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MoogFest Italia 2009

MoogFest 2009. Roma - Auditorium Parco della Musica. Il trionfo degli oscillatori (…e non solo). L’idea era tanto semplice quanto irresistibile: fare anche in Italia un MoogFest, ovvero un concerto-tributo al genio di Bob Moog, con tutti gli artisti che, in un modo o nell’altro, hanno testimoniato e testimoniano l’importanza dell’inventore nel panorama musicale italiano.

A differenza delle edizioni americane, il “nostro” MoogFest è concentrato sull’impatto che Bob Moog ed i suoi strumenti hanno avuto presso i musicisti italiani. E qui il discorso si fa assai ampi: pochi nomi riuniscono fascinazione, affetto, assimilazione funzionale (il tutto per la parte, la parte per il tutto) come Moog. Il risultato, già in sede di progettazione, è stato un miscuglio di stili, strutture musicali, espressioni diverse accomunate dall’impiego fattivo delle classiche apparecchiature. Vintage e non.

La preparazione
Domenica 27 Settembre, convocazione alle 8.00 di mattina, teatro Sala Studio dell’Auditorium di Roma. Nonostante sia domenica, nonostante siano “solo” le otto di mattina, le maestranze che montano il palco sono già all’opera e, con le cattive maniere, si arriva ad una superficie di palco 10 x 6… detto così, sembra una cosa enorme, ma le previsioni si dimostreranno fin troppo ottimistiche.
Montato il grosso schermo per la proiezione, è il momento del puntamento luci; come è ovvio, vengono previste quattro postazioni fisse, lungo la periferia di palco, corrispondenti a pianoforte a coda, keyboard rig per gli Oxicrat, drum stage, modular rig del sottoscritto. Una volta montata tutta l’attrezzatura “fissa”, è il momento di accordare il pianoforte; sono le 13 e, sul più bello, arriva Claudio Simonetti con il suo quartetto Daemonia: come per miracolo, tutti i pezzi vanno al loro posto.

Timeless Sonic Factory
Il trio composto da Maurizio ErMan Mansueti, Luke Cirillo e Margoo ha una lunga frequentazione con la Moog discography, una sorta di electro cocktail lounge ed una grande ironia. TSF nasce nel Transistors Lab, l’atelier delle idee elaborate da Maurizio Mansueti. Armati di laptop, MicroKorg e theremin del band leader, i tre hanno offerto un prezioso mosaico sonoro ricco di allusivi richiami ad un trascorso sonoro cinetelevisivo di grande suggestione.

No
Tra gli alfieri indiscussi della drone music romana, Fabio Perletta e Matteo Meloni hanno messo in piedi una complessa struttura articolata su intere “praterie” di pedali controllate da una Fender e da un complesso sistema di segnali mandati in auto oscillazione. Il coraggio dimostrato (gestire una struttura potenzialmente instabile come quella composta da linee di feedback bipolare equivale a camminare in bilico sulla corda tesa…) è stato premiato dall’impatto sonoro che ha colpito il pubblico presente. Sicuramente, i fonici non erano preparati a tanto; del resto, l’aggressiva staticità del genere sembra fatta apposta per mettere in discussione conferme precedentemente acquisite…

VOV
Al secolo, Davide Arneodo dai Marlene Kuntz e Marta Mattalia, i due VOV hanno spremuto al massimo le capacità timbriche offerte dalla voce espressiva di Marta - nel complesso rapporto con l’altro “solista” del gruppo, il sintetizzatore - piacevolmente supportate da un ricco incastro ritmico/armonico prodotto da Davide con la sua chitarra acustica processata nel looper.

Beatrice Antolini & Andy
Accompagnata da Andy dei Bluvertigo (che abbiamo stuzzicato sulle possibilità di una futura ripresa del quartetto… sembra proprio che non se ne parli, sob), Beatrice Antolini ha presentato diversi brani del suo futuro lavoro discografico. La chanteuse si è gestita con notevole presenza tra stage piano, Moog Prodigy d’annata e percussioni; la voce e l’intelligenza dei testi hanno fatto il resto. Un’annotazione: forse per l’emozione, forse per una scaletta di interviste troppo candenzate, Beatrice è salita sul palco dimenticando in camerino i testi scritti… dopo qualche attimo di panico (mentre il sottoscritto s’intratteneva con Andy), tutto è tornato nei binari della sicurezza e l’esibizione è potuta partire. Da una parte Beatrice, dall’altra Andy, armato di vocoder Roland, Nord Lead (con un potente suono simil-theremin, a bilanciare il theremin vero, dipinto dallo stesso Andy), saxofono e CD per le basi.

Vincenzo Vasi & Etherguys
Vincenzo Vasi, Sabina Meyer e Matteo Ciminari sono tre personaggi che - se non ostacolati dalle classiche burocrazie italiote - possono fare un percorso artistico di primissimo livello. C’è tutto: perizia esecutiva (tanto con i tre theremin che con la voce), reciproco rispetto esecutivo, musicalità di prim’ordine, brani potenti. Dopo due brani a tre theremin - dove l’incastro ritmico e l’hoqueting tra le tre micro intonazioni hanno letteralmente staccato la testa al pubblico - è stato il momento da solo di Vincenzo: un duo tra voce e theremin che ha coperto l’intero range espressivo di questo fin troppo caratterizzabile strumento. Da notare che, oltre alla personalissima tecnica d’intonazione, Vincenzo sfrutta fino in fondo tutto il range di frequenze disponibili: dal battimento zero, raggiunto toccando la pitch antenna, fino giù giù al sub audio, dove il suono si scinde in singoli eventi ritmici.

