro come se fossero bicchieri di orzata; e nonostante ci sia un bel po’ di gente e tutti debbano assolvere frequentemente a necessità fisiologiche, anche l’area toilette si mantiene sempre decorosa. Complice anche la differenziazione maschi-femmine: vespasiani per i primi, water-closet per le seconde. Essendo l’unico maschietto dell’allegra compagnia, mi capita spesso di dover aspettare le ragazze in fila, spesso approfittandone per fare il refill di birra per tutti quanti; in questi momenti mi risulta fondamentale un’invenzione che non avevo mai potuto apprezzare precedentemente: qualora un singolo acquisti più birre contemporaneamente, gli viene dato in dotazione un porta-bicchieri di cartone, sostanzialmente un box oblungo con cinque fori ove infilare i bicchieri e dotato di maniglia. Geniale.
I palchi sono cinque, due grandi, due medi, e uno piccolo. Si suona sempre in parallelo su due. Altra gradita news: alcuni gruppi suonano due volte, così nel caso si arrivi in ritardo, o vi siano delle sovrapposizioni di band molto gradite, si ha una seconda opportunità di assistere agli show dei propri beniamini. L’opportunità di switchare da un palco all’altro è sfiziosa: alcune delle mie amiche apprezzano un gruppo che si chiama LCD Soundsystem (che a me non piace per nulla), mentre loro assistono al live di codesta band, io vado a vedere degli alternative-rockers svedesi che mi garbano sicuramente di più.
Dal punto di vista musicale il festival ha alti e bassi. I due gruppi che più mi sono piaciuti sono i Pavement che conoscevo già da un pezzo e i Broken Bells. Mi è piaciuta molto anche la performance degli Yeasayer, di cui avevo più volte ascoltato l’ultimo disco: in studio non mi avevano impressionato, dal vivo guadagnano parecchi punti.
Quello che mi ha generalmente impressionato, invece, è la cornice di pubblico piuttosto festoso ma sempre tranquillo e ordinato nonostante il tasso alcolico che è almeno di un ordine di grandezza superiore agli standard italici e quanto mai variegato. Ci sono ragazzi dall’aspetto piuttosto ordinario, metallari dai lunghi capelli biondi, giovani piuttosto bellocci (anche se agghindati in modo sempre molto easy), gioviali quarantenni. Non c’è quel generale sfoggio di look, correlato al genere musicale di riferimento, che si riscontra negli omologhi contesti italici. Pare che in Norvegia si possa ascoltare musica considerata alternativa anche senza atteggiarsi a radical-chic-intellectual-alternative-so-tutto-io.
Altra chicca nordica: i gestori degli stand che vendono birra pagano alcuni ragazzi per raccogliere i bicchieri vuoti che vengono immediatamente smaltiti in appositi bidoni. In giro non ci sono rifiuti e i cestini della spazzatura non traboccano mai. La gente si diverte, canta, balla e beve, ma nessuno trascende. Saranno anche freddini ma questi vichinghi hanno un po’ di cose da insegnarci. Alle undici meno cinque minuti il cantante dei Pavement, ultimo gruppo della serata, annuncia che si è fatto tardi e che andranno ad eseguire l’ultimo brano. Nessuno urla ne mugugna e dopo l’ultimo pezzo tutti si dirigono tranquillamente verso l’uscita. Inutile dire che nessuno va a casa in macchina: c’è chi va a piedi, chi prende il bus e qualcuno chiama un taxi. Di guidare sbronzi non se ne parla neppure.
La mia serata, in compagnia delle mie nuove amiche e di altre persone che conoscerò in seguito, continua. Ma è un’altra storia.
Katja ed Oya mi hanno insegnato un bel po’ di cose in questa bella vacanza. Sicuramente quella più importante è che si può amare il rock in tutte le sue declinazioni, compreso ogni altro genere, senza però avere bisogno di mettersi una divisa e senza la necessità di considerare inferiori o diversi gli altri. Magari di sentirsi liberi di esercitare lo spirito critico, però senza mai cadere nella trappola dell’auto-ghettizzazione.

1 commento
Molti anni fà, circa 20 !, ero andato in ...
Tutta un'altra vita ;)P
SaluToneS
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio
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