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Rolling Stones: ‘brutti, sporchi e cattivi’ o affaristi da pensionare?

Vorrei aggiungere le mie considerazioni personali all’articolo di Giuseppe Barbieri pubblicato su Chitarre di Luglio, secondo me ancora troppo ‘buono’ nei confronti della band. Prima i ricordi. Genova, Palazzo della Fiera 9 Aprile 1967. Brutti, sporchi e cattivi. I Rolling Stones si drogavano, i Beatles no! I Rolling Stones erano degli individui poco raccomandabili mentre i Beatles erano dei bravi ragazzi con il solo difetto di portare una “zazzera” non conforme ai dettami dell’epoca. I Beatles erano intonati mentre i Rolling erano sguaiati... insomma brutti, sporchi e cattivi.

Eppure 41 anni prima dell’uscita del film “Shine A Light” di Martin Scorsese ero lì pronto a perdere la mia verginità musicale ( non avevo mai visto un concerto fino a quel giorno) grazie a quegli energumeni che si chiamavano “Pietre Rotolanti”…il volume era assordante per le mie orecchie da teen-ager e sembrava quasi un “rumore” ( così lo chiamava mio padre quando entrava in camera mia mentre ascoltavo il giradischi) .

Avevo comprato un pacchetto di patatine fritte, non ricordo se per darmi un tono o perché avevo fame, e, nel momento in cui stavo infilando la mano dentro il sacchetto per prenderne una, il presentatore ( Silvio Noto per l’esattezza) urlò: “Signore e Signori i ROLLINSTONS!!!

Erano cinque e non avevo problemi a riconoscerli: Charlie alla batteria, Bill al basso, Keith alla chitarra, Brian (Brian Jones ebbene sì…c’era ancora lui all’epoca) all’altra chitarra e Mick a centropalco.

Sono rimasto con quella patatina fritta a mezz’aria e la bocca aperta per tutto il concerto, un manichino del reparto moda-bambini della Standa avrebbe avuto più espressioni ma io ero ipnotizzato, congelato, ibernato, trasportato altrove dalle note di quella band lercia che parlava di insoddisfazione giovanile, di esaurimenti nervosi e che incitava il pubblico femminile a passare la notte insieme a loro.

Le canzoni erano come quelle che si sentivano dall’altoparlante della mia fonovaligia ma l’esecuzione live le trasformava in un editto, un discorso alla popolazione mondiale…insomma, dovendo fare un paragone, il 45 giri ascoltato a casa aveva la valenza di un partita di pallone giocata all’uscita di scuola con le cartelle a fare i pali della porta mentre il concerto sembrava la partita del derby giocata allo stadio.

Mentre io rimanevo li, con la mia patatina fritta a metà percorso, gli altri urlavano in coro ( forse urlavo anch’io, non mi ricordo) , prima, dopo e durante ogni brano e l’orecchio cercava di eliminare quelle frequenze per poter capire almeno di che canzone si trattasse ma il grido rimaneva incollato ad ogni canzone come il fruscio dei 78 giri di Robert Johnson è parte integrante di ogni suo blues.

Brutti, sporchi e cattivi: i Rolling amavano il blues e amavano Robert Johnson, soprattutto Keef, e lo urlavano a tutto il mondo… i Beatles amavano il blues ma non lo dicevano in giro e lo suonavano di nascosto solo quando…si drogavano ma anche questo non lo dicevano o facevano in modo che non si sapesse perché loro erano dei bravi ragazzi…non come Jagger & Richards…loro erano Lennon & McCartney.

Keith Richards oggi sembra il padre di E.T. ma i miei calli (chitarristici) hanno cominciato a consolidarsi sugli accordi di “Satisfaction” o di “Lady Jane” mentre “Love In Vain” ha fatto crescere in me la curiosità di sapere esattamente da dove venissero quelle note strazianti ( molti anni dopo arrivò la risposta esatta: 20 Giugno 1937 Dallas, Texas).

Brian Jones avrebbe lasciato tanto il gruppo quanto questo pianeta due anni dopo ma avrebbe lasciato in me per sempre la curiosità di sperimentare nuovi strumenti, nuove accordature ed anche una profonda avversione per le…piscine!

