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In viaggio coi New Trolls - Senza orario, senza bandiera

In viaggio coi New Trolls - Senza orario, senza bandieraNon sono certo il primo, se ne sono già accorti in molti.

Nel caso – sai, alle volte l’età… - qualcuno si fosse distratto, nell’anno che abbiamo appena battezzato si festeggerà il quarantennale del celebratissimo (e a volte a sproposito..) ’68. Non è questa la sede più idonea per discutere se quello e gli anni che l'hanno preceduto e seguito furono splendidi o semplicemente sopravvalutati, piuttosto vale la pena di dare un’occhiata a quello che la musica riuscì a combinare in quei giorni mai troppo rimpianti. A questo scopo è il caso che, innanzitutto, diate uno sguardo allo splendido articolo che Lauro AlecB scrisse tempo fa (lo troverete qui): ci sentirete l’essenza di quegli anni, il dolore e la speranza, la forza dirompente della fantasia e della creatività. Fatto? Ok, allora torniamo a noi...

Bene, nel 1968 mi capitò di avere dieci anni...

foto 1

Non era responsabilità mia, d’accordo, come nemmeno mia era la colpa se il ricordo della musica “ufficiale” di allora si perde tra i fiori di S.Remo, le Nillepizzi e i ritornelli gorgheggianti orrende rime baciate tipo cuore-amore-dolore e via così.

Altrove (magari nelle orecchie di chi aveva sedicianni ed ormoni in trambusto…) invece si ascoltava musica che aveva voglia di essere diversa e provava a raccontare di storie stravaganti e di gente mai vista, si cantava il gusto della scoperta che il mondo, forse, non era così uguale e monotono come poteva sembrare.

Bastava mettersi in marcia, camminare abbastanza da non aver voglia di voltarsi indietro e cominciare a guardare, per poi non avere più il coraggio di smettere.

E proprio allora, nel lontano e vicino 1968, uscì un album che sapeva di buono, un vinile che raccontava in una decina di piccoli brani quanto lunga potesse essere la ricerca e la voglia di continuare a cercare.

Sulla copertina il disegno un po’ kitsch di un clown con le lacrime agli occhi e le mani giunte ed un titolo: “New Trolls – Senza orario, senza bandiera”.

Chissà se chi lo vide allora riuscì a comprendere quanta poesia era racchiusa in quel disco, quanta novità era rappresentata da una manciata di versi musicati da un gruppo di ragazzi genovesi.

Quando anch’io lo scoprii, non compresi subito perché quel disco fosse così pieno di fascino acerbo e sincero: solo adesso, dopo tanti anni, adesso che anch’io scrivo le mie piccole storie, me ne rendo conto. Le cronache sono le stesse, maturate in tanti anni di incontri (o di sogni, che forse differenza non ce n’è), di dolori piccoli e devastanti, di speranze che aspettano ancora oggi una risposta.

E’ forse il capostipite dei concept-album, il modo di scrivere canzoni legate tra loro e tenute insieme da un filo logico che mantiene viva la narrazione brano dopo brano, idea dopo idea.

Il fatto di essere un concept-album, di avere una struttura innovativa con una serie di storie – piccole perle – che si legano tra loro con basi musicali che le annodano, la collaborazione ai testi di DeAndrè, tutte queste cose fanno pensare ad un altro grande lavoro di commistione tra poesia e musica che vedrà la luce in quel periodo: tre anni dopo, nel 1971, esce “Non al denaro non all'amore né al cielo” di Faber, tratto dall’ “Antologia di Spoon River” di E.L.Masters.

foto 2

La maturazione dei tempi, la sensibilità di DeAndrè e l’indubbia singolarità del testo originale ne fanno un caposaldo della musica d’autore, al quale comunque l’album dei New Trolls sembra aver fornito uno spunto più che valido.

Se infatti le liriche di Masters sono, in alcuni casi, cupe e pessimiste, nei testi dell’album si respira invece una speranza e una voglia di andare oltre il comune sentire di quegli anni.

I testi del poeta Mannerini, levigati e smussati della loro originale rudezza dalla vena poetica di DeAndrè in modo da renderli adatti ad accettare la musica che li accompagna, raccontano di personaggi marginali, tanto piccoli da essere invisibili a chi non sa guardare con i giusti occhi, da chi non ha il coraggio di andare un po’ più in là del comune buon senso che tiene a bada la voglia di conoscere, che tiene ben serrate le finestre dell’immaginazione.

Il profumo di una vita in tumulto e il coraggio di dire "Ho veduto" ... Il timido Tom Flaherty, che non riesce a confessare ad una donna il proprio amore .... padre O’Brien, che reclama non guerra ma attenzione per gli umili e gli sconfitti ... Il William di “Vorrei comprare una strada”, che sogna l’impossibile tra le vie luminose e superficiali di New York .... il marine Joe, che racconta come, pur in mezzo ad una delle più sporche guerre del ’900, ci possa essere lo spazio per il cuore.

E poi ancora l’amore, più dei soldi perduti ai dadi “Al bar dell’angolo”, che tiene in piedi la vita di un uomo .... i sogni un po’ ingenui per il futuro di un “Duemila” che comunque arriverà .... la bicicletta che Irish chiede a Dio per divorare le trenta miglia che lo separano dalla sua Ester.... il racconto della languida stupidità di una donna, “Susy Forrester”, che vedrà passare il suo tempo contemplando la sua giovane bellezza in uno specchio…

Queste le storie che, tra il minimalismo e il rimpianto, popolano i solchi del vecchio vinile.

