porter scrive: The Jackals - Grown from inside
I The Jackals sono un giovane gruppo di Milano dedito al rock. E fin qui nulla di strano, direte voi. In realtà Davide, Vladimiro, Riccardo e Valerio ci tengono a precisare che il loro è un rock volutamente "retrò", in quanto realizzato solo con due chitarre, basso e batteria e senza l'ausilio di sintetizzatori, campionatori, et cetera; cosa non troppo comune al giorno d'oggi. In questo modo il gruppo cerca di ottenere una sonorità più ruvida, come nella migliore tradizione del rock classico e, seppure forse un po' nostalgica e ancorata al passato, più autentica. E ci riesce! E' davvero rinfrescante sentire vagare gli strumenti acustici ed elettrici liberi dalla schiavitù elettronica.
I nostri "Sciacalli" sono alla loro prima fatica discografica, un album di 11 tracce (+ sorpresa..) intitolato "Grown from inside", prodotto in proprio dagli stessi The Jackals con Cesare De Mattei.
La sonorità di fondo è, come già detto, inconfondibilmente rock, ma i quattro riescono a rendere l'ascolto abbastanza diversificato contaminando i brani con incursioni in generi diversi.
I tre brani d'apertura sono molto simili nell'intenzione e costituiscono quasi un tutt'uno: si parte con "You thrill my weak little heart", un rock energico e ruvido con un ritornello molto "catchy"; il brano ci fa intuire che tipo di prodotto abbiamo per le mani, ma le sorprese non mancheranno! Suono tirato e ottimo assolo di chitarra di Davide Simontacchi; si prosegue con "Take me ot of here", un altro rock riffoso e tendente al funky. La canzone è stata scelta da Italia Uno per "Le Iene" e viene regolarmente trasmessa all'interno di ogni puntata del programma! Mica male! E per chiudere questo ipotetico trio, andiamo con "Don't play with me", un brano appena meno teso dei due precedenti ma sempre in ambito rock, e ancora con un ottimo ritornello. Iniziamo più che bene, insomma.

L'atmosfera si rilassa con la 4a traccia, "Back in the 60's", prima ballata del disco; il brano è decisamente più morbido nella scelta dei suoni, e ci rivela come i nostri si sentano vittime di una nostalgia nei confronti di un passato (soprattutto musicale, a quanto sembra) ormai lontano. Molto bello il suono della Strato simil-Hendrix. "I don't sleep at all" parte con un riff di basso molto particolare e azzeccato che poi, ripreso dalle chitarre, traina il brano fino alla fine. Qui iniziamo ad intravedere le influenze prog del gruppo. Altro notevole assolo di Davide con Strato + Wah.
Si continua con la cover di "Get up, stand up" di Bob Marley, in versione decisamente rockettara; qui mi sembra quasi di sentire i Rage against the machine! Che il rap presente nel brano sia un omaggio a Zac de la Rocha? Chissà.. Buona cover comunque.
Altra ballad al numero 7, intitolata "Starry night" (Joe Satriani non c'entra niente..); molta atmosfera e romanticismo, e un ottimo uso delle chitarre acustiche. La slide elettrica in sottofondo poi è magnifica. Questo brano è indubbiamente uno dei migliori del CD. In ottava posizione troviamo uno strumentale, intitolato (questa volta in Italiano!) "Il tempo non è un giornale", carico di tempi dispari e di combinazioni sonore inusuali. Molto bello!! Lo dice un amante del prog.. Ottimo lavoro di basso slap di Vladimiro Grassini nella parte centrale. "This is how I live" è il brano che ha fatto conoscere i The Jackals al pubblico, grazie alla continuativa presenza nelle classifiche di Demo, il famoso programma di Radio1 RAI. La sonorità è di nuovo rock funkeggiante simile ai due brani di apertura. Immancabile l'ottimo assolo di Davide..
"Believe in myself" è uno dei brani più interessanti dell'album: intro da prog puro che evolve in un pop rock molto particolare. Altro ritornello ben riuscito! Questa volta l'assolo di chitarra viene diviso fra Davide Simontacchi e Riccardo Sauna, con ottimi risultati! Davvero un bel brano. Chiude l'album "Long as I remember", brano dal sapore vagamente jazzato che ben presto rientra nel territorio rock caro ai nostri quattro. Da citare il bellissimo basso fretless di Vladimiro Grassini. (A circa 6 minuti e 50 parte la traccia fantasma dell'album che.. beh, non vi anticipo niente; dico solo che mette in risalto le ottime doti chitarristiche di Riccardo Sauna sulla chitarra classica!)