Riccardo Fassi Analog Trio
Gran bel trio quello composto da Riccardo Fassi ai sintetizzatori, Marco Siniscalco al basso e Davide Pettirossi alla batteria! Il rapporto tra jazz e sintetizzatori è spesso sottovalutato, ma la natura espressiva dello strumento elettronico, unito al suo potenziale melodicamente rivoluzionario, ne fa una perfetta mistura in cui dosare perizia esecutiva, fraseggi articolati ed interazione con i parametri sensibili. Armato di Moog Modular System 15 e Minimoog D (le macchine più vecchie di tutto il MoogFest), Fassi ha sgranato un terzetto di brani che, per accuratezza e raffinatezza, hanno avuto un notevole riscontro di pubblico. Come dire: la classe non è acqua.

Enrico Cosimi
Eh, si! Perché questa volta, oltre all’onere delle presentazioni - di cui avremmo fatto volentieri a meno…- ci è toccato anche suonare, domando in tempo reale una parete di modulari analogici. Minimoog Voyager, cloni Moog DotCom, Grp A8, più una buona dose di Moogerfooger sono stati “strippati” in lungo e in largo per riprodurre i classici stilemi ritmici della Kosmische Musik tedesca: tre step sequencer in incastro ritmico/armonico, strutture di cross modulation esponenziale, spazializzazione a colpi di MuRF hanno caratterizzato una lunga cavalcata di schulziana memoria. Il tutto, con un occhio alla sveglia della nonna Letizia, per essere sicuro di non superare i 20 minuti assegnati…

Spirangle Oxycrat
Oxycrat è un progetto di Pierpaolo Caputo, in collaborazione con Leo Kopacin e Piero Vit; nonostante il poco tempo a disposizione, i tre musicisti hanno spiegato sul palco una complessa struttura basata su stretta interazione audio-video. Molto cerebrale come prodotto, al confine tra la glitch music e l’isolazionismo, l’opera del trio si è avvalsa di contributi video volutamente claustrofobici ed ha offerto una notevole potenza sonora. Oltre ad una quantità industriale di Moogerfoogers, Pierpaolo ha sfruttato una rara Moog Guitar, un Lemur Controller ed un Tenori-On.

Claudio Simonetti & Daemonia
In coincidenza con il decennale del suo quartetto, Claudio ha avuto buon gioco nel monopolizzare la fine della serata, galvanizzando il pubblico a colpi di Profondo Rosso. Tiro e potenza al confine tra Prog e Metal, scaletta che pescava a piene mani nel prestigioso repertorio di colonne sonore firmate per Dario Argento (oltre a Profondo Rosso, Phenomena, Suspiria, Tenebre, Opera… you name it!), coinvolgimento del pubblico con standing ovation e versione corale della ninna nanna diabolica. Little Phatty in bell’evidenza per il mitico “fischio” di Profondo Rosso: tweeters al limite della sopravvivenza.

Il primo MoogFest italiano si è chiuso con un trionfo; speriamo di avere presto una seconda edizione.

Dal nostro catalogo online

6 commenti

meraviglioso!

se avessi saputo di quest'evento ci sarei venuto! sono un fan accanito dei moog, se potessi mi comprerei tutta la fabbrica.. mi piace la modulazione del suono e sicuramente tutti questi gruppi che hanno suonato hanno dato ottima dimostrazione delle potenzialità dei moog. da qualche parte si può apprezzare il video o l'audio diq uesto evento? grazie

amare significa poco dolci

qualcosa dovrebbe es

qualcosa dovrebbe essere uscito su youtube, comunque c'erano due troupe (dico DUE), quindi è probabile che prima o poi...
a presto

Bello

Peccato non fossero presenti grandi esponenti della rock progressive italiana.
Almeno Vittorio Nocenzi un salto ce lo poteva fare!!! xD
Se si rifà il prossimo anno vengo a sentire il suono che ha stravolto il mio gusto musicale
Stratocaster (pickups Voodoo st 60 low)->Mxr Dynacomp->T-Rex Mudhoney->T-rex Alberta->Electro Harmonix MemoryMan-> Electro Harmonix HolyGrail->Acoustic G100T

eh eh, gli esponenti

eh eh, gli esponenti del prog ce li siamo persi per strada - per un motivo o per l'altro.
tanto per non fare pettegolezzi: con pagliuca, non si è trovato un accordo via management; premoli aveva dato l'adesione, ma alla fine ha preferito andare a dirigere un'orchestra di 24 elementi; nocenzi ha chiamato la sera di sabato alle nove dicendo che aveva 40 di febbre...

speriamo in meglio la prossima volta
enr

Mi dispiace

ma in fin dei conti meglio così, magari il prossim'anno vengo anche io e me li becco =)
Stratocaster (pickups Voodoo st 60 low)->Mxr Dynacomp->T-Rex Mudhoney->T-rex Alberta->Electro Harmonix MemoryMan-> Electro Harmonix HolyGrail->Acoustic G100T

avrei partecipato...

... molto volentieri se fossi venuto a conoscenza dell'evento

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