Per meglio comprendere, riporto un estratto delle note di copertina con cui Cesare G. Romana, giornalista e amico di vecchia data di DeAndrè, presentava l’album in uscita:

foto 3“L'Uomo che va alla ricerca di se stesso, della propria realtà e della propria storia, è il protagonista del "viaggio" che Fabrizio De André e i "New Trolls" ci raccontano in questo microsolco. Nulla è lasciato al caso, in questo pellegrinaggio che conduce un nostro simile alla scoperta del Mondo: ogni incontro, ogni pagina di questa storia è una tessera di un mosaico che coglie i diversi eppur concomitanti aspetti della natura umana, della sua quotidiana epopea. Nel tempo stesso - la contraddizione è solo apparente - nessun rigore di causalità lega questo vagabondaggio che non ha programmi, se non di cercare ovunque "il dolore / la gioia dell' Uomo". Senza schemi fissi, senza preconcetti ideologici: appunto "senza orario, senza bandiera". Direi che, al fondo di questo disco, vi sia soprattutto il gioco emozionante di una continua scoperta della Vita, l'entusiasmo di chi va costruendo se stesso attraverso una serrata trafila di esperienze: "Andrò ancora e se tornerò / sarò senz'altro migliore". Questo a grandi linee, il contenuto dei testi che De André ha composto traendoli da alcune liriche del poeta genovese Riccardo Mannerini, e a cui i "New Trolls" hanno aggiunto il fervore trascinante delle loro musiche, ricche di colore e di forza espressiva.” Da ultimo, oltre ad un caldo invito all’ascolto, vi lascio il testo completo dell’ultima canzone, “Andrò Ancora”.

E’ la summa di tutto l’album, la fine di un percorso di chi, assorbite le percezioni di una conoscenza inebriante proprio perché inusuale, non accetta di fermarsi pur dopo aver imparato tanto dalla vita ma si rimette in gioco sapendo che in qualche posto nel mondo c’è ancora chi ha bisogno dell’aiuto che può portare.

E’ un testo di una semplicità quasi commovente e denuncia tutta l’ingenuità di quegli anni pieni di scoperte fatte ad occhi spalancati.

Tempi distanti anni luce da oggi e, in fondo, se non abbiamo avuto la sensibilità necessaria per conservare con cura quella tenerezza, non possiamo fare altro, noi che c’eravamo, che prenderci la nostra parte di colpa.

Colpa che nessuna celebrazione sessantottina, per quanto monumentale e sfarzosa, sarà in grado di lavare…

foto 4Andrò ancora

Andrò ancora per le strade del mondo con occhi sinceri Cercherò ovunque il dolore, la gioia dell'uomo Conterò le lacrime amare di chi soffre I sorrisi di chi attende con mani protese in avanti Andrò ancora senza un orario, senza bandiera Mi chinerò su malati e fontane, su volti di bimbi Camminerò tra sporcizia e danaro senza fermarmi Andrò ancora e quando tornerò sarò più vecchio e migliore Non sarò mai né triste né stanco Andrò ancora e se tornerò sarò senz'altro migliore Andrò ancora per le strade del mondo potete contarci.

Track list (durata 28.31)

  1. Ho veduto
  2. Vorrei comprare una strada
  3. Signore, io sono Irish
  4. Susy Forrester
  5. Al bar dell’angolo
  6. Duemila
  7. Ti ricordi, Joe
  8. Padre O’Brien
  9. Tom Flaherty
  10. Andrò ancora

Ciao,

Paolino Moonlite

33 commenti

ma allora tu e LAuro fate davvero apposta

Ho il disco in questa stanza (al momento, l'unico che ho portato giù dalla soffitta). E mi fa piacere l'diea che mi sia servito per il collaudo della nuova cinghia del vecchio giradischi.
Non dico altro e lascio la paola ( un accidente: lascio la PAROLA) in primis a quanti vorramno acoltare Senza Orario Senza Bandiera per la prima volta. " .. di pianeti lontani, arrampicati su antichi soli")
camp

p.s.1 Alec: grazie ancora per l'aiuto quando mi serviva una delle canzoni del disco ma il giradischi faceva i capricci.

p.s. 2: ma chi cavolo è questa Paola? Boh...

Post Scriptum vero

Oltre ai complimenti ed ai ringraziamenti al Moonlite per questo suo articolo che è gratificante leggere, a proposito del disco e dei New troll vorrei fare solo una piccola osservazione che forse sembrerà collaterale. Ogni volta che ripenso o ascolto questo LP che secondo gli standard dei debutti odierni dovrebbe a mio avviso essere considerato un capolavoro, mi viene da pensare che all'epoca lo giudicai semplicemente un "Bel disco", perfettamente calato in un contesto nel quale i riferimenti e gli esempi esteri (pop-rock, progressive ecc) erano tali da costituire uno stimolo per chi volesse fare qualcosa che non fosse roba infima, stra-commerciale o copiata pari pari. In poche parole, molti gruppi ed artisti varii dell'epoca, ad eccezione dei Velleitari puri, (che peraltro son sempre esistiti e sempre esisteranno) erano semplicemente più maturi di quelli odierni ed avevano maggior senso del decoro. Questo disco ne è una bella testimonainza..

un album di culto!

..ma che bello trovare la recensione su accordo di questo album! C'erano i semi libertari del '68 e l'ellepì era solo apparentemente 'retrò'...Quella sua quasi ingenuità mista a certezza non l'ha fai fatto invecchiare. Si è conservato nella sua integrità e il tempo non l'ha scalfito. Certo, allora, ero lanciato verso la west coast con Crosby, Airplane, Dead, e il British, ma lui c'era sempre e non si imbarazzava al confronto. Merito di DeAndrè, Mannerini e dei New Trolls, un gruppo che avrebbe potuto dare moltissimo, ma purtroppo si è arenato troppo presto. In parallelo a questo Album consiglio lo stupendo libro di Guido Harari "Una Goccia Di Splendore" - Rizzoli - Un' autobiografia per parole e immagini attraverso le illuminate parole di Fabrizio DeAndré. Sono quei 'libri' che cambiano un po' la vita. Leggere per credere.

www.notforsale-band.it

Re:un album di culto!