Non avevo mai pensato che avrei potuto occuparmi di musica, da grande, ma quel giorno non riuscivo proprio a pensare: ero solamente felice di essere lì con un sacchetto di patatine fritte in mano, le orecchie che fischiavano, il pubblico che urlava e quei cinque energumeni che si dimenavano sul palco o magari era Mick che lo faceva anche per gli altri quattro e soprattutto ero totalmente all’oscuro del fatto che molti anni dopo sarei salito su quel palco con una chitarra a tracolla ogniqualvolta l’artista con cui stavo suonando avesse deciso di esibirsi a Genova ma anche se una fattucchiera me lo avesse predetto io non le avrei creduto…a me piacevano i Beatles!

Post Scriptum, ovvero qualche decennio più tardi:

Chi è senza peccato scagli la prima pietra (rotolante)!

Se c’è un rammarico o un appunto da fare è che dopo “Black and Blue” non è successo più niente.

Se “Exile On Main Street” ci aveva fatto navigare nelle acque fangose del Delta, “Black And Blue”, dal canto suo, aveva messo lo smoking al blues ma andava ancora bene, ci si poteva ancora stare ma dopo cosa è successo? Più o meno niente! La formula vincente è stata ripetuta fino alla nausea e il marchio Jagger & Richards, una garanzia per il rock mondiale, ha cominciato ad assomigliare a quello di una distilleria…di successi rock…dejà vu.

Abbiamo dovuto seguire le carriere soliste di Jagger e di Richards per trovare qualche “pietra” estratta dalla stessa miniera da cui erano spuntate gemme come “Satisfaction” o “Honky Tonk Women” ma sotto il marchio “Rolling Stones” solo fotocopie sbiadite e brani copia-incolla.

Con gli Stones bisogna anche affrontare un problema che il rock, a causa della moria dei suoi interpreti, si è posto raramente: “fino a che età si può stare su un palco a suonare e cantare rock prima che il tutto diventi “grottesco”?

Questo problema potrebbe essere aggirato limitando il lavoro alle produzioni in studio e magari la qualità discografica ne avrebbe un sicuro giovamento ma sembra che la macchina “Stones” non possa fermarsi e che le icone, per quanto malconce, debbano essere portate in giro per il mondo ad uso e consumo di nuove platee deliranti.

Forse in questo periodo storico, in cui la pensione sembra essere un miraggio che continua a spostarsi sempre più in là, è quasi inutile parlare di “pre-pensionamento” anche per rock star del calibro degli Stones?

Forse Jagger & Co. sono come gli squali che non possono fermarsi? Forse gli interessi sono così alti da non coincidere più con gli intenti musicali?

Lungi da me l’idea di interrompere il cammino delle “Pietre Rotolanti” ma io ho sempre immaginato i “Glimmer Twins” davanti ad un giradischi intenti a cercare un segnale tra i solchi dei dischi di Chuck Berry, Muddy Waters e Robert Johnson mentre oggi ho il vago sospetto che l’unica fonte di eccitazione del duo consista nel cercare un segnale…nell’andamento delle quotazioni di borsa.

Marco Manusso

21 commenti

idem

Stessa sensazione...autocelebrazione compiaciuta fino alla noia dopo aver visto shine a light!
ps a me piacciono i beatles! Ma anche gli stones, who, kinks etc etc ;)
g

Mi sono visto 3 concerti...

...in 2 anni. Più ovviamente shine a light.
Per me possono continuare fino alla morte, a innovare devono pensarci i giovani, svegliamoci, siamo NOI a dover innovare, inutile aspettare che Keith Richards si risvegli la mattina, torni ad avere il cervello di quando aveva 20 anni e sforni un'altra Brown Sugar o Satisfaction.
Credo che questo sia il vero vivere malamente nel passato...

Ciao

Re: Mi sono visto 3 concerti...

Grande BadMirror, sono perfettamente d'accordo! ;)

I wanna rock and roll all night and party every day!

Re: Mi sono visto 3 concerti...

Io ero a s.siro. Condivido il discorso dell'innovazione, ma l'impressione, a mio avviso, è che ultimamente la spinta a continuare arrivi dal bisogno di una pensione dorata. Hanno fatto la storia, hanno una longevità e grinta invidiabile, perchè inflazionarsi così?
g

Re: Mi sono visto 3 concerti...

