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Lou Reed - Berlin, Arezzo 8/7/2007

Lou Reed - Berlin, Arezzo 8/7/2007From Under scrive: Per chi conosce bene Berlin questa recensione sembrerà normale, per chi non lo conosce, o non lo ama, potrà apparire un po' enfatica e su di tono. Premetto dicendo che non sono un maniaco di Lou Reed, nel senso che, pur considerandolo uno dei massimi esponenti della musica rock di tutti i tempi, non ho mai seguito passo passo la sua carriera e non ho tutti i suoi dischi. Ma Berlin è un discorso a parte, e chi lo conosce sa bene di cosa parlo. Brevemente, è un concept album ambientato nella Berlino del Muro, una storia d'amore e di morte, di droga e di disperazione che gli costò un quasi licenziamento dalla casa discografica e che segnò indelebilmente gli anni settanta (siamo nel 1973). Dopo l'euforia di Transformer e i successi di Bowie, T-Rex e Roxy Music il glam rock piegò verso una deriva nichilista che portò poi all'esplosione del punk e della new-wave. Ma passiamo all'evento di Arezzo.

Dunque, la serata comincia con un po' troppo ritardo, a mio avviso, e considerando la posizione non proprio comodissima da cui vedere il concerto ho avuto qualche calo di pazienza. Succede.

Il palco è grande, ben allestito e molto suggestivo, la cornice è ideale: Piazza Grande è stupenda.

Si apre il gigantesco sipario su cui proiettano una strana serie di immagini di acqua, forse in attualità con i temi dell'ecologia. Oltre alla band di Lou Reed (chitarra, basso, contrabbasso elettrico, tastiere e batteria) c'è una piccola orchestra sulla destra e un coro di voci bianche sulla sinistra. E' senz'altro inusuale ma molto interessante.

Parte la musica, il pianoforte è un po' basso, come del resto un po' tutto (e questo è uno dei due nei della serata) ma la title-track apre le danze con la stessa nera intensità del disco: si entra nell'inferno. "Lady Day", "Man of Good Fortune", "Caroline Says I" e "How do You Think It Feels" si susseguono con molta energia e forse (secondo neo, a mio avviso) un po' troppo rock'n'roll, con molti assoli e un certo autocompiacimento, la sensazione è quella di "allungare il brodo".

Chi conosce l'album sa che, nonostante l'indiscutibile vena rock, la prima facciata è comunque intrisa di cupa tristezza e perfida ironia, che in questo modo si perdono, nonostante il gusto ineccepibile di Steve Hunter. Ma è da "Oh Jim" che le cose cambiano, Lou Reed governa la situazione con la sua chitarra sbeffeggiante, prendendo anche un po' in giro il pubblico e accompagnandoci per mano verso la fase spleen della scaletta.

"Caroline Says II" agguanta il cuore della platea e prepara per la fase finale.

Gli animi sono pronti alla discesa nel ventre della disperazione e coadiuvati dallo splendido quanto spettrale coro di bambini si scende in "Kids". La chitarra acustica di Hunter è dolce e triste mentre la voce di Lou Reed si fa bassa, un secco parlato dal tono tetro.

Segue il famoso pianto di bambini, campionato dal disco, e si arriva alla meravigliosa "Bed", eseguita con grande intensità e bravura, il riff di acustica è stupendo come su disco, la voce è un rasoio e il coro dei bambini è dolcemente sinistro.

Ed è proprio con queste voci che si snoda il fulcro di tutto il concept. Sul disco i cori vengono manipolati in post-produzione con un effetto che ricorda i cori psichedelici di "2001-Odissea nello spazio". Qui sono bravissimi a renderlo dal vivo, modulando dissonanze che scivolano nel buio.

E si giunge alla fine: la superba "Sad Song". I flauti intonano quelle note che sono come un risveglio, un richiamo di speranza dopo il dolore. Lou Reed scandisce le parole, gesticola come descrivendone il senso, sottolineando ancor di più la profondità della composizione. Steve Hunter esegue i suoi fraseggi con precisione e potenza e il finale è un'apoteosi. "Sad Song", cantiamo tutti, "Sad Song", un canto liberatorio, una preghiera laica, una redenzione spirituale. Una celebrazione dell'umana sofferenza. Sad Song.