"un gruppo che avrebbe potuto dare moltissimo"

Qualche anno fa ho avuto modo di scambiare quattro chiacchere con Vittorio DeScalzi e lui stesso mi diceva di considerare la produzione del gruppo "buona" non oltre i primi anni '70...
Poi purtroppo, pur continuando a sfornare pezzi godibili, la necessità di rimanere, anche discograficamente, a certi livelli, li ha portati ad accettare compromessi che hanno di fatto deluso le aspettative che si erano create.
Rimangono comunque una delle realtà più genuine e, di fatto, meno considerate del panorama musicale italiano degli ultimi 40 anni.

Ciao e grazie per il tuo contributo.
Paolo

Re:un album di culto!

Sinceramente, non capivo all'epoca perchè i nostri amici o fratelli, sorelle maggiori avessero il culto di quell' album.
Però quando raggiunta l'età della ragione passavamo interi pomeriggi a rivoltare il vinile sul giradischi, tra un disco dei Black Sabbath e uno degli Yes, spuntava sempre questo...
Ed in religioso silenzio, mano nella mano con la fidanzatina di turno, non riuscivamo mai a toglierlo fino alla fine...
Bella recensione, e gran bel disco: ottima idea anche il link all'articolo del Laurone...
Era necessario introdurre anche l'epoca con i fatti di cronaca.
Ci sono altre puntate ?

Re:un album di culto!

"Ci sono altre puntate ? "

Che fai, provochi? :-))
Diciamo che c'è l'idea di pubblicare, nell'arco di tutto quest'anno, una serie di articoli dedicati agli album usciti o concepiti in quell'anno, a suo modo, magico.
Se ce la facciamo, proveremo a mantenere una cadenza mensile in modo da fare una piccola rassegna per chi volesse saperne di più o semplicemente riandare a quei tempi con un po' di sana nostalgia.

E non dire che non lo sapevi...;-))
Paolo

Re:Post Scriptum vero

"dovrebbe a mio avviso essere considerato un capolavoro"

Quello che dici è molto vero, anche se a parziale scusante della nostra comune trascuratezza di allora c'è il fatto che uscì in un periodo nel quale la buona musica era (quasi...) ovunque.
Negli anni pallidi che stiamo vivendo, dove più sei "uguale" a qualcun altro più fai successo, il coraggio non verrebbe premiato, forse, se non da chi accettasse l'oblio discografico quasi immediato.
E in un mondo dove la musica che deve "tirare" la decidono i discografici e non chi ascolta questo risultato mi pare quantomeno scontato...:-§

Ciao vecchietto
Paolo

non provocarmi che devo essere morigerato :-)

"Quello che dici è molto vero, anche se a parziale scusante della nostra comune trascuratezza di allora c'è il fatto che uscì in un periodo nel quale la buona musica era (quasi...) ovunque... ciao vecchietto"-
Sicchè ti sei guadagnato un punteggio di 4 per avermidato del vecchietto? A me? Ma se l'unica dote che ho è quella di esser sempre stato reputato giovanile:-) Scherzi a parte, hai sintetizzato con poche e migliori parole gran parte di ciò che volevo dire. La buona musica era quasi ovunque. Ed eravamo abituati bene. I New Trolls han comunque dato il loro contributo, anzichè camparci sopra. Aggiungo che per me lo han fatto con le "Armi" a loro più confacenti, indice di modestia, consapevolezza, impegno ed accortezza: un suono aggiornato e che guardava ad Ovest ma con signori testi italiani ed un uso attento delle voci. La ricetta era valida e il risultato meritorio olre che sempre gradevole e convicente.
ciao.
camp

!7 anni.

Nel '68 mi capitò di avere 17 anni...
E se è vero, come è vero, che è la tua gioventù che tempra il tuo carattere direi che sono stato "temprato" bene e male.
Bene perchè la speranza di un mondo migliore non l'ho persa, male perchè mi è rimasto un carattere dimmerda.

Ma come fai a non essere incazzato con il mondo quando vivi in mezzo a disparità sociali esagerate, quando nessuno accetta le tue idee, quando l'ingiustizia attorno a te è palese..
Quando tua madre, dopo una giornata in fabbrica, è costretta a lavorare anche di notte per qualche centinaia di lire, quando il cesso ce l'hai fuori là in fondo al cortile, quando ti vesti di abiti rivoltati.

E mentre tua madre si stanca fino a morire i ricchi faticano a cacciar fuori le centinaia di lire del suo lavoro, gli imprenditori sfruttano gli operai sino a cavar loro sangue e sudore in cambio di pochi soldi, in ambienti di lavoro inimmaginabili oggi.

Mi ribellai allora, mi ribello tutt'oggi, che il cesso ce l'ho in casa ma lo sfruttamento giovanile, sotto altre forme, è tale e quale. Perlomeno noi ci abbiamo provato...oggi la delusione è tanta ma nessuno fa più niente. Accettazione passiva di uno stato di cose nel quale non s'intravede futuro.

Di quei tempi dunque mi è rimasta la rabbia riesplosa, i jeans (unico vestiario che possiedo), i sandali originali del tempo e la musica di allora.
Tra cui questo bellissimo Long Playng, significativo delle buone speranze di noi ragazzi del 68.

Le speranze sono finite a puttane come le nostre proteste e manifestazioni dei tempi che furono.
Ma la musica rimane, i sogni pure anche se appannati da una fitta coltre di opportunismo abbastanza estraneo alla mia generazione.

Ciao.
Lauro.
Alecb.

Re:!7 anni.

La tua analisi è purtroppo abbastanza corretta, sai bene come la penso.
Però il mio sogno personale sta tutto in quegli ultimi due versi:

"Andrò ancora e se tornerò sarò senz'altro migliore
Andrò ancora per le strade del mondo potete contarci."