Pensa un attimo a quanto possa fruttare un catalogo come quello dei Rolling Stones.

Pensa a quanta musica hanno ancora in archivio! Pensa cosa potrebbero guadagnare da una operazione tipo le bootleg series di Dylan. Pensa che fra quelli degli anni 70 hanno pubblicato solo un live del 76, vale a dire non esiste un live ufficiale di dischi come Sticky Fingers, Exile, Goats' head soup e Some Girls ... E di ogni singolo concerto (dicono) esista un soundboard.

Ora dimmi se quello della pensione possa essere, per loro, un problema?

La verità è che dopo quasi mezzo secolo di vita sui palchi in giro per il mondo, questi sono la loro seconda casa e il ritmo del tour è il ritmo della loro vita. E a loro sta bene che continui così.

Oggi generi come il blues e il jazz sono considerti "colti" e in quanto tali abbastanza dignitosi per essere suonati anche da delle vecchie carampe. Ma non bisogna dimenticarsi che al tempo erano generi di rottura quanto lo è stato il rock and roll una generazione o due dopo.

Diamo tempo al tempo. Fra un pò sarà normale vedere suonare un Van Halen ottantenne quanto lo è ora vedere BB king.

C

Vivi al massimo muori giovane e lascia un bel cadavere...

Questo era uno dei comandamenti del rock.
In effetti sono vecchi ... ma io sono stato molto contento di averli visti a S.Siro.
Ho patito un caldo atroce, pagato salato, ma chi può permettersi uno show così oggi?

Il problema non è che loro continuino a suonare, io credo che anche B.B. King o Eric Clapton andranno avanti a suonare finchè la salute glielo permetterà e io ne sarò felice.

Il problema è dopo di loro chi porterà avanti il rock o il blues, chi varrà la pena di andare a vedere?
Ho ingoiato un plettro di Keith Richards da piccolo....e non è ancora uscito!
http://www.youtube.com/goodboy65

Pensione?

beh...saranno anche sessantenni suonati,saranno anche "grotteschi" e autocompiaciuti, ma...ben vengano,no dico ma il panorama musicale odierno cosa propone di meglio...quasi 50 anni dopo che hanno iniziato loro?
Spero che continuino a suonare e a fare concerti anche dalla sedia a rotelle ;-)
"Well, they say time loves a hero
But only time will tell
If he's real, he's a legend from heaven
If he ain't he's a mouthpiece from hell"

Lunga vita

Li ho visti a San Siro, ho visto "Shine a light".

Dinosauri? Sì. Patetici? Mai. In realtà, mai.

Sono ancora, in assoluto, nella loro immobilità, la più grande rock band ancora in attività.
Ciò che è incredibile, al limite dell'imbarazzante, è la naturalezza con la quale suonano "quel" suono. C'è un momento del film, verso l'inizio, che stanno scaldandosi le mani in sala prove. Si respira uno spessore, una potenza intrinseca nelle mani di quelle quattro mummie che suonano quattro note, che commuove.
Vecchi, autocompiaciuti? Non vi dico "provateci voi", che già non ce la fareste/faremmo MAI.
Vi dico: inventate il rock moderno quarant'anni fa, fate una vita di eccessi, e dopo quarant'anni salite su quel palco e suonate, "quei" pezzi in "quel" modo.

Ancora insuperati. E nel frattempo, cosa c'è stato dello stesso valore? E cosa sta ancora in tour?

Sono daccordo con pe

Sono daccordo con pearly gates, dopo di loro purtroppo penso che nessuno sarà più in grado di urlare il blues(perchè alla fine è di questo che si tratta)con tanta intensità e autorelevolezza,stesso discorso e anche di più per B.B king,Clapton,Buddy guy.

Innanzitutto....