In definitiva il CD è molto ben riuscito, soprattutto per essere un disco d'esordio. Mi ha colpito molto la produzione dell'album, che a mio modesto avviso è praticamente perfetta! L'equilibrio e la scelta dei suoni è impeccabile; il suono è cristallino ma caldo allo stesso tempo; i ragazzi hanno un forte affiatamento di gruppo e la sonorità è sempre molto tirata e precisa. E infine, tutti e quattro hanno una padronanza ed un gusto invidiabili sui propri strumenti. Ogni singolo assolo dell'album è una piccola perla!
Se i nostri volevano, come dicono, ottenere un sound ruvido e autentico, beh, ci sono proprio riusciti. E' incredibile sentire quello che si può fare con due chitarre, un basso ed una batteria.. alla faccia di chi è convinto che si debba usare chissà quale prodigio della tecnica per avere un suono denso e potente (e ahimè sono in tanti a crederlo..).
In chiusura mi permetto però un piccolo ed umile consiglio: nel vostro prossimo album mi piacerebbe sentire una scelta appena più oculata dei brani: in questo caso avrei rinunciato a "Back in the 60's", bel brano in sè, ma a mio modesto avviso poco amalgamato con il resto dell'album, e a "Get up stand up", ottima cover ma preferisco gli originali. I vostri, ovviamente!
Comunque un ottimo disco di rock, che risulterà un piacevole ascolto per tutti.
Complimenti ai The Jackals! Aspettiamo la vostra prossima fatica ansiosi di ritrovare la freschezza presente in "Grown from Inside".
I The Jackals sono:
Davide Simontacchi: chitarra solista e voce
Vladimiro "Vlady" Grassini: basso
Riccardo "Catastrofe" Sauna: chitarra ritmica e acustica
Valerio Bianchessi: batteria
Contatti:
Tel.: 3282735240
email: jackals@thejackals.it
web: www.thejackals.it*
myspace: www.myspace.com/thejackalsband
*"Grown from inside" è ascoltabile per intero in streaming sul sito della band, e potete ordinare il CD al prezzo di 10 euro + spedizione.

6 commenti
note del "produttore"
ho letto con grande piacere la recensione e devo fare i complimenti a chi l'ha scritta sia per la precisione della critica sia soprattutto per come l'idea che ha generato questo progetto sia stata compresa e, da quel che sembra, in parte condivisa. Personalmente sono convinto che se la musica rock potrà avere un nuovo futuro, l'unica evoluzione possibile sarà quella di un ritorno ai suoni, ai contenuti e alla semplicità di chi, quaranta e più anni fa, l'ha concepita nelle forme e nelle intenzioni in grado, mai come adesso, di provocare dei sani brividi.
Oggi, con la spinta eccessiva verso la tecnologia, con l'abuso della digitalizzazione (che rende in certi casi impossibile sapere se un sound è suonato da musicisti o da una macchina), con la perfezione dei suoni e delle produzioni, con la ricerca maniacale dell'immagine fine a se stessa, si è arrivata al capolinea. Domani, ne sono convinto, il futuro della musica rock tornerà a privilegiare la creatività e i contenuti, tralasciando quel sapore patinato e perfettino che, (tranne qualche rarissimo caso), da vent'anni a questa parte ha caratterizzato le produzioni rock e che è solo servito a mascherare la pochezza di idee in circolazione e lo squallore di chi non aveva nient'altro di meglio che usare strumenti che nulla hanno a che fare con il rock per mascherare il nulla più assoluto. Basta guardare la pena che fanno i rockettari di oggi agli MTV Music Awards per farsene un'idea.
Questo non ci piace.
I Jackals interpretano il bisogno di dare un taglio netto a questo schifo nel migliore dei modi e, se va come penso, dovranno essere riconosciuti tra gli innovatori del rock di domani.