Se tanti sogni personali si sommano e sono in sintonia tra loro, ne vien fuori comunque qualcosa di buono e si può comunque sperare.
L'altra sera Mara queste cose le ha sentite dentro, altrimenti non sarebbe rimasta a parlare...

Ciao
Paolo

Ps: colgo l'occasione per ringraziarti pubblicamente per le lezioni di editing, non lo faccio mai abbastanza...;-))

Re:!7 anni.

>>>L'altra sera Mara queste cose le ha sentite dentro, altrimenti non sarebbe rimasta a parlare...

Comunque e perunque trattasi di mia figlia.
Qualcosa avrà pur preso da me...ma ho il dubbio fondato che abbia preso solo il peggio.

Ciao Paolì.

Il lauro.

Re:!7 anni.

"ma ho il dubbio fondato che abbia preso solo il peggio. "

;-)

.P

Di chi è la colpa?

"oggi la delusione è tanta ma nessuno fa più niente. Accettazione passiva di uno stato di cose nel quale non s'intravede futuro."

Io un c'ero. Non ero neppure nella mente di Dio, e mia madre non aveva neppure l'ombra degli ormoni.
Però, nel mio piccolo, penso che se nessuno fa più niente un motivo ci sarà.
Forse con il tempo la gente ha svenduto al mercatino dell'usato quei pochi ideali impolverati in cambio del cesso in casa.
Forse la colpa è di quelli che dicevano che non stava succedendo niente(De André docet 01). D'altro canto la "brutalità" con cui la polizia sedava queste rivolte veniva palesemente ignorata dai borghesi, ma ancora d'altro canto erano eventi poco considerati dai mass media del tempo, e ,anche se se ne parlava, li si additava come fenomeni di criminali rivoluzionari (per quel poco che ne so io...).

"Se avete preso per buone le verità della televisione, anche se allora vi siete assolti siete lo stesso coinvolti". (De André docet 02)
E la televisione comandava. Per la prima volta nella storia le notizie viaggiavano veloci, filtrate modificate dai giornalisti e da coloro che "detenevano il potere".
E l'italiano, bigotto per eccellenza, si è sempre fidato.
C'era un ragazzo...c'erano tanti ragazzi che andavano nel Vietnam ad esser fatti a pezzi, e di sicuro non imbracciavano le Strato o le Les Paul, e non stendevano i vietnamiti a colpi di pentatoniche.
L'America per la prima volta la prendeva beatamente in quel posto, ma non urlava, era composta, come una signora di classe. Non urla quando lo prende in culo.
In tutto questo tripudio di signorilità, fra un Nixon che venne eletto presidente, e le madri che piangevano le bare piene di mattoni dei figli, venne ammazzato un tale Martin Luther King e il fratello di Kennedy.
In Messico le rivolte venivano sedate con il sangue.
In Italia i manifestanti venivano presi a manganellate, calci e pugni.
Ad Avola (6 km da casa mia e città natia di mio padre) la polizia sparò su una gruppo di braccianti in sciopero, provocando ripercussioni in tutta Italia. E' bello che quel fetido paesino non sia famoso solo per le mandorle.

"Anche se voi ve ne fregate voi quella notte voi c'eravate"(De André docet 03)
E ci saranno per sempre, perché se questa nostra società moderna fa schifo, se il consumismo ha raggiunto livelli spaventosi e se i delinquenti escono di galera con l'indulto, e se il futuro è grigio, lo dobbiamo a quelli che avevano 20 anni nel 68...e che non c'hanno capito un cazzo!

Re:Di chi è la colpa?

>>>Però, nel mio piccolo, penso che se nessuno fa più niente un motivo ci sarà.

Hai ragione.
Fino a quando ci saranno i soldi da spendere alla cazzo coi telefonini ed altre amenità del genere, non ci sarà motivo di lamentarsi...
Tranne quando il pattume sotterra anche l'ingresso di casa. Allora ecco che, per salvare il proprio orticello, si scende in strada a far "protesta popolare".

>>>E ci saranno per sempre, perché se questa nostra società moderna fa schifo, se il consumismo ha raggiunto livelli spaventosi e se i delinquenti escono di galera con l'indulto, e se il futuro è grigio, lo dobbiamo a quelli che avevano 20 anni nel 68...e che non c'hanno capito un cazzo!

Quelli che avevano 20 anni nel '68 avranno pure sbagliato tante cose, ma hanno hanno contribuito a cambiare tante cose, nella società.
L'Italiano è diventata un pò meno bigotta, i posti di lavoro e gli stipendi nettamente migliorati e le donne si sono emancipate...

Chi ha ridotto il nostro Bel Paese nello stato odierno non è di certo il popolo, bensì una classe politica votata dai ventenni, trentenni ...ottantenni che avevano pure fatto la resistenza.
Il sistema/partito ha ciulato tutti coloro che gli avevano dato fiducia.
E nel sistema dei partiti ci troviamo tutte le generazioni, dai trentenni ai novantenni.

Sicuramente non c'abbiamo capito un cazzo, ma le legnate sulla zucca prese in favore di un ideale ce le siamo beccate.
I ventenni di oggi, a parte il telefonino ed altre amenità, di quale ideale sono portatori?
E cosa fanno per meritarsi un futuro migliore?

Ciao.
Lauro.
AlecB.

Ecco cosa fanno!

"Chi ha ridotto il nostro Bel Paese nello stato odierno non è di certo il popolo, bensì una classe politica "...ma scusa, i nostri attuali politici non erano i figli di papà con il portafogli gonfio di quel periodo(pochi si salvano)? E poi credo che se la colpa è dei politici, la colpa è anche di chi li ha votati...

"I ventenni di oggi, a parte il telefonino ed altre amenità, di quale ideale sono portatori?
E cosa fanno per meritarsi un futuro migliore?"

Una bella sega, una signora raccomandazione, una gnocca ignuda sul telefonino, e il futuro è assicurato!!!

Re:Ecco cosa fanno!

