Il cartellone del 06/07/2010 ha visto come protagonisti principali gli Skunk Anansie, Ben Harper and Relentless7 e i Pearl Jam come headliner.
Gli Skunk Anansie sono tornati insieme dopo anni di carriera solista della cantante Skin; l'energia è quella di vecchi tempi, con pezzi come "Selling Jesus", "Weak", "Cheap Honesty", "Twisted", "Hedonism", "Secretly" e la ultima hit "Because of you".
I suoni di ACE sono precisi e pesanti come un martello, alle sue spalle ho potuto vedere testate Koch (multitone?), casse Cornford e credo unità effetti digitech 2120 artist.
Ace ha alternato la sua fedele Gibson Les Paul Custom nera piena di adesivi, ad una PRS. Ottimi anche i suoni puliti, spesso arricchiti da phaser e chorus come nello stile del chitarrista inglese.

Arriva poi uno dei momenti più attesi che vede protagonisti Ben Harper and Relentless7. L'attesa e la curiosità dei fans sono notevoli, Ben dopo tanti anni di collaborazione con gli Innocent Criminals ha deciso di cambiare band, un cambiamento che ha suscitato non poche perplessità nei fans.
Anche io ero un po' scettico, invece Ben Harper ci ha regalato una straordinaria performance, iniziata con "Keep in Togheter", Ben siede con la fedele Asher lap steel, seguita da altri brani dell'ultimo album "White lies for dark times", come "Number with no name", "Lay There and Hate Me", "Up to you now", e la bellissima "Why must you always dress in black"; non mancano le cover come "Heartbreaker" dei Led Zeppelin e "Under Pressure", in cui Harper duetta alla grande con Eddie Vedder scatenando l'entusiasmo del pubblico. Interessante e coinvolgente versione di "Red House" in cui Harper dimostra di avere una ottima tecnica in continuo miglioramento alla slide guitar.
Il chitarrista Jason Mozersky ottiene grandi sonorità vintage oriented grazie a testate Hiwatt e Park, con chitarre gibson Les Paul Standard (sembrava una R9), Fender Telecaster Custom (gold), Gibson Firebird e SG 61 reissue.
Certo con questa nuova band Ben Harper ha virato verso sonorità decisamente rock, rock blues, hard rock e 70's, accantonando momentaneamente quelle sonorità blues, soul, reggae e gospel che lo hanno portato alla ribalta; Si conferma tuttavia un ottimo frontman e lo show è decisamente convincente.
Calano le tenebre sul parco San Giuliano di Mestre, le nuvole cariche dell'annunciata pioggia si allontanano e finalmente arriva il momento più atteso, quello dei Pearl Jam.
La band di Seattle inizia con Given to Fly, pezzo storico tratto da Yield, l'atmosfera si fa subito infuocata grazie all'alchimia che si riesce sempre ad instaurare fra questa band e il pubblico; i nostri propongono implacabilmente i grandi successi più amati dal pubblico, come "Corduroy", "Do The Evolution", "Elderly Woman..." "MFC" e "Red Mosquito", in cui Ben Harper rende il favore all'amico Vedder con grande performance sulla lap steel.
Non mancano brani come "Amongs the Waves", "The Fixer", "Got Some", e la dolcissima " Just Breathe", tratte dall'ultimo album "Backspacer" che il pubblico ha dimostrato di apprezzare; Ma sono i pezzi del primo album "Ten" a farla da padrone e ad infiammare il pubblico, come "Once", "Even flow", "Porch","Jeremy","Alive", e "Black", in cui il pubblico si sostituisce a Eddie nel finale rendendo l'atmosfera carica di tensione emotiva, mentre il frontman improvvisa vocalizzi come di consueto nel suo stile.
I suoni dei Pearl Jam sono molto 70'S oriented, Eddie ha usato la sua solita Telecaster con P90 al manico ed una Fender Stratocaster, come acustica invece una Martin, mi sembra 00015, comunque con il top in mogano.
Mike McCready e Stone Gossard hanno usato amplificatori Savage e Marshall, Fender Stratocaster e Telcaster vintage, come anche Gibson Les Paul (sembravano originali e non riedizioni), il '59 è l'anno preferito da McCready per le chitarre Fender e Gibson, tanto da esserselo fatto tatuare.
Con Keep On Rockin in The Free World di Neil Young (di cui i Pearl Jam si confermano i discepoli in campo rock) si conclude questo incredibile concerto, sul palco ci sono anche i Relentless7 a cui parte dei PJ affidano i propri strumenti in una jam session energica, davvero rock! Sul palco si vede anche Ben Harper che fa i cori, suona il cembalo, indossa ancora la bella T-Shirt con scritto "Io non me ne frego"; l'atmosfera è quella di una festa rock, la musica la fa da padrona, Eddie ringrazia, ammicca, saluta, beve vino e la band esce dalla scena.
I Pearl Jam hanno festeggiato i vent'anni di attività insieme, sono successe tante cose da quel 1990 in cui esplodeva il movimento Grunge a Seattle, un movimento culturale che ha cambiato i '90, le band che ne hanno fatto parte si sono sciolte, molti dei loro frontman o musicisti sono morti o si sono persi; i Pearl Jam hanno saputo evolversi, senza mai rinnegare le loro radici, senza mai svendersi al mercato, hanno continuato a sensibilizzare i fans su temi delicati come l'ecologia, la politica ecc...loro sono attualmente forse la band più credibile in territorio rock al mondo, più coerente, più amata.
Il Rock con la R maiuscola è vivo.

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