...... complimenti per la "riflessione", gradevolissima e scritta in un ottimo italiano.
Da parte mia, non posso non unirmi al coro dei "teniamoceli belli stretti".
Il panorama musicale ahimè,(IMHO), non offre riferimenti musicali come la società Keith & Mick, e questo da parecchi annetti ormai.
Questi giovincelli continuano a emozionare con la loro carica emotiva migliaia di persone tra generazioni old e new.
La naturalezza e il senso del palco che hanno loro quando suonano, non si costruiscono a tavolino, ma si formano e si alimentano dalle tante volte che le loro suole calpestano lo stage.
Quindi, che continuino pure a rotolare queste pietre, e se ci guadagnano (eccome se ci guadagnano), preferisco che i quattrini se li mettano in tasca loro piuttosto che i Tokio Hotel (ammesso che si scriva così) !

Goodbye Glen !
Carlo (Grappero forever)

posso dire di avere visto gli Stones...

secondo me è chiaro che non hanno piu niente di innovativo.. ma io dico la mia: io dagli Stones non vorrei niente di innovativo voglio solo quei fantastici riff e quel tiro che li ha resi unici.. non mi piace l'idea che possano fare qualcosa di diverso e averli sentiti nel 2006 per me è stato un onore!!

Come dice guistamente BadMirror siamo "noi" a doverci innovare, loro hanno innavato la musica 40 anni fa... non possono mica fare tutto loro..!!

In casa mia è da 20 anni che almeno una volta alla settimana sento partire quel riff di telecaster di Brown Sugar e mi fa ancora venire i brividi e mi mette una carica che nessuno riesce a darmi...è stata la mia ninna nanna da bambino..

Forse entrambi...

Adoro gli Stones ma non posso fare a meno che avallare la tesi di chi scrive l'articolo, non scrivono un pezzo degno di nota dalla metà degli anni '70 (ed è un termine abbastanza generoso).


...and in the end, the love you take is equal to the love you make...

Alcuni miti da sfatare

I Rolling Stones non sono grandi innovatori, non lo sono mai stati nè hanno avuto la pretesa di esserlo. Hendrix lo era assolutamente. In certa misura lo erano anche i Beatles, o i Cream. Ma non gli Stones.

Certo però non li definirei ripetitivi. Some Girls, Emotional Rescue, Undercover e Dirty Work, l'ultimo disco composto con la logica e le costrizioni dell'LP - sono la negazione di qualsiasi formula. Tattoo you merita un discorso a parte perchè è composto da pezzi composti in varie sessioni dal 76 all'81 e riarrangiati per l'occorrenza). In questo periodo gli Stones han suonato di tutto, blues, funk, reggea, disco, punk, ballate ecc. ecc. Il suono stesso è rimasto in continua evoluzione, come la ricerca di un timbro sempre più definitivo.

Live hanno fissato le regole del gioco, rendendo le esibizioni dal vivo un spettacolo globale, non solo musicale. Nel 76 Jagger voleva gli elefanti sul palco!!!

La produzione nell'era digitale si dirada, ma, ancora, Steel Wheels, Voodoo Lounge, e Bigger Bang sono tutti molto diversi fra di loro. Questo ovviamente, a voler vedere solo quanto pubblicato con l'etichetta Stones. I dischi da solista di Jagger, Richards, Wood dimostrano tutti una vitalità ancora incredibile. Prendi Keith, i suoi Winos, le collaborazioni, il sublime reggea tradizionale di Wingless Angles!

Fermarsi però alla forma, ad una canzone piuttosto che ad un'altra, alla pubblicazioni, vuol dire perdere di vista la vera essenza di questo gruppo, che è la forza della musica, quale essa sia, suonata da Jagger, Richards e Watts (gli altri tutti fondamentali, ma tutti sostituibili).

Fra il 2003 e il 2007 ho visto 11 concerti degli Stones, ovunque in Europa fino al mitico Garden di NY: questa forza è rimasta intatta. Non ha età. Muove le chiappe di Jagger, trattiene la bacchetta di Watts, tiene in vita Richards. Scorsese l'ha messa su pellicola, ma "the real thing" è ancora qualcosa di irripetibile.

C'è una breve sequenza nel prologo del concerto di Rio nell'ultima uscita DVD dove vedi gli stones, consumati artisti, sulla scena da più di 40 anni, ancora entusiatsti, increduli di fronte allo spettacolo di copacabana gremita da oltre un milione di persone!