Sono sopraffatto dai brividi, forse è vero che bellezza e morte viaggiano sullo stesso binario, e Lou Reed lo ha percorso molte volte, sempre sul filo della rovina, in perenne equilibrio tra la fine e la rinascita.

Il bis è composto da tre evergreen ma, a mio avviso, era anche superfluo e non mi dilungo.

Considerazioni musicali.

La band mi ha convinto in parte, il batterista forse è un po' troppo potente per la delicatezza di questi brani e, come ho scritto, una tendenza a sbrodolare assoli da stadio che forse non si intonava perfettamente con l'atmosfera di Berlin.

Steve Hunter è bravissimo, un gran tocco e un gran gusto, mi ha stupito che suonasse un'umilissima Gibson SG Special Faded, uno si aspetterebbe da una leggenda come lui chissà quali gioielli, e invece...

Per quanto riguarda amplificazione ed effettistica, ero troppo lontano. Il suono, comunque, era molto canonico: un pulito e un distorto molto classici.

Vi era anche una brava corista che aiutava nel sostegno alle melodie, perché Lou Reed più che cantare oramai parla. Ma la sua voce, anche quando accenna le note, è un suono profondo e penetrante. Una lama affilata. Una piccola nota negativa: alcuni si lamentavano della lentezza dei pezzi e dell'atmosfera triste. Ma lo sapete chi siete venuti a sentire? Possibile che gli italiani si aspettino sempre di ballare la tarantella ai concerti? Ahimé, la solita mania tutta italiana di guardare con sospetto alla musica malinconica bollandola per pesante e noiosa. Come se godere della musica significhi sempre far caciara.

Peccato davvero.

Per chi volesse approfondire la storia di Berlin:

http://www.ondarock.it/pietremiliari/reed_berlin.h tm

8 commenti

miti storici

ciao,quando si va a un concerto di personaggi storici va sempre a finire cosi' tutti (me compreso)abbiamo nelle orecchie il disco che fa "fede" e vorremmo sentirlo suonato uguale....MAGARI,ora magari lo risuonano piu pulito,piu virtuoso(come tu sapientemente hai fatto notare)ma NON e' uguale...(tipo deep purple con steve morse)bisogna accettarlo e cercare come hai fatto tu di metterne in risalto le cose negli arrangiamenti cambiate in meglio.e' capitata la stessa cosa a me qualche mese fa ad un concerto dei COLOSSEUM e alla fine mi sono divertito!!i miei omaggi a STEVE HUNTER,uno dei MIGLIORI e meno valutati chitarristi della storia del rock

Re:miti storici

io l'ho visto a torino.
Devo dire che in effetti avrei preferito un atmosfera musicale più raccolta, che ripercorresse quella del disco. E se fossi stato in lui avrei evitato i bis con i classici, giusto per rendere omaggio a Berlin, un disco veramente fondamentale, il mio preferito di lou reed solista. Ma era un concerto gratuito e la gente è venuta anche per quelli.
Gli strumentisti comunque molto bravi, soprattutto il batterista, ma un pò troppoo in vena di strafare anche quando non ce n'era bisogno. Insopportabile la voce del bassista, trattato da lou reed come una specie di fenomeno da baraccone visti gli acuti che riesce a raggiungere.
bellissimo il coro di bambini.

Re:miti storici

Anche io l'ho visto a Torino. In effetti temevo arrangiamenti prolissi o sintetici (tipo the Raven del 2003 che proprio non digerisco) mentre i fiati hanno raggiunto l'esito opposto dando atmosfere quasi rhythm'n'blues ad alcuni brani. Non in linea con il senso dell'album ma sicuramente più adatti a un festival estivo (gratuito).
Steve Hunter è lo stesso che suonò nel live Rock'n'Roll Animal del 1974 e il titolo rende perfettamente l'idea di che suoni ci si possono aspettare dalla sua SG.
Il bassista corpulento che era a sinistra del palco con il contrabbasso elettrico (non quello dalla voce angelica) era tale Rob Wasserman che ha suonato anche con i Gov't Mule (altra gente che rockeggia assai).
In effetti il piano si sentiva poco.
Notevole l'intermezzo di brani acustici.
Anche io ero lontano dal palco, l'unica cosa che ho riconosciuto era un combo Soldano alle spalle di Lou.
D'obbligo i tre bis: Sweet Jane, Satellite Of Love, Walk On The Wild Side. Un onesto 60enne che si diverte ancora a suonare gli stessi brani da 40 anni per far piacere al pubblico.