Caro Pioneer,
mi limito ad un semplice e piccolo commento, con la preghiera di non uscire più dal topic della recensione del disco. Non entriamo, per favore in diatribe e conflitti generazionali che sfocerebbero inevitabilmente in polemiche politiche ed oltre...

Voglio solo dirti che sono nato nel 1951, pochi anni dopo la seconda guerra mondiale.
Italia semidistrutta dai bombardamenti, poca roba da mangiare e da vestirsi, niente lussi nè tantomeno soldi da spendere in minchiate inutili.

Mai mi è passato per la testa, in vita mia, di incolpare mio padre o i padri dei miei compagni per lo scempio che la mia generazione si è trovata per le mani. Mai ho pensato di accusare i fascisti dell'epoca e chi ha fatto la resistenza.

Tra i nostri "attuali politici" c'è di tutto: dagli andreotti novantenni, che reggono il moccolo all'attuale governo, ai figli dei partiti di tutti i colori. e di tutte le provenienze. Sono figli di un sistema politico marcio, lasciato marcire da tutti me e te compresi. E di questo me ne pento assai, anche se non vado più a votare da decenni.

Detto ciò io chiudo con la parte "OFF TOPIC" invitando tutti a mantenersi in tema ed a parlare di musica e del disco recensito.

Grazie e ciao.
Lauro.
AlecB.

Re:Ecco cosa fanno!

La colpa di tutto sta nella totale assenza di meritocrazia, sia politicamente (nel lavoro in primis) che musicalmente, dischi ma anche strumenti.

Stratocaster (pickups Voodoo st 60 low)->Mxr Dynacomp->T-Rex Mudhoney->T-rex Alberta->Electro Harmonix MemoryMan-> Electro Harmonix HolyGrail->Acoustic G100T

Re:Ecco cosa fanno!

Giusto giusto...siamo off-topic.
Beh è chiaro che la manovalanza politica è composta da gente di svariate origini (trans compresi...ma vabbè...voglio un presidente della repubblica gay allora).
Niente conflitti generazionali comunque...solo alcune riflessioni ponderate nel corso degli anni da piccole ricerche personali, visto che nei libri di storia, che sono quasi sempre scritti da comunisti, di ste cose non c'è traccia. (E con questo chiudo la parentesi off-topic).

Se non altro quell'anno è stato da ispirazione per molti musicisti, e per me che ho 20 anni nel 2008 è una manna dal cielo andare a ripescare i New Trolls e tutta la musica poco commerciale del tempo, che era in fermento come non mai. Se poi si guarda all'estero ci si mette le mani ai capelli...eheheh

Re:Ecco cosa fanno!

Ciao Lauro,

volevo dirti (il più gentilmente possibile) che non concordo con il tuo invito a "non andare fuori tema": se Accordo è "strumenti musica cultura società", dove sta l'OT? Non concordo del tutto nemmeno con lo stigmatizzare i "giovani senza palle di oggi", come mi sembra di leggere in alcuni interventi: sono in buona parte il frutto di una società, come del resto è sempre stato. Certo questo argomento è ... un insieme smisurato di argomenti, si parla della vita in definitiva: cercherò di buttare solo qualche sasso, non so se riuscirò ad essere breve.

Nel 1968 avevo tre anni, troppo pochi allora per comprendere quello che stava succedendo e

troppi adesso per tirarmene fuori spacciandomi per "giovane". Comunque quella parte di storia la ho potuta solo leggere, non vivere. Mio padre è classe 1936, libero professionista senza la tessera di alcun partito, ergo da bambino non mi è mai mancato nulla ma niente di più (mia

madre ha lo stesso cappotto da 20 anni, anche se adesso è ormai una scelta), gli incarichi di prestigio sono sempre andati ad altri con un decimo della sua esperienza ma con le amicizie giuste. Sicuramente sono stato un privilegiato (almeno materialmente) rispetto a chi da bambino aveva "il cesso in giardino", ma costui a sua volta lo è stato rispetto a chi aveva ancora meno etc, tutto è relativo, ciò che accomuna - spero - è la voglia di chiamare le cose con il loro nome.

La prima cosa che ho notato quando ho iniziato a conoscere il mondo è stata l'enorme

differenza sul piano umano tra mio padre che, sia pur da bambino, la Grande Guerra la ha

vissuta, e chi, come il boss dell'azienda dove lavoravo, è nato DOPO (anche se POCO dopo) la

Guerra. Con le dovute eccezioni: fortunatamente esistono anche persone come te, non ti conosco di persona ma mostri di aver visto e soprattutto vissuto intensamente tante battaglie

importanti, che evidentemente combatti tuttora dentro di te e delle quali continui a pagare il prezzo. Ma purtroppo non tutti sono così: gli STRASCICHI di una guerra per qualcuno (per i

più) non sono stati sufficienti a farlo crescere meno stronzo e un po' più uomo.

E questo è uno dei pilastri su cui si fonda secondo me la tanto deprecata nullità delle

generazioni attuali: per ogni cinquanta-sessantenne incazzato ed assetato della verità a

costo di portarne i graffi, ne hanno davanti almeno altri nove appagati dalla loro bmw, dalle tette finte della moglie, dal ridente conto in banca e da un lavoro fondato non tanto sul saper fare qualcosa quanto sul saper mettere i piedi in testa agli altri, soprattutto sulla magica parola "saper vendere", a tutti i costi, indipendentemente dalla SOSTANZA di quello che proponi. E qui si innescherebbe il discorso MERCATO (globale magari ...), evito altrimenti ...