C

Re: Alcuni miti da sfatare

Bravo! mi dimenticavo: Rio deJaneiro.... vabbè che era gratis... ma chi riesce a radunare una folla così??? "..Meditate gente, meditate" o siamo una miriade di imbecillli che riempiono spiagge e stadi al'inverosimile oppure qualcosa c'è ancora nonostante gli anni o in ogni modo non c'è nientenelle nuove leve di così potente da catalizzare l'interesse di milioni di persone (Una lacrima mi solca il viso pensando ai miei amati Queen,con Freddie Mercury ovviamente).

P.S.
Al Palazzetto vicino a S.Siro negli anni '80, all'unico concerto mai fatto in Italia dei Queen, io c'ero.
Ho ingoiato un plettro di Keith Richards da piccolo....e non è ancora uscito!
http://www.youtube.com/goodboy65

a rolling stone gather no moss!

ascolto gli stones da quando ho 14 anni, la loro musica ha accompagnato la mia vita, non passa giorno che non rivolga un pensiero a loro, se suono (va beh dai, ci tento!) una telecaster a 5 corde la colpa è di keith richards. ho dischi, bootlegs, dvd, ho girato il mondo per assistere ai loro concerti ... mai dico mai mi sono sentito deluso da questo amore.
grotteschi? può sembrare. solo per soldi? anche. squali? lo sono sempre stati. e allora?
allora prendo a bigger bang, del 2005, e metto su back of my hand e so che anche loro ascoltano muddy waters. o prendo shine a light e metto su you got the silver e so che anche loro ascoltano fred mississippi mc dowell. o prendo ... e GODO!
colditaliapizza

Marco, un bellissimo

Marco, un bellissimo articolo.
Capisco che chi li abbia visti nel pieno del fulgore come te nel 1967, possa avere qualche avversione verso gli Stones attuali, dediti al capitalismo sfrenato che genera in film che non dicono nulla proprio come Shine a Light.
Ma è innegabile che gli Stones sono il Rock, non ci sono altre parole.
Un giorno un giornalista quarantenne chiese a Keith cosa sarebbe stato il suo mondo senza i Rolling Stones e Keith gli rispose:"Lo chiedo a te che da quando sei al mondo ha sempre visto il Sole,la Luna ed i Rolling Stones".

Sici

Non siamo mai contenti

Ho 55 anni. Ho visto molti concerti di gruppi e artisti rock quando erano giovani ed emergenti, e li ho rivisti tanti anni dopo, quasi sempre (forse sempre) in formazioni rimaneggiate.
A volte ho assistito a operazioni squallidamente solo nostalgiche, con parassiti che sfruttavano nomi di band gloriose per illudere la gente di trovarsi di fronte a chi aveva fatto la storia del rock degli anni '60, '70 ed '80.
A volte ho invece assistito a concerti veri, di artisti veri che continuano a dare quello che hanno dentro, che fanno la loro musica, e tirano fuori la loro anima.

A mio avviso i Rolling Stones fanno parte della seconda categoria.

Ai loro concerti - a distanza di anni - ho provato le stesse sensazioni, ho avvertito la stessa forza, le stesse emozioni.
Jagger è la stessa bestia di sempre, inarrivabile; e se lo apprezzavamo quando aveva vent'anni dovremmo apprezzarlo anche ora che ha passato i sessanta e che non vive di rendita, ma tira fuori la stessa carica di sempre.

I Rolling si ripetono? Loro sono così. Dovrebbero forse snaturarsi per compiacere le platee? Prostituirsi alle mode del momento? Non sarebbe una cosa da "brutti sporchi e cattivi", non sarebbe una cosa da Rolling Stones. Quella si che sarebbe una cosa commerciale.
Capirei qualcuno che dicesse: "Jagger non ha più voce nè energia, Richard non sa più ricreare quel sound, gli Stones sono la brutta copia di se stessi". Ma a me non è parso così. Anzi... E fra le tante critiche non ne ho letta una che dica queste cose.
Se vai a sentire gli Stones sai cosa ti aspetta, e allora perchè criticarlo negativamente?
Danno ancora le stesse emozioni, suonano la loro musica con la stessa intensità di sempre, perché non dovrebberlo farlo?

Non hanno più scritto pezzi come Satisfaction o Brown Sugar?
Beh, capolavori così non se ne scrivono all'infinito, non vi pare? In tutti gli artisti la vena prima o poi si affievolisce.
Ma Dante è Dante anche se non ha scritto una seconda Divina Commedia.

bello!!!!!!!!!!!