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Re:miti storici

Mito ma de che? Ma hendrix, santana, etc. etc. non sono niente? Ma ancora state a sentire chi? Lou Reed? Chiedo al moderatore se questo sito è per chitarristi oppure per chiunque........Parliamo di chitarristi sennò mi sento autorizzato a proporre discussioni su Mino Reitano, Paola e Chiara, gemelli diversi, articolo 31, tiziano ferro, gigi d'alessio, i pooh, riccardo fogli, renato zero, nicola di bari, laura pausini, negramaro, ramazzotti vari, zucchero, e altro trash....... PAURA eh!!!!!!!
ma suonate la chitarra...

Re:miti storici

Risposta assolutamente fuori luogo e cercherò di dare qualche motivazione nel poco tempo che voglio dedicare a questa discussione che si preannuncia alquanto sterile.
1) "Mito ma de che?"
Si da il caso che tale Lou Reed sia stato leader e songwriter di una band chiamata Velvet Underground, gruppo fra i più influenti (sarei tentato di affermare il più influente) della storia della musica rock (il primo album è stato inciso mentre il mondo ascoltava Yellow Submarine, non so se mi spiego). Ha anche portato avanti una carriera solista invidiabile (ti consiglio l'ascolto di New York del 1989).
2) "hendrix"
Avrei sicuramente visto volentieri un suo concerto ma e da un po' che non viene in Italia.
3) "santana"
Ma per favore... è morto dopo Abraxas (forse già durante).
4) "Chiedo al moderatore se questo sito è per chitarristi oppure per chiunque"
A parte il fatto che mi risulta che Lou Reed suoni la chitarra (anche un assolo dissonante può essere espressivo, non è obligatorio discutere solo di chi esegue scale alla velocità della luce) non mi sembra che sia il primo articolo prettamente chitarristico che leggo su Accordo (meno male).
5) "Mino Reitano, Paola e Chiara, gemelli diversi, articolo 31, tiziano ferro, gigi d'alessio, i pooh, riccardo fogli, renato zero, nicola di bari, laura pausini, negramaro, ramazzotti vari, zucchero, e altro trash."
Scusa ma questa non l'ho capita.
6) "ma suonate la chitarra..."
E quello che faccio ogni volta che posso, con risultati pessimi, ma con tanta voglia e soddisfazione per ogni piccolo traguardo che mi sembra di raggiungere.
Ma visto che ti senti così generoso di elargire consigli mi permetto di dartene uno anche io (liberissimo di ignorarlo). Ascolta buona musica.