Un altro pilastro è il controllo dell'informazione, oggi infinitamente più subdolo,

ramificato e ferreo che non negli anni '60. Altrimenti a che sarebbero serviti anni di

progresso tecnologico, dico io? Non certo a fare chitarre migliori della (tua) Stratocaster, se così fosse hanno fallito miseramente ;-)! Esempietto marginale: stamattina alle 7.00 su RAi2 trasmettevano ... un documentario naturalistico!!! Con stupore me lo sono guardato un bel po' (correndo poi per arrivare a lavoro) perché mi piacciono, era una vita che non ne vedevo: e in effetti a quell'ora chi cazzo li guarda? Qualcuno mi può nominare un programma televisivo intelligente, seriamente informativo e trasmesso in orari decenti da 20 anni a questa parte?

In fondo questi giovani di oggi senza ideali, senza volerli giustificare, non li trovo troppo

diversi da quei giovani coetanei di Jimi che si arruolavano volontari per il Vietnam: sono

entrambi il risultato di una società che inculca determinate cose dall'alto guardandosi bene

dal fornire gli strumenti per farsi un'idea personale della vita. Allora era un progetto

pseudo-imperialistico che difficilmente avrebbero condiviso con vera coscienza, adesso ... è

lo stesso progetto, che anziché mandarli al massacro fisicamente li tiene in uno stato di

pseudo-appagamento comatoso, mostra loro sin dalla nascita un bel mondo di plastica, e li

priva di motivi per dire "no", anche solo per dire qualcosa di veramente loro, diverso da

tutto il resto. Per fortuna c'è sempre (c'è sempre stata, in tutte le epoche) una percentuale

che non ci sta ... solo che oggi quella percentuale, oltre a vivere male come è sempre stato,

viene tenuta ben nascosta dal sistema (= da quel ristretto gruppo elitario di persone che da

questa condizione traggono profitto), che in questo è diventato molto più efficiente di una

volta.

Forse sta proprio a noi vecchi (mi ci posso mettere anch'io, che - forse per motivi anagrafici - non concepisco altre chitarre da Stratocaster e Les Paul?) il compito di mostrare loro un'alternativa a questa società finta, voluta tale perché infinitamente più facile da gestire rispetto ad un insieme di individui pensanti; deprecare "questi giovani senza palle", se da un lato è comprensibile, dall'altro lo vedo un po' come una resa senza condizioni alla situazione attuale. Preso atto che per fortuna i giovani non sono tutti così, meglio cercare di focalizzare i perché di questo loro modo di essere, e cercare il modo per tirarne fuori il più possibile. E qui si imposterebbe un altro discorso, quello della stanchezza e del tempo che manca, tra lavoro, famiglia, figli, mutuo della casa, età che avanza, salute che cala ... e mi fermo qui, ho già abusato di Accordo a sufficienza!

Ciao
Giorgio

Giorgio
"E se non puoi suonare con quella che ami, ama quella con cui suoni..."

Re:Ecco cosa fanno!

"ho già abusato di Accordo a sufficienza! "

Non si tratta di abusare di Accordo, l'ammonimento di Lauro non andava in questo senso.
Ho linkato il suo articolo al mio perchè era bello e, descrivendo uno strumento, contemporaneamente raccontava i tempi in cui la chitarra era nata. E poi anche perchè temevo che la discussione sul mio articolo uscisse dai canoni del commento ad un album per passare alle, pur giuste, recriminazioni per uno stato delle cose che è francamente difficilmente sostenibile.
Pensavo che leggendoli entrambi, si capisse che lo scopo dell'uno e dell'altro articolo sono completamente diversi tra loro.
Va bene che Accordo è una zona franca dove si può e si deve discutere di tutto ma credo sia altrettanto giusto rispettare gli spazi di una recensione commentandola come tale.
Grazie per la tua attenzione, veramente, senza polemica alcuna...;-)

Ciao
Paolo

Re:Ecco cosa fanno!

>>>volevo dirti (il più gentilmente possibile) che non concordo con il tuo invito a "non andare fuori tema": se Accordo è "strumenti musica cultura società", dove sta l'OT?

Ciao Giorgio.
ho letto il tuo intervento e l'ho apprezzato molto.
Condivido peraltro diverse affermazioni tue e mi fa piacere avere contribuito a tirar fuori il tuo ottimo contributo.

E' pur vero che Accordo è "strumenti musica cultura società", ma è anche vero che in passato alcuni utenti hanno abusato di tutto ciò per provocare flames infiniti sfociati in polemiche assurde. Io andrei avanti a discutere giorni e giorni, se avessi la certezza che il tutto non sfociasse in un assurdo casino....

Ti faccio una proposta: perchè non andiamo avanti in uno spazio che non sia una recensione di un disco? Se ti va di aprire l'argomento sul tuo diario sarò ben felice di confrontarmi con te e con chi intendesse partecipare in modo costruttivo.

Ciao.
Lauro.
AlecB.

Re:Di chi è la colpa?

Non lo so di chi è la colpa... mmmh!

C'è una nuova legge sul welfare in Italia (preferisco non nominarla, ma avrete capito) che consente di schiavizzare noi giovani.
Un mio amico è uscito da economia e commercio da 3 anni e da allora non trova lavoro, gli offrono solo "stage" di 6 mesi a 500¤ al mese quando lo pagano, se no per niente! Con la scusa di fare "curriculum"! La verità è che così le aziende ogni 6 mesi hanno ricambio di manodopera quasi-gratuita senza mai fornire un contratto definitivo. Adesso, dopo che questo mio amico ha fatto inutili "stage" ed essere andato anche in Gran Bretagna dove però in azienda preferiscono i matematici o fisici italiani agli economisti, i suoi genitori gli hanno dato 5000¤ per poter fare un master nella speranza che poi le cose vadano meglio...

Lui mi dice:" Giacomo, ti stai per laureare in medicina, che hai da lamentarti che da te le cose sono un po' diverse?"
E io:"Uno specializzando prende 3¤ all' ora e ha orari da schiavo, mentre i medici di ruolo e i professori si danno all' attività privata, dovrei essere contento?"