Bellissimo! finalmente! E' uscito un numero di "Chitarre" come dico io!
Non c' e' neanche stato bisogno di sfogliarlo, l' ho preso a scatola chiusa non appena ho visto che si parlava dei Rolling!
Anzi! Non vedo l' ora che arrivi il numero del mese prossimo in cui ci sara' un lungo articolo su Marknopfler.
Per ora accontentiamoci dei suoi riff e lick, nell' apposita rubrica...
Poi c' e' pure guitar Club che questo mese ha fatto faville, e non solo per l' articolo su Mark!
Ma che....hanno letto le mie lamentele dell' altra volta? ahaha!!!

A proposito, non te la prendetre Gigi (Cifarelli)! ho letto la tua accorata filippica sul giornale (GClub) ma cosa vuoi farci?
E' cosi' che va il mondo, sara' sempre cosi' e nulla puo' essere cambiato.
Forse con il tempo, chissa'...ma cosi' e' molto piu' divertente non trovi? Anche a me piace moltissimo qualsiasissimo genere di chitarra e di musica ma dammi retta, per sentirmi felice mi e' sufficiente ascoltare tutto il giorno , che so...gli 883, o una canzone di Marknopfler( sempre la stessa...) o una di Celentano, o di Lucio Battisti (magari un intero album, sempre lo stesso).
Magari quando mi faccio la barba o quando mi faccio la doccia (se me la faccio, ahahah!).

Non vorrai che ascolti Jazz , o metal o rock-blues o shredd guitar tutto il giorno, vero? Sai che noia, eheheh...
brucelucio

Innovare

Loro la loro bella e grossa innovazione l'hanno fatta. Non e' vero che non sono stati innovativi. Io c'ero gia' dall'inizio e posso testimoniare che la percezione di innovazione che veniva dalla musica degli stones a noi teenagers era enorme, ben piu alta di quella che arrivava da ogni altro gruppo dell'epoca. Certo, si rifacevano al blues, ma e' come dire che Canova usava lo stesso marmo di MIchelangelo. E poi noi cosa ne sapevamo del blues prima dgli Stones? Adesso ha ragione chi dice che non tocca a loro innovare. Sarebbe come chiedere a Raffaello di dipingere un quadro cubista. Tocca ai giovani innovare. Raffaello la sua parte l'ha fatta, e l'ha fatta alla grandissima. Dovevate esserci quando per la prima volta si e' sentito uscire dalla radio l'intro di Satisfaction.
Per me Satisfaction e' la tavolozza base del rock, dentro c'e' tutto quello che in seguito e' stato utilizzato da tutti: il portamento, l'intenzione, l'appoggio, il sound, il tiro, la voce, il testo (da non sottovalutare), il mixaggio (strumenti e voce sullo stesso piano).........credo che meriti un posto nella navicella spziale a cui affidare i gioelli dell'umanita' terrestre.
E poi perche' andare in pensione? Loro si divertono, noi pure, qual'e' il problema?

Roberto Oggionni

Quando si parla di rock.

Quando si parla di rock c'è un solo nome che mi viene in mente per sintetizzare tutto, gli Stones. Non mi piace neanche un pò come suonano blues, anche se è da lì che vengono e lo hanno stravolto e usato in molte delle sue forme, ma solo se lo fanno a modo loro. Se suonano il più canonico dei giri a 12 battute mi stancano dopo 4 secondi.

Proprio recentemente vedevo il concerto di Rio, e sentire "quella" sequenza di canzoni e pensare che erano tutte loro, mi ha fatto venire i brividi, che band! Li ho visti anni fa e mi hanno ucciso, non finirò mai di chiedermi come suonerebbero dentro uno dei locali in cui vivo da anni, cioè so che suonerebbero alla grande, ma vorrei sentirli. Per fare un paragone con quello che ascolto sempre...

Comunque lunga vita al rock e agli Stones.

E grande Manusso, bellissimo il racconto di quella giornata, che invidia...

www.danielebazzani.com

E comunque Keith...

ha l'artrosi e non riesce più a suonare la chitarra!

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