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Re:miti storici

Caro Avalon, dalla tua cortese ma ferma risposta deduco argutamente che tu sia un ammiratore di Lou Reed, ed accetto, con spirito critico, tutto quello che scrivi cercando di rispondere, divertendomi e senza offese, ai tuoi punti dettagliatamente argomentati:
1) "Mito ma de che?"
Si da il caso che tale Lou Reed sia stato leader e songwriter di una band chiamata Velvet Underground, gruppo fra i più influenti (sarei tentato di affermare il più influente) della storia della musica rock (il primo album è stato inciso mentre il mondo ascoltava Yellow Submarine, non so se mi spiego). Ha anche portato avanti una carriera solista invidiabile (ti consiglio l'ascolto di New York del 1989).
1 bis): Velvet Underground? Certo che li conosco ma ritengo che siano dietro, e di molto, a Zappa, Pink Floyd, Free, ROLLING Stones (stesso periodo), Fripp etc etc, te ne potrei citare infinitesimi e poi c'è sempre il DE GUSTIBUS NON DISPUTANDUM EST.
Posto questo parliamo di tecnica chitarristica, non mi pare che il nostro sia un famoso esponente della stessa ( o sono io che sono ormai 30 anni che suono la chitarra e non ho mai capito un piffero?)
2) "hendrix"
Avrei sicuramente visto volentieri un suo concerto ma e da un po' che non viene in Italia.
2 bis)Ahi ahi, tu suoneresti la chitarra? Quello che ha significato Jimi per la chitarra Rock varrà per sempre ... pensaci bene dai... vale + un hendrix da morto che 100 Lou Reed vivi ( Vivo?)
3) "santana"
Ma per favore... è morto dopo Abraxas (forse già durante).
3 bis) MI sa che lo conosci poco, condivido l'opinione sugli ultimi dischi molto commerciali, ma parliamo di chitarra, di tocco, di feeling, di "tone", ma vogliamo scherzare veramente?
4) "Chiedo al moderatore se questo sito è per chitarristi oppure per chiunque"
A parte il fatto che mi risulta che Lou Reed suoni la chitarra (anche un assolo dissonante può essere espressivo, non è obligatorio discutere solo di chi esegue scale alla velocità della luce) non mi sembra che sia il primo articolo prettamente chitarristico che leggo su Accordo (meno male).
4 bis) anche un assolo dissonante che può essere espressivo (certoo dipende chi li fa e come ..dai Avalon (fai l'avvocato di professione? salveresti anche Toto Riina e a sto punto.....mi arrendo).
5) "Mino Reitano, Paola e Chiara, gemelli diversi, articolo 31, tiziano ferro, gigi d'alessio, i pooh, riccardo fogli, renato zero, nicola di bari, laura pausini, negramaro, ramazzotti vari, zucchero, e altro trash."
Scusa ma questa non l'ho capita.
5 bis) Riguardo a Mino Reitano, Paola e Chiara, gemelli diversi, articolo 31, tiziano ferro, gigi d'alessio, i pooh, riccardo fogli, renato zero, nicola di bari, laura pausini, negramaro, ramazzotti vari, zucchero, e altro trash."
take a walk in the wild side potrebbero averla scritta anche questi ..tranquillamente.
6) "ma suonate la chitarra..."
E quello che faccio ogni volta che posso, con risultati pessimi, ma con tanta voglia e soddisfazione per ogni piccolo traguardo che mi sembra di raggiungere.
Ma visto che ti senti così generoso di elargire consigli mi permetto di dartene uno anche io (liberissimo di ignorarlo). Ascolta buona musica.
6 bis) Grazie a Dio io qualcosa la so fare non molto, suono in tre gruppi e riguardo alla buona musica che dovrei ascoltare, generalmente sento Robben Ford, Larry Carlton, Lukather, Petrucciani, Weather Report, scofield, henderson, giusto per dirne qualcuno. Vedi tu se mi puoi consigliare qualcos'altro accetto tutto ma lascia stare Lou Reed.
Avalon..... senza rancore, complimenti per la dialettica e le argomentazioni. DIVERTIAMOCI

Re:miti storici

Non volevo fare il difensore di Lou Reed, solo che reputo i Velvet Underground come uno dei pochi gruppi veramente rivoluzionari nel rock (al pari sicuramente di Hendrix, Zappa, Rolling Stones (che adoro alla follia ma solo nel periodo '68-'72), Doors, John Fahey, Tim Buckley, Bob Dylan (i primi che mi vengono in mente)), mentre non riesco a comprendere Pink Floyd, Santana, Free (?!?! ma dai... divertentissimi e godibilissimi ma da qui a farne una pietra miliare ce ne vuole... secondo me).
Il mio consiglio era del tutto spassionato e non nascondeva nessun messaggio se non quello esplicitamente evidente (W la buona musica). Anche perché negli anni ho maturato un po' di esperienza su tutti i fronti del cosiddetto rock arrivendo a collezionare oltre 2000 titoli, ma sinceramente non mi sento autorizzato a consigliare alcunché soprattutto perché noto che i tuoi ascolti sono comunque ricercati
anche se, per i miei gusti, un po' troppo cerebrali (preferisco chi suona con la 'pancia' che con la testa) e chitarristici (adoro il suono di qualunque chitarra ma mi annoia quando è troppo predominante)

Come temevo però, una discussione che potrebbe diventare interessante e piacevole per noi è ormai sterile e inutile per il resto del mondo.
DIVERTIAMOCI ECCOME!




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Re:miti storici

Adesso vedo le tue considerazioni da un altro punto di vista.... Keep on Rolling

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