Cesare De Mattei
note felici del "produttore"
Forse i 'progressisti' storceranno il naso ma il ragionamento di Cesare mi trova perfettamente allineato. A costo di passare per nostalgici o giurassici, ma il tornare a SUONARE nel vero senso della parola è un faro che si è acceso nel 'buio' della musica attuale.
Speriamo non sia un caso isolato e che il 'contagio' porti ad un'autentica 'epidemia'. Full steam ahead, guys!
Complimenti
Mi unisco ai complimenti di Cesare De Mattei rivolti all'autore della recensione: pur non entrando nel merito di competenze specifiche in ambito musicale (per le quali mi ritengo del tutto ignorante) posso senza dubbio dire che è stato un immenso piacere leggerla.
Inutile dire che le mie più sentite congratulazioni vanno ai Jackals (o a "The Jackals", perchè ho sentito, di recente, in una radio locale, assicurare che "fa cool"...), per la meritata attenzione che finalmente stanno ricevendo, ma soprattutto per l'ottimo lavoro svolto: sarà banale o insignificante, ma il fatto che il loro cd sia ancora nel lettore della mia macchina credo voglia dire qualcosa, anzi... data la persona volubile che sono, ritengo voglia dire molto.
Infine i complimenti al produttore che ha permesso un'ottima realizzazione di sound e idee.
Vi saluto, in attesa dell'uscita di un prossimo lavoro, sperando in un egual successo.
Re:Complimenti
Non posso che dare merito a questi 4 musicisti
ed apprezzare il loro lavoro.
Una nota di merito anche al produttore, conoscendo i suoi gusti personali ed il suo modo di lavorare, il suo zampino si sente molto nel sound finale....
Bravi, spero che questa band trovi la giusta collocazione e merito nel panorama musicale.
hit
Re:note del "produttore"
Non sai quanto ti quoto!...
Sono con te!
Mandami una mail (è giù nella firma) appena vi esibite a Milano e dintorni, che ci vengo con grande piacere!
Keep on rockin'
Leandro
Rev. Cleophus James - parrocchia di Triple Rock, Illinois - www.leandrodiana.tk - www.myspace.com/leandrodiana
Ringraziamenti e considerazioni
Sono uno degli autori di questo cd e volevo ringraziarvi a nome di tutta la band per l'incoraggiamento che ci state dando nel continuare i nostri progetti, nonostante le ormai numerose porte sbattute in faccia. Un ovvio "special thanks" va a chi ha scritto la bellissima recensione (ho le lacrime agli occhi!) che è stato il primo ad analizzare il disco al "microscopio". E' ammirevole l'attenzione che ha prestato ad ogni minimo particolare, sembra quasi che l'articolo sia stato scritto da un amico intimo della band (ma vi assicuro che non è così!). E' inoltre uno dei pochi a considerare il nostro stile volutamente vintage come una cosa positiva e non come un limite dovuto alla mancanza di creatività o di sperimentazione.
Al giorno d'oggi per un gruppo come noi è veramente difficile proporsi. Gli addetti ai lavori ci snobbano perchè dicono che siamo troppo datati, ma come spesso accade, le cose fuori moda vengono additate e disprezzate, prima di diventare La moda. Sono convinto che in un panorama musicale dove tutto è già stato detto e fatto, essere alla moda significa stare all'interno degli standard sonori e "di perfezione" decisi dall'industria discografica, registrare come si faceva una volta, senza l'ausilio di mirabolanti technologie ultraintelligenti, vuol dire essere innovativi.
Attualmente con una spesa relativamente minima ti porti a casa un pc, una scheda audio, qualche microfono decente e puoi già realizzare registrazioni semi-professionali in grado di stare all'interno dei parametri qualitativi oggi tanto acclamati, ma noi questo non lo vogliamo. Ci soddisfa di più registrare con un multitraccia ormai obsoleto e molto limitato, ma che permette di concentrarsi maggiormente sui suoni e sugli arrangiamenti fatti "a mano". La vera sfida è catturare quello che c'è di buono in sala, non riprodurlo con i plugin. E' divertente, più creativo, più genuino.
Spero che in futuro altri gruppi seguiranno questa strada formando un vero e proprio movimento artistico dove la musica e la tecnologia non vadano necessariamente di pari passo.
Davide
The Jackals
The Jackals - www.thejackals.it - www.myspace.com/thejackalsband
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