Già, forse non lo sapete, ma gli specializzandi di recente hanno scioperato perchè nei loro confronti sono violati i diritti più essenziali. Loro sono già medici, prima di iscriversi in una scuola di specializzazione bisogna aver fatto prima l' esame di stato e l' iscrizione all' albo. L' ospedale è interamente nelle loro giovani mani.

Un esempio per tutti: durante lo sciopero, a chirurgia, hanno dovuto chiudere le sale operatorie e garantire solo la sala per le emergenze!!! Ma i medici di ruolo e i professori, dove cazzo erano??? Quando lo sciopero è smontato i grandi scienziati sono saltati fuori e hanno detto:" Voi specializzandi non siete riconosciuti come lavoratori, il vostro sciopero verrà decurtato dai giorni di ferie!"

...e dai 3¤ all' ora.
con tristezza
Yanez

c’è da considerare che se fra cent’anni nessuno mi leggerà più, perché diavolo dovrei scrivere? - Stalker (1979)

Sisi è off-topic lo so!

Sarà anche off-topic...ma non me ne frega nulla!
Ma il contartto di voi medici non è scaduto da una vita e mezzo?

usciamo dal tema! (quando serve!)

Una volta nel periodo del cosiddetto '68, la musica, la letteratura, l'arte visiva la politica, la parola, erano un tutt'uno. Un tutt'uno sorretto da un impagabile ideale di cambiamento, (e qui non c'entra il comunismo..., c'entra invece l'America progressista e pacifista, l'america dei diritti civili del rispetto del pensiero individuale. Ero, e, come me tanti e tanti, legato a Dylan alla Pivano, non certo a Marx o alla Russia. La 'libertà' come disse Gaber era PARTECIPAZIONE. ..e la musica rifletteva tutto questo! e proprio grazie a questo melting-pop (meglio 'crocevia' ) faceva volare la creatività a livelli altissimi e addirittura impensabili. Un LP non era solo un suono o il suono di uno strumento, ma fonte di discussione, dibattito, di crescita. Era identità personale: lo portavamo sottobraccio come fosse un libro, col titolo bene in vista! Senza queste prerogative la musica veniva considerata BANALE, di consumo, da MTV, insomma non era la nostra musica. Album come Senza Orario Senza Bandiera sono stati importanti soprattutto perchè hanno mosso le coscienze, portandoti in mare aperto a parlare di tutto! Quindi usiamo l'off-topic (che brutto termine!) e facciamo circolare il pensiero!! Usiamo la musica, ma facciamo circolare il pensiero, perchè è proprio la carenza di pensiero che oggi manca. Nel '68 avevo 15 anni (ero un po' sprovveduto allora) ma gli ideali dei vent'anni me li porto dietro e li condivido coi ragazzi con cui suono. Non siamo così diversi: in fondo cerchiamo tutti di realizzare un sogno e di vivere una vita ricca. Usciamo dal tema!, quando serve, e ne scopriremo i benefici. Chi ha scritto questo post sui New Trolls forse non pensava che scatenasse 'sto dibattito. Credo che sia stato, invece, un gran bel successo! ..Hai ridato voce ad un qualcosa di sepolto, ma mai dimenticato. (..come Spoon River..)

www.notforsale-band.it

Re:usciamo dal tema! (quando serve!)

>>>Era identità personale: lo portavamo sottobraccio come fosse un libro, col titolo bene in vista!

Pensa che in Gioventù Studentesca ogni sabato pomeriggio si faceva "La Rassegna Del Disco".
Ci si trovava a passare del tempo ascoltando le novità della settimana (ed erano moltissime) che l'unico negozio ben fornito ci metteva a disposizione...
Era anche un modo per cuccare, però... :-)))

Ciao.
Lauro.

Re:usciamo dal tema! (quando serve!)

personalmente non ti conosco, se non per nome su accordo, ma si sente che sei una persona ricca.
...io prendevo il treno nel '69 '70 e andavo dal mio paese (abito e suono in prov di Bergamo), fino a Gallarate 'dal' Carù che mi faceva vedere tutti 'sti LP e io non avevo molti soldi, ma investivo tutto lì! e trovavi un orizzonte infinito, dal folk al jazz al country al rock più o meno duro al pop e la mahavisnu e Coltane e Tim Buckley e....e il tempo le orecchie sembrava non bastare mai! Ci sarebbero volute 10 vite e 10.000 orecchie. E poi, il bello era che tutto invecchiava in un amen, perchè eravamo sempre alla ricerca della novità. Mai sedersi, sempre in cammino alla ricerca di qualcosa di nuovo.. Ciao

www.notforsale-band.it

Re:usciamo dal tema! (quando serve!)

>>>personalmente non ti conosco, se non per nome su accordo, ma si sente che sei una persona ricca.

Devi aver sbagliato persona :-)

>>>fino a Gallarate 'dal' Carù...

Carù sta a 20 minuti d'auto da me...diciamo a 20 minuti di autostop.
Era la mia seconda casa, anche se ci compravo poco vista la mancanza endemica di quattrini. Ma entrare in quel posto, con gli scaffali pieni zeppi fino al soffitto di LP, con il retro ancora più pieno e con la possibilità di sfogliare copertine a più non posso era una goduria totale!

Ricordo ancora con affetto la vecchietta alla cassa, adiacente l'ingresso (o l'uscita)... Lì avevano tutto, ma proprio tutto, compreso i dischi di importazione.
Grazie per avermelo ricordato.

Ciao.
Lauro.
AlecB.

Re:usciamo dal tema! (quando serve!)

>>> Devi aver sbagliato persona :-)

..no, si capisce da quello che c'è nascosto dentro le parole!

>>>Era la mia seconda casa..

e poi 'il' Paolo Carù era giovane e aveva una grande passione e ti diceva: compra 'sto qua che è buono. e così compravo David Bromberg o Norman Blake...e ci restavo dentro ore e ore a chiacchierare e respirare quel profumo di vinile. Stephan Grossman, qualche decennio fa mi disse che non aveva mai trovato un negozio così, nelle sua scorribande americane. Bene. Ora ti ri-saluto, altrimenti 'sto off-topic diventa troppo off e troppo nostalgico! ... e invece dobbiamo guardare al futuro. Magari un bicchiere di vino , se capiterà, lo scambierò volentieri! Hasta la vista!

www.notforsale-band.it

Re:usciamo dal tema! (quando serve!)

>>>... e invece dobbiamo guardare al futuro. Magari un bicchiere di vino , se capiterà, lo scambierò volentieri!

Vada per il vino...ed anche per il futuro che, a ragion di logica, dovrebbe stare in mano a qualcuno più giovane.

E' stato un piacere.

Ciao.
Lauro.

Re:Di chi è la colpa?

"Anche se voi ve ne fregate voi quella notte voi c'eravate"(De André docet 03)
E ci saranno per sempre, perché se questa nostra società moderna fa schifo, se il consumismo ha raggiunto livelli spaventosi e se i delinquenti escono di galera con l'indulto, e se il futuro è grigio, lo dobbiamo a quelli che avevano 20 anni nel 68...e che non c'hanno capito un cazzo!

il cominismo?

nel 68 erano già 50 anni che la rivoluzione d'ottobre portò il comunismo a governare la russia e 20 anni, alla fine del conflitto mondiale, che invase metà europa ... ora i comunisti sono solo in cina, dove sarebbero sti livelli spaventosi?
Credo che hai una visione distorta della cosa, forse ti fai condizionare un po' troppo dalla tv...che guarda caso non è di proprietà dei comunisti e neanche le case editoriali dei testi di storia...

Non commettere lo stesso errore che hanno commesso i ventenni del 68 che si sono fatti spingere e dividere in una lotta politica.
Se il mondo non è cambiato da allora non dipende dai ventenni del 68 ma dalla classe politica di allora (che come quella attuale) aveva notevoli interessi a non far cambiare le cose.La colpa è da ricercare in chi aveva interessi e alleanze tali da impedire il cambiamento, il comunismo venne utilizzato come capro espiatorio contro cui rivolgere l'opinione pubblica.

Leggi meglio...

Guarda che ho scritto CONSUMISMO.
Siamo un pò off-topic, ma ti rispondo brevemente.

Numero 1. Non c'è il comunismo in Italia? Prodi è a favore dell'eliminazione dell'embargo delle armi alla Cina.
Numero 2. Gli editori i libri manco li leggono, conta chi li scrive, e ci hanno fatto due palle quanto una casa per i 4 milioni di ebrei morti, e neppure una parola sui più di 10 milioni di morti sterminati nei campi di concentramento sovietici in Siberia, per non parlare del fatto che dell'invasione del Tibet non si sa neppure cosa sia.
Numero 3. La gente si muove per cercare di cambiare le cose solo quando fiuta il disastro imminente, fino ad allora si gratta la pancia, soprattutto ora che i soldi bene o male girano.
I soldi fanno scomparire quei pochi stupidi ideali che uno ha.

Re:Leggi meglio...

Mi metto qui per rispondere serenamente ad entrambi, lucius e Pioneer.

Con questo intervento mi elimino la facoltà di moderare ancora questa discussione e mi dispiace perchè ci tenevo a moderare SOLO positivamente una splendida recensione di un disco che ho amato e amo tutt'ora.
Perchè intervengo in questo modo ? Perchè la tentazione di moderare negativamente entrambi i commenti con un Fuoritema è stata davvero forte.

Ve lo chiedo personalmente, parliamo del disco e della musica: se avete letto entrambe le recensioni (disco e chitarra) è chiarissimo che entrambi gli autori, Paolino e Lauro, hanno vissuto e riscontrano nel 1968 sia elementi positivi che negativi, è chiarissimo ed è scritto in maniera evidente in entrambi gli splendidi articoli che a me sono sembrati entrambi "sopra" le parti.

Io stesso sarei intervenuto cercando un chiarimento, una puntualizzazione ecc sull'importanza extra-musicale del 1968 ma sinceramente, non mi sembra questa la sede per scontrarci in una discussione che di musicale andrebbe a prendere ben poco.

Abbiamo questo disco uscito in quell'anno, che per chi lo ha vissuto, rappresenta molto, anche per chi come me quel tempo non lo ha vissuto direttamente, in quanto testimone di un perido "interessante" sia positivamente che negativamente (questo credo si possa scrivere da entrambi i punti di vista).

Almeno qui, confrontiamoci sulla musica che per la politica vi sarà altro tempo ed altro spazio ... e come sempre, ogni replica sarà serenamente accettata :-)

Buon pomeriggio
Lauro L27

Re:Leggi meglio...

scusa causa mia che mi ostino a non mettere gli occhiali da lettura....sarà che non voglio credere che gli anni passano :-)

Scusa anche se non ho risposto prima, non avevo visto la risposta.

Avevo letto pure l'altra risposta dove citavi i comunisti e i libri di scuola ed ho associato le 2 cose. (sempre che tu non abbia scritto che i libri di scuola li scrivono i consumisti :-))

Nel 68 vennero scritte canzoni che rimarranno scolpite nella storia della musica, molte delle quali figlie degli ideali di quei pazzi scatenati che a furia di "viaggi" vedevano la musica come via per creare un mondo migliore...Il fatto che la musica sia rimasta ma che gli ideali e le motivazioni siano sbiadite è a causa di troppe motivazioni, non solo quella politica e quindi sarebbe riduttivo e sterile discuterne solo guardando la parte politica...

Nel frattempo mi sono procurato l'album in questione e con gli occhi lucidi ho riascoltato quelle canzoni che hanno accompagnato la mia adolescenza e ho a lungo sospirato e rimpianto quel lungo periodo di fertile produzione musicale...chissà se ci sarà mai un nuovo 68 e un'ondata musicale così...

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